Due Ruote

Motori

Speciale Honda Africa Twin: la prova completa

In Sudafrica, tra le curve asfaltate di Matroosberg Mountain e i sentieri sabbiosi dei “bush” vicino Città del Capo. Ecco il resoconto del test della moto più attesa del 2016. Com’è andata? Ci ha stregatotwitta

mercoledì 9 dicembre 2015

dal nostro inviato Federico Porrozzi e Riccardo Piergentili

Dodici anni. Tanto è il tempo che è passato dall’ultima versione dell’Africa Twin. La “regina del deserto”, moto che soprattutto nell’estetica e anche in qualche particolare tecnico ricordava la NXR dominatrice negli anni Ottanta del raid più famoso del mondo: la Parigi-Dakar.

UN NUOVO SEGMENTO - Ora è tornata, per la gioia degli appassionati del genere. Chi era ragazzo ai tempi dei trionfi di Orioli oggi ha 50 anni e potrà mandare in pensione l’Africa Twin d’epoca (ne girano ancora tante…) per salire in sella alla sua unica e degnissima erede.  
La nuova Africa Twin è pronta per contrastare sul mercato le altre moto con ruota anteriore da 21” come BMW F800GS, Triumph Tiger 800 o KTM Adventure 1190 R ma forse è nata più per “aprire” un segmento tutto suo: quello delle commuter con cerchio da 21” e motore da 1.000 cc. La proposta mancava e Honda, per differenziarsi com’è ormai nel suo stile, ci è arrivata per prima.  

STRETTA E LEGGERA - In fase di progettazione la parola da seguire come un mantra era “leggerezza” e, a guardarla bene, il risultato è stato centrato in pieno. A differenza di altre concorrenti, non è maestosa nelle linee. Anzi. Il frontale e i fianchetti sono particolarmente snelli, così come la zona motore (grazie al bicilindrico parallelo), la sella stretta e lunga e il codino rastremato ma dotato di maniglie passeggero e attacchi per le borse laterali praticamente invisibili. Il gruppo ottico anteriore è a due elementi ben equilibrati con il design generale mentre da notare ci sono cerchi a raggi e la presenza dei paramani “off-road” e di un cupolino alto e dritto. Sulla forcella anodizzata e sul forcellone e bibraccio sono fissati due dischi a margherita (grazie al disegno, nella guida in fuoristrada pastiglie e pinze si “puliscono” da terra e fango). Bello il disegno del carter e dei collettori (da notare l’assenza di cavi e passaggi a vista) che girano lateralmente per confluire in un sobrio scarico alto 2 in 1. 
Quattro i colori disponibili: grigio metallizzato (solo per la versione ABS), nero opaco, rosso CRF con sella a tre tonalità e Tricolore con cerchi oro e sella a tre tonalità. Tra tutti, quello che ci ha convinto di più è il rosso: evidenzia al meglio le forme della moto ed è sportivo ed elegante allo stesso tempo. 

MOTORE PICCOLO, PESI OK – Il motore che equipaggia la nuova Africa Twin è un bicilindrico in linea da 998 cc totalmente nuovo. E’ rispettoso delle normative Euro3 e sprigiona 95 cv di potenza (arriverà anche la versione depotenziata per neopatentati?) e 98 Nm di coppia. Di serie c’è la frizione anti-saltellamento e la distribuzione è la Unicam derivata dai modelli CRF da cross. La testa più compatta e il motore posizionato più in alto hanno permesso di aumentare la luce a terra (250 mm) fondamentale per superare ostacoli nella guida in fuoristrada. Ottimizzata nel migliore dei modi anche la distribuzione dei pesi, anche grazie alla pompa dell’acqua inserita dentro il carter della frizione, alla batteria e al modulatore ABS posizionati vicini al motore. 
E’ stato migliorato anche il raffreddamento, con due ventole separate inserite all’interno dei due radiatori. 

CAMBIO DCT E 5 MODALITA’ DI GUIDA – Oltre al cambio manuale, l’Africa Twin è disponibile anche con la doppia frizione DCT di terza generazione: un “automatico” dotato di 4 modalità di guida. Dalla più tranquilla drive alle S (1,2,3) sportiveggianti. C’è anche l’opzione G specifica per il fuoristrada: trazione migliore e riconoscimento di salite e discese ripide per gestire al meglio la cambiata. 
Il controllo di trazione è regolabile su tre livelli (o disattivabile del tutto) mentre l’ABS è disattivabile solo sul posteriore: in frenata la ruota può bloccarsi e rendere più divertente la guida ma l’anteriore garantisce comunque sicurezza e grip. 

