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MotoGp, Lorenzo: «Avevo la sensazione che la Ducati avesse perso la fiducia in me»
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MotoGp, Lorenzo: «Avevo la sensazione che la Ducati avesse perso la fiducia in me»

Lo spagnolo, intervistato da Sky, parla della sua rottura con il team di Borgo Panigale e del suo futuro alla Honda

giovedì 12 luglio 2018

TORINO - Rimpianti, qualche ripensamento, ma alla fine due strade che si sono dovute dividere quelle di Jorge Lorenzo e la Ducati.  «Ho un po’ di rimpianti, perché in Ducati mi hanno sempre trattato bene, non mi dimenticherò mai l’accoglienza che mi hanno riservato quando sono arrivato, e alla fine mi sono anche innamorato della moto - spiega lo spagnolo intervistato in esclusiva da Guido Meda all'interno della trasmissione Talent Time su Sky Sport MotoGp - Mi dispiace lasciare una sfida senza averla terminata, sicuramente. Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di avere tante sfide nella mia carriera, che è una cosa molto positiva. La prossima sarà molto grossa, difficile e importante, ma io non ho molto da perdere».

I MOTIVI DELL'ADDIO - «Avevo la sensazione che la Ducati avesse perso la pazienza o la fiducia e stesse cercando un altro pilota. Quindi io e il mio manager abbiamo percepito questa situazione, anche se la mia intenzione era quella di restare in Ducati, e abbiamo deciso di trovare altre strade velocemente», spiega Lorenzo in merito alla sua rottura con la Rossa di Borgo Panigale. Ripensamenti? «È normale averli - prosegue - soprattutto dopo due vittorie consecutive e quando essere così competitivo ti è costato mesi e sforzo. Se avessimo continuato sarebbe potuto essere molto buono, però ho cambiato approccio mentale e guardo al futuro. Soprattutto se il futuro sembra buono, così come nel mio caso».

PEDROSA - Il pilota spagnolo ha poi detto la sua su Daniel Pedrosa, pronto a salutare il Motomondiale al termine della stagione. «Non sempre abbiamo avuto un buon rapporto, ultimamente sì però. Io penso che a tutto il Paddock sarebbe piaciuto che Daniel continuasse più a lungo - commenta il Ducatista - perché vederlo guidare con quella pulizia che ha, con il suo modo di alzare la moto nelle curve lente è fantastico. Però comprendo la sua decisione, perché io nel passato ho avuto qualche momento di dubbio, mi sono chiesto se valessero la pena le pressioni e il nervosismo, tutto questo. Mi è successo, poche volte ma mi è successo».

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