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Tesla, zero responsabilità per l'incidente mortale con l'Autopilot

Tesla, zero responsabilità per l'incidente mortale con l'Autopilot

Debuttare una Model S con 632 km di autonomia e proseguono gli aggiornamenti dell'Hardware Two per la guida autonoma

 

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lunedì 23 gennaio 2017

 Alessandro Vai

TORINO - La NHTSA – l’ente indipendente americano per la sicurezza stradale – ha sollevato la Tesla da ogni responsabilità relativa all’incidente del maggio scorso dove ha perso la vita l’ex-marine Joshua Brown. La sua Model S era andata a scontrarsi contro un camion che attraversava la carreggiata proveniente dal senso opposto di marcia e tutto questo accadeva mentre l’Autopilot era attivato. Le indagini svolte dalla NHTSA hanno dimostrato che quanto accaduto è stato determinato da una grave negligenza del guidatore. Brown aveva attivato l’Autopilot due minuti prima dell’incidente, senza poi compiere altra azioni.

INCIDENTE - Secondo i rilievi delle forze dell’ordine americane la sua Tesla viaggiava a 74 miglia orarie (con il limite di 65) su una strada inadatta a un sistema di guida semi-autonoma. Tuttavia, a causare l’incidente è stata una infelice somma di eventi, nello specifico i sensori sono stati ingannati dal bianco del rimorchio del mezzo pesante che si è confuso con lo sfondo del cielo. Secondo la NHTSA Brown avrebbe avuto comunque a disposizione 7 secondi per intervenire ma per un qualche motivo sconosciuto non lo ha fatto.

AGGIORNAMENTI - Per questo la NHTSA non ha disposto nessuna campagna di richiamo, anche perché Tesla ha aggiornato il sistema di modo da disattivarsi se il conducente stacca le mani dal volante per troppo tempo. A questo proposito, prosegue l’implementazione delle funzioni dell’Hardware Two sulle auto in cui è stata montata la suite di sensori di seconda generazione, a partire dallo scorso mese di ottobre. Le prime funzionalità sono il cruise control adattivo, l'avviso di collisione anteriore e lo sterzo automatico, il tutto da utilizzarsi in autostrada e solo fino a 45 miglia orarie.

TEMPI – Secondo Musk la velocità raggiungibile verrà innalzata presto, man mano che le Tesla in circolazione avranno raccolto e condiviso più dati, mentre gli update del software arriveranno ogni due-sei settimane; sempre secondo Elon Musk, da quando sulle Tesla viene installato l’Autopilot il tasso di incidenti è sceso del 40%. Quanto ai modelli di produzione, è da poco disponibile la Model S 100D che si colloca appena sotto la P100D che rappresenta il top di gamma, ma rispetto alla quale ha più autonomia in virtù di prestazioni lievemente inferiori. La 100D può percorrere fino a 632 km, accelera da 0 a 100 km/h in 4,4 secondi e raggiunge i 250 km/h.

Tags: Teslaautopilot

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