TANTA ESCURSIONE, RUOTA DA FUORISTRADA - Sul telaio in tubi d’acciaio sono fissati una forcella Showa e un forcellone in alluminio. Le escursioni sono importanti: 230 mm per la forcella e 220 per il mono posteriore.
Significative, per capire l’anima di questa moto, le scelte delle ruote: davanti c’è una 21” (90/90) da vera fuoristrada mentre dietro lavora un cerchio da 18” (150/70).
La versione senza ABS e DCT pesa 228 kg con il pieno, quella con ABS 232 e quella con DCT e ABS 242. 
Il serbatoio è da 18,8 litri e garantisce un’autonomia quasi da record: 21,7 km/litro per quasi 400 km totali. 
Cosa non ci piace? Poco. E’ come andare a cercare il famoso “pelo nell’uovo”. Manca il cruise control (assente anche come otional) e la strumentazione in verticale, seppur curata nei dettagli, non è ben leggibile con il sole pieno e con la terra che si accumula sul vetro nei tratti off-road.  

VERSIONI, PREZZI E ACCESSORI – L’Africa Twin arriverà nei concessionari nel primo trimestre del 2016. I prezzi? 12.400 euro la versione senza ABS, traction control, DCT e paramani (questa sarà disponibile solo Tricolor e in soli 200 pezzi dedicati ai clienti che amano il fuoristrada puro), 12.900 le monocromatiche grigia, rossa o nera con ABS e traction control ma senza DCT (con doppia frizione a 14.050) e 14.350 per la Tricolor con ABS, traction control e DCT.
Ricca la gamma di accessori: arriverà di certo la travel edition (prezzo da definire) con 2 borse laterali, manopole riscaldate, cavalletto centrale, presa 12 volt, parabrezza alto, fendinebbia a led e tubolari antiurto per carene.
Tra gli altri optional ecco parabrezza fumé originale, sella più bassa o più alta di 30 mm, pedane passeggero più confortevoli, deflettori per migliorare l’aerodinamica, adesivi per cerchi ruota ma anche allarme, borse interne per bauletto e valigie, borsa serbatoio e una linea di abbigliamento dedicata completa di casco.

L’ASFALTO E’ IL SUO… TERRENO DI CACCIA - Duecentottanta chilometri. Strade ampie e larghe, curve veloci ma anche impegnativi passi di montagna, tornanti stretti e pieghe in successione. Gli ingredienti per mettere alla prova la moto più attesa dell’anno, in Sudafrica, c’erano tutti.
La nuova Africa Twin è una moto facile, alla portata di tutti. Ed è nata principalmente per l’utilizzo su asfalto. 
Nonostante i 230 kg di peso sembra quasi una 800 sia nelle manovre da fermo sia nei rapidi cambi di direzione. Ma ben stabile, grazie ad un telaio reattivo e ad una forcella che la tiene ben piantata a terra. 
Il motore, bicilidrico da 1000 cc, non tradisce. Mai. Fluido nell’erogazione sia agli alti che ai bassi, si fa bastare (e avanzare) i 95 cv di potenza. Regala già tanto, questa Africa Twin. E cavalli in più, davvero, non ne servono. La posizione di guida è perfetta e, saliti in sella per la prima volta, sembra di averla tra le mani da sempre: il manubrio largo e alto lascia una sensazione di controllo assoluto anche grazie all’angolo di sterzo ampio, le pedane permettono alle ginocchia di incassarsi bene nelle pance del serbatoio e la sella, alta da terra 870 mm (ma può essere abbassata a 850) è dura il giusto e non stanca neanche dopo 280 km di curve, asfalto e sterrato. La protezione aerodinamica, con il parabrezza standard, limita al minimo la spinta del vento anche per i piloti più alti. Se avete una statura superiore ai 180 cm, a velocità elevate basterà incassarvi leggermente dietro al cupolino ed è quasi come stare sul divano di casa. Le vibrazioni? Praticamente assenti.  


