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Due Ruote

Nuovo Suzuki Burgman 200, la prova su strada

Agile e confortevole grazie alla posizione di guida leggermente ribassata, il Burgman di cilindrata media è un ottimo compromesso per divincolarsi nel traffico urbano e divertirsi fuori città.  twitta

mercoledì 30 luglio 2014

Squadra (e prodotto) vincente non si cambia. O si cambia poco. Infatti, quando si è trattato di riprogettare le cilindrate “medie” del Burgman (125 e 200), gli ingegneri Suzuki hanno pensato di mantenere praticamente invariati motore e ciclistica e di dare una rinfrescata alle voci “estetica” e “comfort”, aspetti fondamentali al momento dell’acquisto per gli utenti delle due ruote automatiche.

Come  è fatto
Somiglia sempre di più ai fratelli maggiori 650 e 400, il nuovo Burgman 200.  Lo scooter di media cilindrata di una delle “famiglie” di maggior successo sul mercato italiano si è rinnovato principalmente nell’estetica: i fari anteriori e posteriori sono caratterizzati da due elementi separati (proprio come per le motorizzazioni maggiori) e gli indicatori di direzione, sempre incassati nella carena, sono ora in posizione più ribassata. Novità anche per la sella, posta ora a 735 mm da terra, che è stata rinnovata sia nel disegno con cucitura a doppia impuntura sia nei materiali utilizzati. Sotto di essa, un vano portaoggetti da ben 41 litri, capace di ospitare fino a due caschi integrali, è al top della categoria.  A proposito di vani, nel retroscudo se ne trovano due laterali, uno con l’apertura a chiave e l’altro a pressione, completi di una presa a 12 volt. 
La protezione aerodinamica è assicurata da un parabrezza più alto rispetto alla versione precedente mentre nella zona manubrio c’è un cruscotto tutto nuovo con due elementi tachimetro e contagiri analogici e un display LCD centrale, completo di tutte le spie principale e anche di quella ECO, che segnala al pilota il momento in cui l’andatura sorride a emissioni e consumi. La retroilluminazione è color ambra, perfetta per la guida notturna.

Come va
Appena saliti in sella le dimensioni, nonostante gli oltre 2 metri di lunghezza, sembrano da “cinquantino”: la guida è raccolta, la posizione del manubrio non stanca braccia e polsi e le gambe sono ben incassate in una pedana caratterizzata centralmente dalla presenza dell’ormai classico tunnel.  L’altezza della sella è tra le più basse del segmento e, anche grazie a questo particolare, le manovre da fermo risultano piuttosto semplici e leggere da effettuare.
Il motore è il “fidato” monocilindrico raffreddato a liquido da 200 cc e oltre 18 cv di potenza, capace di un’erogazione lineare e pulita e di uno spunto quasi da sportivo nelle partenze da fermo e rispetta in pieno le normative Euro3 sulle emissioni di CO2.  Il baricentro basso offre una buona agilità nei cambi di direzione, per esempio in mezzo al traffico cittadino e in fase di ingresso e di uscita dalle curve più lente mentre a velocità più sostenuta, la forcella telescopica da 33 mm e il forcellone posteriore montati su ruote a sei razze da 13” (davanti) e 12” (dietro) contribuiscono a rendere stabile il Burgman. La frenata è garantita da due dischi, uno per cerchio, da 240 e, nella versione con ABS, da un sistema che elimina il rischio di bloccaggio della ruota anteriore in situazione di asfalto “critico”. 
Scheda tecnica:
Modello: Suzuki Burgman 200
Motore: Benzina, 1 cilindro, 200 cc 
Potenza: 18,36 cv
Cambio: automatico
Consumo medio: 34,4 km/l
Capacità serbatoio 10,5 l
Dimensioni: Lunghezza 2,055 m, larghezza 0,740 m, altezza 1,355 m
Prezzo: 3.990,00 euro (4.390,00 con ABS)
Commercializzazione: già disponibile
 

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