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Scandalo emissioni: sospetti sulla Renault
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Scandalo emissioni: sospetti sulla Renault

Il 7 gennaio, alla Renault, sono stati sequestrati dei computer contenenti informazioni sulle emissioni dei veicoli. Il titolo crolla in borsa. twitta

giovedì 14 gennaio 2016

 Riccardo Piergentili

 

ROMA - Lo scandalo emissioni si allarga, dalla Germania alla Francia, coinvolgendo anche la Renault, a cui gli agenti del governo francese hanno sequestrato diversi computer contenenti prove sulle emissioni dei veicoli. Le prime notizie arrivano da fonti di stampa francesi tramite Bloomberg. Sembra che gli ispettori si siano recati nell’impianto francese lo scorso 7 gennaio.

LA CADUTA DEL TITOLO IN BORSA - In seguito a queste notizie e sulla scia di quanto accaduto al Gruppo VW, il titolo Renault è crollato in borsa, cedendo oltre il 10%. La Casa francese, quindi, non solo sta facendo i conti con la pesante flessione delle vendite auto in Russia (-46%), dove è esposta col marchio Autovaz, ma ora deve anche fronteggiare un possibile scandalo emissioni.

REPLICA RENAULT - Immediata la replica del marchio della Losanga, nel comunicato ufficiale che riportiamo di seguito:

Dopo la rivelazione pubblica da parte dell'EPA – Agenzia americana di protezione dell’ambiente – dell’esistenza di un software tipo Defeat Device presso un noto costruttore automobilistico, il governo francese ha istituito una Commissione tecnica indipendente. La Commissione tecnica indipendente – detta Commissione Royal – ha la missione di verificare che i costruttori francesi non abbiano equipaggiato i loro software equivalenti. In questo contesto, l'UTAC sta attualmente testando 100 veicoli in circolazione, di cui 25 di Marca Renault, un numero che rispecchia la quota di mercato di Renault in Francia. A fine dicembre 2015 erano già stati testati 11 veicoli, di cui 4 Renault, il che ha permesso alle autorità francesi di avviare un dialogo intenso e fruttuoso con l’ingegneria di Renault.

La Direction Générale de l'Energie et du Climat (DGEC - Direzione Generale dell’Energia e del Clima), interlocutore pilota della Commissione tecnica indipendente per conto del ministero francese dell’Ecologia, dello Sviluppo sostenibile e dell’Energia, ritiene fin d’ora che la procedura in corso non evidenzierebbe la presenza di un software truccato montato sui veicoli Renault. Si tratta di una buona notizia per Renault. I test in corso consentono di anticipare soluzioni migliorative sia per i veicoli Renault che usciranno dagli stabilimenti sia per quelli in circolazione, che il Gruppo Renault ha deciso di presentare rapidamente sotto forma di un Piano Emissioni Renault, teso a rafforzare le performance energetiche dei nostri veicoli. Parallelamente, la DGCCRF ha deciso di far realizzare un complemento d’indagine in loco, destinato a validare definitivamente i primi elementi di analisi registrati dalla Commissione tecnica indipendente.

La DGCCRF si è recata presso il Quartier Generale, il Centro Tecnico Renault di Lardy e il Technocentre di Guyancourt. Le équipe di Renault assicurano la loro piena cooperazione ai lavori della Commissione Royal e alle indagini complementari predisposte dal ministero dell’Economia. Dopo il successo della COP 21, Renault intende accelerare il proprio coinvolgimento a favore di soluzioni industriali utili alla tutela del pianeta. Il Gruppo Renault è presente fin d’ora nella top 3 (1° nel 2013, 2° nel 2014) dei programmi di miglioramento dell’impronta CO2. Da 3 anni, il Gruppo Renault ha concretamente ridotto del 10% la carbon footprint dei suoi veicoli.

Tags: Renault

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