Libro: quel Mundial specchio d'Italia

In “Spagna '82”, edito da Carocci, l'autore, docente di Storia contemporanea, racconta il trionfo azzurro da diverse prospettive
Libro: quel Mundial specchio d'Italia© ANSA

TORINO - La memorabile impresa dell’estate 1982 è stata raccontata tante volte e in tanti modi. Ma c’è sempre la possibilità di uno sguardo diverso. In questo caso, quello di Alberto Guasco, docente di Storia contemporanea alla Link Campus University di Roma, che ha il merito di non allinearsi agli snobismi tipici degli ambienti accademici quando si tratta di affrontare temi nazional-popolari. “Spagna ’82. Storia e mito d’un mondiale di calcio” è un saggio dedicato all’impresa più straordinaria del calcio italiano, un’avventura iniziata tra lo scetticismo dei più e conclusa, naturalmente, con la corsa a salire sul carro dei vincitori. 

Narrata in maniera precisa e con uno stile scorrevole la parte agonistica del torneo, Guasco si sofferma sul modo in cui i media hanno descritto le partite degli azzurri, assegnando ai protagonisti ruoli mitici e ridefinendo le regole del giornalismo, per dirla con Dayan e Katz, più volte citati dall’autore -. 

“Il mondiale nazionalizzato” concentra l’attenzione sul calcio vissuto come «una specie di guerra in miniatura», per i toni enfatici spesso usati e per i conflitti bellici che, allora come oggi, entrano profondamente nelle dinamiche dello sport: all’epoca, le Falkland, il Libano, l’Iraq, l’Iran, l’Afghanistan. Concetto che in parte va a rimbalzare nel capitolo seguente, laddove però emerge soprattutto il tentativo (in parte riuscito) della classe politica di appropriarsi in qualche modo del trionfo dei calciatori: la “rivalità” tra il presidente della Repubblica, Pertini, e quello del Consiglio, Spadolini, entrambi assai poco interessati al pallone ma sempre più coinvolti, realmente o per  seguire l’onda popolare. «Ed è altrettanto interessante vedere come i periodici di partito pieghino l’evento alla loro visione del mondo», spiega giustamente Guasco.

Gli anni Ottanta rappresentano un periodo decisivo nella commercializzazione dei grandi eventi sportivi. L’era di Joao Havelange a capo della Fifa coincide con il peso sempre più proponderante di marchi (Adidas, Coca Cola) che ancora adesso legano la loro immagine al calcio. Le pagine dedicate al “Mondiale economico” evidenziano sì gli episodi da cronaca giudiziaria (fondi neri, corruzione, accordi veri o presunti: da Germania-Austria a Italia-Camerun), ma anche come i “poteri forti”  finiscano per incidere sempre più sul controllo dello sport mondiale.

“Spagna ’82” si conclude con  la mitizzazione del torneo, ovvero un excursus del modo in cui il cinema, il teatro, la letteratura e l’arte hanno celebrato il successo dell’Italia o lo hanno utilizzato come sfondo per definire temporalmente la narrazione. Una lettura che accende ricordi in chi ha vissuto “in diretta” quella memorabile impresa e suggerisce spunti di approfondimento per chi ancora non c’era.

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