L’Africa Twin sorprende soprattutto su strada. Il set-up dell’anteriore è ottimale perché la forcella è stabile in qualsiasi situazione e ben piantata a terra. Il motore è una grande sorpresa: funziona bene a qualsiasi regime, sui tornanti montani va su deciso e ti “spinge” fuori dalle curve anche se le affronti con marce più alte del dovuto. 
I rapidi cambi di direzione e gli angoli di piega, nonostante la ruota anteriore “off-road” da 21”, diventano quasi da naked sportiva. Veloci ed estremamente divertenti.
La taratura delle sospensioni è perfetta anche su un asfalto non perfetto è pieno di sconnessioni come quello sudafricano. La sensazione è di assoluta sicurezza e di grande stabilità. 
In sella alla Africa Twin si sorride, e tanto. In tutta sicurezza. Perché questa 1000 è piena zeppa dell’elettronica che conta. E ti perdona spesso gli errori più comuni. La frenata è efficace sia davanti che dietro e, nel momento in cui si rischia il bloccaggio, l’ABS interviene pronto ma senza “disturbare”.
La guida convince molto anche con la doppia frizione DCT: l’inserimento automatico è migliorato notevolmente e tra le modalità ci ha convinto molto la D, a cui si può dare un aiuto in fase di inserimento o scalata utilizzando “manualmente” i pulsanti sul manubrio. Appena azionati, il cambio torna immediatamente automatico e chi guida non deve più pensare alle marce.
Il bello è che incrociando le 4 opzioni di guida con controllo di trazione e ABS, è possibile creare ben 80 modalità personalizzate. Non male davvero….

AGILE E SICURA IN FUORISTRADA - Sessanta km di terra, sassi, sabbia e dossi da saltare caratterizzano il “bush” sudafricano teatro della nostra prova off-road. 
Per chi arriva dalla strada (come chi sta scrivendo, n.d.r.) mettersi in sella ad una moto da oltre 230 kg e affrontare un percorso da enduro di questo tipo poteva non sembrare proprio una passeggiata. E invece, alla fine della sessione, è vero il contrario: l’Africa Twin è facile anche sui percorsi off-road.
Intuitiva sin dai primi metri e agile, (nonostante il peso a secco importante) supera bene i tratti di pietrisco e i dossi naturali grazie ad un telaio rigido ma reattivo e a una forcella che assicura sempre un gran feeling e assorbe bene le asperità. Quando capita di perdere aderenza sull’anteriore, basta tenere “aperto” il gas e la ruota torna in asse in una frazione di secondo. Sembra quasi un sogno…


La distribuzione dei pesi è azzeccata, perché sia nei tratti più veloci sia nelle curve più strette e lente, quando il corpo si sposta per evitare perdite di aderenza troppo decise, l’Africa Twin si rivela ben bilanciata. 
Guidando in piedi si nota come le pedane e il manubrio si trovino alla giusta altezza: con la schiena dritta, le braccia larghe e “morbide” e le gambe (che toccano il serbatoio senza problemi) ben piantate sulle pedane corte, la moto si muove sulle asperità ma poi torna sempre, magicamente al suo posto e gli arti non si affaticano in una modalità di guida certamente più dispendiosa rispetto all’asfalto. 
La frenata, progressiva, ci ha stupito sia davanti che dietro e perdonare “pinzate” troppo brusche sull’anteriore o accelerazioni troppo anticipate, soprattutto su terreni dove il grip non è “di casa”, ci sono l’ABS (disinseribile solo sul posteriore, per chi ama i bloccaggi della ruota e le derapate in tutta sicurezza) e ben tre livelli di controllo di trazione.  
Sulla versione a doppia frizione DCT i 10 kg in più si sentono un po’ nei cambi di direzione più lenti ma il vantaggio di non dover pensare alla cambiata permette di concentrarsi maggiormente sulla posizione di guida da tenere, sulla frenata, sul percorso e sugli splendidi panorami.
L’Africa Twin è tornata. Finalmente.

 

Abbigliamento utilizzato per la prova:

Casco LS2 FF370.1 Easy modulare
Giacca Alpinestars Valparaiso 2 Drystar Jacket
Pantaloni Alpinestars Valparaiso 2 Drystar Pants
Guanti Alpinestars Megawatt Gloves
Stivali Alpinestars Tech 3 All Terrain Boot
Scarpe XPD X-Zero H2Out

Tags: hondaafrica twinspeciale

Tutte le notizie di Prove

Approfondimenti

Commenti