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F1: Montecarlo, arrivare ai box. La prima scommessa vinta 
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F1: Montecarlo, arrivare ai box. La prima scommessa vinta 

La città è paralizzata dalla chiusura delle strade che diventano pista. E al circuito devono arrivare centinaia di persone, considerando il personale delle squadre, quello delle categorie minori, tutti i tanti addetti ai lavori

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giovedì 21 maggio 2015

di Ottavio Daviddi

MONTECARLO - Tutti in pista e tutti ai box. Le prime prove sono andate in scena regolarmente. Non è così scontato. Perché a Montecarlo c’è un “dietro le quinte” che riguarda la logistica, i trasporti e gli spostamenti, che è poco definire complesso. Il motivo è semplice: la città è paralizzata dalla chiusura delle strade che diventano pista. E al circuito devono arrivare centinaia di persone, considerando il personale delle squadre, quello delle categorie minori, tutti i tanti addetti ai lavori (sicurezza, comunicazioni, servizi e altro ancora).

PERCORSI DEDICATI - In teoria ci sono percorsi dedicati. Ma è molto teoria. Uno di questi passa in mezzo al mercato e tra le bancarelle del merchandising. Ci vuole pazienza e un po’ di fantasia. Alcune squadre sono in hotel a Montecarlo, altre - per tagliare i costi - sono sparpagliate da Mentone a Nizza. L’unica ricetta sicura è: alzarsi all’alba. Ma i ritardi sono comunque da mettere in conto.

SCOOTER, UN SOGNO - Il mezzo migliore per muoversi è lo scooter. Ma qui, in questi giorni, il motorino è un bene prezioso, riservato a pochi eletti (quelli, cioè, che hanno diritto a un parcheggio). Per i piloti vale un discorso diverso: qualcuno sta in barca e allora, con pochi passi, è al paddock. Gli altri il diritto allo scooter ce l’hanno d’ufficio. E allora casco anonimo, abiti casual, niente marchi. Si mescolano alla folla, nessuno li riconosce, né li ferma. E a Montecarlo non c’è neppure un problema di sicurezza. Un dubbio però è lecito: quando esce dai confini blindatissimi del paddock, Lewis Hamilton toglierà la catena da rapper di oro massiccio e pietre preziose che ama indossare sopra la divisa d’ordinanza? O la terrà nascosta sotto la felpa? Per ora resta un mistero.

Tags: Formula 1montecarloferrariMcLarenMERCEDESAlonsohamiltonvettel

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