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Ducati 959 Panigale, il test: equilibrio stabile

Ducati 959 Panigale, il test: equilibrio stabile

Sul circuito spagnolo, teatro due settimane fa dell’ultima sfida della MotoGp, abbiamo provato 959 Panigale appena presentata all’EICMA di Milano. Com’è? Veloce, facile e comoda  twitta

mercoledì 25 novembre 2015

dal nostro inviato Riccardo Piergentili

Si chiama 959 Panigale e i numeri del suo nome, non per caso, ricordano quelli di una delle Porsche più famose della storia. Perché un po' di superstizione non guasta, anche quando si parla di ingegneria... La nuova sportiva bolognese somiglia molto alla 899 Panigale, anche se, a ben guardare, tra le due versioni esistono alcune differenze. La prima, la più evidente, riguarda il silenziatore di scarico: corto, compatto e montato in basso sulla 899; più voluminoso e posizionato lateralmente, a destra, sulla 959.

TANTI DETTAGLI CHE FANNO LA DIFFERENZA – Le altre novità sono meno visibili. Le prese dell'airbox sono più grandi, il plexiglass del cupolino è più protettivo, i supporti degli specchi retrovisori sono più corti e le pedane dal look racing sono molto più rifinite. Indubbiamente il nuovo impianto di scarico (necessario per consentire al propulsore di rientrare negli standard Euro 4) è meno integrato col resto dei componenti e per questo motivo Ducati ha già sviluppato degli accessori (in titanio) in collaborazione con Akrapovic. C'è sia un impianto di scarico omologato (che resta montato lateralmente), che assicura un risparmio di peso di 1,6 kg, sia un impianto di scarico racing, che garantisce un risparmio di peso di ben 6 kg ed è posizionato in basso, come sulla 899 Panigale.

VELOCE MA FACILE – Si guida come una media ma è veloce come una maxi. È questo il segreto del suo successo. La 899 Panigale aveva un ottimo equilibrio ciclistico ma al motore mancava un pizzico di emozionalità, perché la risposta al gas e il tiro in basso non erano quelli che ci potrebbe aspettare da una sportiva bicilindrica di quasi 900 cm3. La 959 Panigale, invece, ha più “birra”, dappertutto, però la potenza e la coppia in più non creano problemi alla ciclistica, che funziona addirittura meglio di prima!

TANTA TRAZIONE, SEMPRE A GAS SPALANCATO - Anche su un circuito molto tortuoso come quello di Valencia, in sella alla 959 Panigale si può spalancare il gas senza timore, sia con le marce corte, sia con quelle lunghe. Il grip a disposizione è qualcosa di inimmaginabile. Parte del merito è dei pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa in mescola SC2 (gomme che possono essere acquistate da chiunque, in qualsiasi gommista) ma anche di un perfetto bilanciamento tra le quote ciclistiche e la tarature delle sospensioni.

È ANCHE COMODA! - La forcella e l'ammortizzatore, infatti, riescono a controllare i trasferimenti di carico, sia in staccata, sia in accelerazione, permettendo di guidare al limite con una facilità disarmante. Il fatto sorprendente è che questa taratura non penalizza la capacità di “digerire” le asperità dell'asfalto. In sella alla 959 Panigale sembra di viaggiare su un tavolo da biliardo e questa caratteristica sarà senza dubbio molto apprezzata da chi userà la moto anche su strada.

L'ELETTRONICA CHE AIUTA - Utilizzando il riding mode sport il motore perde molta forza ai bassi e medi regimi e, sia il controllo di trazione, sia l'ABS, entrano spesso in funzione. Utilizzare la taratura sport non è la scelta migliore per andare alla ricerca del tempo sul giro ma è il sistema ideale per avvicinarsi ai track day, se non si ha troppa esperienza. In configurazione sport, infatti, è possibile frenare e accelerare senza temere di essere disarcionati. La sensazione di sicurezza trasmessa dall'elettronica è elevatissima e raggiungere il limite della moto diventa abbastanza facile.

IN RACE CAMBIA TANTO - Poi… basta spingere un bottone, selezionando la modalità race, e il carattere del bicilindrico Superquadro cambia notevolmente. Il tiro ai medi regimi diventa più corposo, la risposta al gas più diretta, le accelerazioni più simili a quelle di una maxi sportiva. Però, nonostante la cilindrata non certo contenuta, la 959 Panigale conserva un carattere da media ed è il suo bello. Anche sfruttando il massimo delle sue prestazioni, questa Ducati resta una moto a “misura d'uomo” e per domarla non bisogna essere dei piloti o degli amatori esperti.

GUIDARE AL LIMITE SENZA STANCARSI - Quando si pensa a una supersportiva di grossa cilindrata, immediatamente viene in mente qualcosa di emozionante ma anche stressante e spesso il gusto di guidare lascia il posto alla paura di non essere in grado di gestire un mezzo troppo impegnativo. La 959 Panigale è l'anello di congiunzione tra il pianeta delle maxi sportive da 200 CV e il mondo (ormai in via di estinzione) delle supersport, quelle moto compatte e leggere ma non facili da gestire a causa di motori potenti ma poveri di coppia, soprattutto ai medi regimi. La 959 Panigale è una sorta di regina dell'equilibrio, dove le prestazioni, il gusto di guida, la versatilità e il fascino sono perfettamente bilanciati.

DUE COLORI, PREZZO PREMIUM - La Ducati 959 Panigale è disponibile in due colori: il classico rosso e l'elegantissimo bianco opaco. Nel primo caso il prezzo d'acquisto è stato fissato a 16.490 euro chiavi in mano; nel secondo a 16.790 euro chiavi in mano.

Tags: ducatipanigale959testValencia

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