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MotoGp Yamaha, Rossi: «Non siamo competitivi come Honda e Ducati»
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MotoGp Yamaha, Rossi: «Non siamo competitivi come Honda e Ducati»

In una lunga intervista al sito della MotoGp il Dottore ha parlato a 360 gradi della stagione e del futuro

mercoledì 22 agosto 2018

TORINO – Valentino Rossi, in attesa di tornare in pista a Silverstone per cercare di inseguire quella vittoria che manca ormai da più di un anno, si è confessato in una lunga intervista al sito della MotoGp in cui ha affermato: «È una stagione complicata perché credo che in questo momento la Yamaha non è competitiva come le Honda e le Ducati. Manca ancora molto alla fine stagione ed è frustrante non riuscire a migliorare. Per me è molto importante capire se Yamaha vuole vincere ma è anche fondamentale capire quanto si vuole sforzare per risolvere la situazione. Ora sono secondo, è una buona posizione ma credo sia difficile tenerla fino alla fine. La cosa peggiore è che non solo abbastanza veloce per mettere pressione a Marquez».

FISICO «Fisicamente mi sento molto in forma quest’anno. Ed è un peccato essere fermato solo dai problemi alla moto, mi sento molto forte. Mi alleno tanto e sto bene. Arrivo a fine gara che potrei tranquillamente fare altri cinque giri a tutta». Ha proseguito il Dottore. La cosa più importante è essere in grado di migliorare la moto e me stesso. È una grande motivazione. Quando riesco a cambiare il mio stile di guida, ad esempio, o la mia posizione in sella, o il mio modo di frenare ed accelerare per me è bellissimo, è una grande soddisfazione e mi fa sentire al meglio. Se non riuscissi a fare questa evoluzione continua potrei benissimo starmene a casa a guardare le corse sul divano». Ha proseguito il pesarese parlando del suo stato di forma.

FUTURO Sul momento del ritiro Rossi ha precisato: «In questi due anni deciderò che cosa fare, se smettere o continuare ma in questo momento non lo so. È una cosa molto lontana, abbiamo ancora due stagioni e più da vivere. Il problema è che inizio ad avere una certa età sportivamente parlando e, ad un certo punto, dovrò fermarmi anche se correre è la mia vita. Se dovessi lasciare con le moto credo che proverò a competere con le macchine, la velocità e le corse sono tutto per me. Ma lo farò con molto più relax. Allo stesso tempo continuerò a lavorare con i giovani piloti e forse estenderemo il nostro team alla MotoGp. Ma sono solo idee. So solo che quando appenderò il casco al chiudo sarà un momento molto triste e difficile».

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