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Mistero Poirot sull'Orient Express

Mistero Poirot sull'Orient Express

Cast stellare e un regista ossessionato dalla perfezione: da oggi in sala il nuovo allestimento del più classico dei gialli, Assassinio sull'Orient Expresstwitta

giovedì 30 novembre 2017

Cast all star, regista di qualità, sceneggiatori tra i più “in voga”, mastodontico impegno produttivo. Il nuovo adattamento cinematografico dell’immortale Assassinio sull’Orient Express è stato affidato al più shakespiriano dei registi inglesi. Malgrado la sua partecipazione al franchise Marvel, Kenneth Branagh ha tenuto inalterata la sua attenzione ai grandi capolavori della letteratura e la sensibilità maniacale per l’allestimento. Non solo. In un anno in cui si è parlato molto della scelta retrò ma sicuramente coraggiosa e premiante dal punto di vista visivo di Christopher Nolan di pretendere il 70mm per il suo Dunkirk, Branagh ha voluto girare Assassinio sull’Orient Express in 65mm; girato vicino Londra, l’unico laboratorio al mondo per sviluppare pellicola di tale formato era a Los Angeles. Così, il produttore esecutivo Matt Jenkins ha deciso «di aprire a Londra, attraverso la Kodak, un laboratorio per il 65mm, il primo da almeno trent’anni a questa parte».

Non è stata l’unica sfida realizzativa di Assassinio sull’Orient Express. Proprio la sfida dei 65mm ha reso necessario la realizzazione alla perfezione di ogni minimo dettaglio, perché la macchina da presa vede tutto ampliato. Nei set allestiti presso i Longcross Studios, ex sito di collaudo di carri armati del Ministero della Difesa dotato di diversi teatri di posa, sono stati ricostruiti la stazione e il Bazaar di Istanbul a 360°, due repliche funzionanti dell’Orient Express e una replica della locomotiva da 30 tonnellate in scala 1:1, oltre all’enorme set del viadotto e una montagna alta 10 metri, con estensioni digitali che la fanno apparire molto più alta. Un set di questa dimensione ha richiesto il coinvolgimento di ingegneri strutturali nella progettazione, per garantirne la sicurezza, dato che vi sarebbe transitato e vi si sarebbe fermato un treno. Un lavoro esaltato anche nell’attenzione alle interpretazioni. 

In un cast composto da Penélope Cruz, Willem Dafoe, Judi Dench, Johnny Depp, Derek Jacobi, Michelle Pfeiffer e Daisy Ridley, Branagh ha tenuto per sé il ruolo di Hercule Poirot. La preparazione di Branagh è partita dalla lettura di tutti i libri che lo vedono protagonista (33 romanzi e oltre 50 racconti). Poi ha raccolto tutte le descrizioni dei baffi di Poirot scritte da Agatha Christie, per realizzare un accessorio all’altezza della descrizione dell’autrice. Infine, Branagh ha anche rivisitato le opere di celebri artisti belgi, tra cui il pittore surrealista Magritte e Hergé, l’autore di TinTin, connazionali di Poirot, ha studiato il modo di parlare inglese dei belgi, ascoltando le registrazioni effettuate da 27 uomini dell’età di Poirot, con accenti belgi differenti, che parlano in inglese, e ha incontrato un ‘dialect coach’ tre volte a settimana per studiare e fare pratica con l’accento di Poirot.

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