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Ford Fiesta, un successo lungo 40 anni e l'obiettivo 20 milioni di auto

Ford Fiesta, un successo lungo 40 anni e l'obiettivo 20 milioni di auto

Nel giugno del 1976 la piccola Ford fu svelata alla 24 Ore di Le Manstwitta

giovedì 28 luglio 2016

di Alessandro Vai

ROMA – Sono passati 40 anni da quando la Ford Fiesta si è presentata per la prima volta al grande pubblico. Nel giugno del 1976 la piccola Ford fu svelata alla 24 Ore di Le Mans, per arrivare sui mercati tedesco e francese già nel settembre successivo, seguiti poi da tutti gli altri europei. Nel Regno Unito, invece, dove la sua popolarità sarebbe poi stata altissima, debuttò nel gennaio del 1977 a causa degli adattamenti per la guida a destra. Progettata già a partire dal 1969 e sviluppata prendendo come esempio la Fiat 127 – il riferimento della categoria dell’epoca - con il nome in codice di “Bobcat”, mise in competizione diversi centri stile della Casa di Dearborn sparsi per il mondo.

A vincere fu la proposta della Ghia di Torino, con lo stile che portava la firma di Tom Tjaarda e Paolo Martin. La sua produzione venne deliberata definitivamente nel 1973, in piena crisi petrolifera, e nello stesso anno iniziò la costruzione dell’impianto di Valencia, da dove oggi escono le Ford alto di gamma. Per il nome definitivo, invece, servì un altro anno, passando da una rosa di 50 proposte fino alle cinque finali - Amigo, Bravo, Fiesta, Pony e Strada – tutte poi utilizzate dall’industria automobilistica.

A scegliere Fiesta fu Henry Ford II in persona, dopo aver avuto l’autorizzazione dalla General Motors che lo utilizzava su alcune Oldsmobile. Secondo lui era un termine allegro e dinamico, che richiamava anche la collaborazione tra Ford e la Spagna. La trazione era anteriore, con i motori Kent OHV aggiornati e ribattezzati “Valencia” disponibili nelle cilindrate 957 cc, 1.117 cc e 1.297 cc con potenze rispettivamente di 45, 53 e 65 CV. La Fiesta pesava poco e aveva una ottima aerodinamica per l’epoca, così i consumi erano contenuti.

Nel 1981, poi, arrivò la prima XR2, quella con il 1.6 da 84 CV che era stato approntato per il mercato Nord Americano, dove la Fiesta venne venduta dal 1977 al 1980 in circa 300.000 unità. Finita la produzione per le esigenze degli USA, dunque, il propulsore venne riadattato per creare una sulla Fiesta “arrabbiata”. Da quel momento in poi la sigla XR2 sarebbe ritornata nella storia della Fiesta, distinguendo le versioni più “cattive”, come quella da 94 CV del 1984 che scattava da 0 a 100 km/h in soli 8,7 secondi o come la 1.8 16V XR2 da 126 CV del 1992 che raggiungeva i 200 km/h e passava da 0 a 100 km/h in 8 secondi.

Con la quarta generazione si entra nell’era moderna, quella delle forme arrotondate e dell’attenzione ai consumi, tanto che la Fiesta più veloce risultava essere la 1.6 16V Sport da 103 CV che non scendeva sotto i 10 secondi nel classico scatto da fermo. Un trend invertito nel 2005 con la prima Fiesta ST (Sport Technologies) che era spinta da un 2.0 16V da 150 CV, che nella sesta e attuale generazione ha lasciato spazio a un 1.6 sovralimentato da 182 CV (prima) e 200 CV (poi). La settima generazione di Fiesta è attesa per il prossimo anno o al più tardi nel 2018, mentre entro la fine del 2016 il totale di Fiesta prodotte toccherà il traguardo dei 18 milioni. Non male per una quarantenne. 

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