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MotoGp, Miller: «Amo ridere, ma sono cresciuto come pilota»
© Gaetano Piazzolla foto g.piazzolla-ag aldo liveran

MotoGp, Miller: «Amo ridere, ma sono cresciuto come pilota»

Il pilota della Pramac traccia il quadro dei suoi primi tre anni in classe regina: «Sono migliorato tanto, ma mi sento un pagliaccio: adoro far divertire la gente»twitta

sabato 23 dicembre 2017

ROMA -Nel 2018 un grande cambiamento aspetta Jack Miller. Il pilota australiano passerà dalla Honda alla Ducati, guidando per il team Pramac. È il momento giusto per fare un bilancio della sua carriera in MotoGp, iniziata tre anni fa. Fatta di alti e bassi e, spesso, di uscite sopra le righe. Miller, in un'intervista al sito della MotoGp, sostiene di essere cresciuto come uomo e come pilota e che alcuni comportamenti sono nel suo DNA: «Cerco sempre di essere me stesso. Mi piace far ridere la gente, mi sento come un pagliaccio. Però in questi tre anni sono cresciuto e migliorato come pilota. E sono maturato. Sono una persona e un professionista migliore», sostiene.

A LETTO SENZA MOTO Del resto, nell'intervista, interviene anche la madre di Jack, che racconta di quanto fosse "terribile" da bambino. C'era solo un modo per farlo stare buono: «Se gli proibivo di andare in moto per le sue bravate, subito dopo si comportava bene, perché guidare è sempre stata la sua passione». E dunque, se Miller è arrivato dove è ora, è grazie soprattutto alla sua famiglia: «Senza di loro non sarei arrivato fino a qui. Quando avevo 15 anni ci siamo trasferiti in Europa e mio padre ha ipotecato la casa per farmi inseguire il mio sogno».

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