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Moto Guzzi Eldorado: la prova su strada

Strade larghe, vento in faccia e andatura rilassata. Questa è la filosofia del nuovo modello touring ispirato alla leggendaria 850GT del 1972 twitta

martedì 9 giugno 2015

dal nostro inviato Federico Porrozzi

È una classic dal sapore retrò, la nuova turistica presentata in pompa magna dalla Moto Guzzi nella sede di Mandello del Lario. Ed è una moto su cui il Marchio italiano punta molto per far impennare i dati di vendita, comunque buoni nel primo trimestre del 2015. 
Per capire quanto l’Eldorado sia importante, basti pensare che al lancio stampa era presente anche il numero uno del Gruppo Piaggio, Roberto Colaninno, che partendo da questo modello ha parlato poi a 360 gradi delle strategie future dell’azienda, di cui scriveremo a parte nei prossimi giorni.

BRILLA E LUCCICA - La nuova Eldorado nasce dalla 850GT del 1972 di cui è l’erede. E’ stata pensata e realizzata da Miguel Galluzzi nel suo studio californiano di Pasadena. Dove, appunto, strade larghe e dritte e passione per le moto non mancano. Galluzzi si è ispirato proprio a questi aspetti, oltre che alla “vecchia zia” GT, per mettere su carta la nuova creatura.
Che, come una principessa nel salone delle feste, brilla di luce propria grazie alle numerose cromature: dagli specchietti al lungo scarico (Euro4), passando per i maniglioni del passeggero, la strumentazione, le sospensioni e le finiture dell’imponente blocco motore (da notare la scritta Guzzi a laser e l’alettatura raffreddamento ottenuta per fresatura), esaltano il disegno della moto. A saltare all’occhio sono anche gli pneumatici a fascia bianca “old style” montati sulle belle ruote a raggi da 16” in alluminio lucidato, il grande faro ovale a LED, il parafango posteriore con faro a gemma, il largo manubrio a corna di bue e una sella dalle cuciture ben definite e ampia sia per il pilota che per il passeggero. 
A fare la differenza, però, è la cura dei particolari nella verniciatura di fianchetti e serbatoio. I primi sono caratterizzati da un doppio filetto bianco e dalla scritta bianca che ricorda quella del vecchio modello mente il serbatoio è quasi un’opera d’arte: contiene 20,5 litri di benzina e vanta una doppia verniciatura con particolari cromati a specchio e, a cornice, un doppio filetto bianco che riprende quello dei fianchetti e che risalta le linee.

La seduta è da vera touring e il motore un affidabile compagno di viaggio

UNICO ELEMENTO, LETTURA FACILE – La strumentazione è semplice ma allo stesso tempo intuitiva e completa: il contagiri analogico corre lungo la cornice cromata esterna mentre al centro dello stesso elemento c’è il display digitale con tachimetro e tutte le informazioni utili in fase di viaggio. La Eldorado è, si, una Classic ma si rivela anche estremamente moderna: come optional, infatti, vanta la piattaforma multimediale MG-MP. Tra le tante funzioni, è possibile impostare i parametri del limitatore e dell’Eco Ride per limitare i consumi. La piattaforma consente di connettere la moto allo smartphone attraverso una App dedicata, utile a far diventare il cellulare un vero e proprio computer di bordo, in grado di visualizzare cinque parametri alla volta: oltre ai classici, ecco anche il voltaggio della batteria, la potenza istantanea e l’angolo di piega in curva. Grazie a questa piattaforma, è possibile trovare il benzinaio più vicino, ritrovare la moto parcheggiata in un luogo sconosciuto oppure verificare il corretto funzionamento del controllo di trazione. E si possono registrare i dati del viaggio per poi rivederli e analizzarli appena scesi dalla moto. 

COME LA VUOI? - Una delle caratteristiche principali della Eldorado è l’ampia possibilità di personalizzazione grazie agli oltre 50 accessori originali disponibili. Si va dagli specchi e le manopole in alluminio ricavato dal pieno al manubrio touring cromato nero, passando per il parabrezza, per le manopole riscaldate e per le borse di diversi usi e capienze.
Costa 18.990 euro ed è disponibile in due colori: nero o rosso.


 
JUST MY IMAGINATION – Come cantavano i Cranberries alla fine degli Anni Novanta, davanti all’acquazzone e ai 10 gradi di temperatura trovati in occasione del test dobbiamo far leva su tutta la nostra capacità di immaginazione per immedesimarci nella filosofia della Eldorado ritrovando strade larghe, vento (piacevole) in faccia, sole caldo e voglia di libertà. Indossata la tuta antipioggia e gli scarponcini H2Out iniziamo un breve giro tra la riva e le colline del Lago di Lecco. Appena saliti in sella, la sella bassa (740 mm) ci accoglie come il migliore divano di casa, nel quale ci accomodiamo mettendo le mani sul rilassante manubrio a corna di bue e i piedi sulle larghe e lunghe pedane floorboard tipiche delle moto nate per percorrere chilometri. 
I 314 kg a secco della Eldorado si sentono, inutile nasconderlo, ma ad aiutare chi guida nelle manovre più delicate ci sono il baricentro piuttosto basso e lo storico bicilindrico a V da 1380 cc (il più grande mai prodotto in Europa) e 96 cv, molto reattivo ai bassi e ai medi regimi. Per agevolare la guida, l’Eldorado è equipaggiata con un ride by wire da 3 mappature: turismo per la guida più tranquilla, veloce per gli smaliziati e pioggia per le condizioni di asfalto bagnato. Tre anche le posizioni disponibili per il controllo di trazione MGCT, disinseribile ma fondamentale durante la nostra prova come la modalità di guida Pioggia.
Anche se a causa del maltempo non possiamo metterla “alla frusta”, le sei marce entrano senza esitazione sia in inserimento che in scalata, la trasmissione a cardano lavora senza strappi e quando è possibile, sui lunghi tratti autostradali, c’è il cruise control a rendere la guida ancora più rilassante. La stabilità della Eldorado è garantita da un rigido telaio tubolare in acciaio a doppia culla, su cui sono montati una valida forcella da 46 mm e un doppio ammortizzatore posteriore regolabile nel precarico. 
La frenata, infine, è assicurata da un doppio disco anteriore flottante da 320 mm, da un singolo posteriore da 282 e dall’ormai immancabile ABS, di cui abbiamo avuto modo di provare l’efficacia nel corso del test piuttosto “scivoloso”.

Tags: moto guzzieldorado

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