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Opel passa da GM a PSA: fusione vicina con FCA?
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Opel passa da GM a PSA: fusione vicina con FCA?

Gli analisti danno per imminente l’annuncio del marchio tedesco ai francesi: si riapre la trattativa per l’intesa cercata da tempo da Marchionne con il colosso americanotwitta

mercoledì 15 febbraio 2017

Di solito si fanno, non si anticipano. Ma se si anticipano o si vuole bruciare l’opportunità, oppure l’ufficializzazione è vicina. Probabilmente è buona la seconda: ci riferiamo all’annuncio fatto dal gruppo francese PSA relativo alla “riflessione” sull’acquisto di Opel, che tradotto significa che è in corso una trattativa con G.M. per rilevare le due filiali europee, la tedesca Opel e l’inglese Vauxhall. Trattativa che molti danno praticamente per già conclusa con annuncio imminente. Una mossa importante nello scacchiere delle alleanze che paradossalmente riaprirebbe in maniera sempre più concreta la porta alla fusione G.M.-FCA, per la gioia di Marchionne, impegnato invano da un paio di anni a convincere Mary Barra della convenienza globale dell’affare, dopo il colpo perfetto già riuscito con la fusione FIAT-Chrysler. Ma andiamo per ordine.

SVILUPPO ALLEANZA -  Di fatto, quella annunciata ieri, non è altro che la seconda puntata di un avvicinamento reale iniziato cinque anni fa, sempre a febbraio quando, alla vigilia del Salone di Ginevra, PSA e G.M. annunciarono un'alleanza globale con l'acquisizione del 7% di PSA Peugeot Citroen da parte di GM. Quota poi “restituita”, ceduta dagli americani a fine 2013 (poi salvata dall’intervento dei cinesi di Donfeng Motor) ma senza intaccare la sostanza operativa della joint venture. Con la condivisione delle capacità produttive di due veicoli su piattaforme EMP2 di PSA. La recente Opel Crossland X (che ha sostituito la Meriva nel segmento B-MPV) che condivide elementi costruttivi con la Peugeot 3008 e il nuovo suv Opel GrandLand X che nasce sulla stessa base del Peugeot 5008 e del nuovo DS7 Crossback. Senza dimenticare la nuova Opel Zafira prodotta in Francia da PSA, l’erede della Citroen C3 Picasso in uscita invece dagli stabilimenti spagnoli di Opel e la piccola utilitaria attesa dalla piattaforme comune per auto di segmento A che Opel, Peugeot e Citroen utilizzeranno in Europa e in altri mercati. A questo vanno aggiunte le collaborazioni sul fronte dei veicoli commerciali, con la nuova generazione di furgoni compatti (B-Lcv) costruita nello stabilimento PSA di Vigo in Spagna in sostituzione della famiglia Citroen Berlingo, Peugeot Partner e Opel Combo, e che ha visto l'uscita da questa joint venture di Fiat Professional con la sua variante Scudo. GM e PSA insieme avrebbero dovuto realizzare una nuova famiglia di auto medie (le sostitute di Citroen C5 e Opel Insignia) programma poi annullato, a differenza della cooperazione sul fronte di una nuova famiglia di propulsori a benzina a 3 cilindri che verranno prodotti a partire dal 2019 Il tutto per un risparmio globale per la joint venture GM-PSA stimata nell’ordine di 1,2 miliardi di dollari l'anno a partire dal 2018. 

EQUILIBRI E VANTAGGI - Ieri, mentre la famiglia Peugeot, i cinesi di Donfeng e lo stato francese (i tre principali azionisti di PSA, tutti con il 14% del capitale) non commentavano la notizia, la Borsa di Parigi ha decretato il successo delle voci della vendita di Opel a PSA con il titolo del gruppo francese che ha guadagnato il 5,13% (a 18,845 euro). Gli analisti infatti vedono un’operazione “tutta europea” che con l’unione PSA-Opel farebbe crescere la quota sul mercato europeo del nascituro gruppo al 16,3%, un secondo posto importante dietro la Volkswagen (24%). Una crescita di volumi importanti nel Vecchio Continente, a dispetto della politica globale, di internazionalizzazione avviata dal CEO PSA, Carlos Tavares.

LA PROTESTA. PSA-OPEL -  La notizia dell’imminente accordo PSA-Opel ha fatto infuriare i tedeschi, che a suo tempo respinsero, appoggiati dalla cancelliera Merkel, le avances dello stesso Marchionne. A Berlino, la neo-ministra dell'Economia Brigitte Zypries ha definito "inaccettabile" il modo di procedere di Gm e Psa. Motivo? Non aver informato in anticipo dei piani il sindacato (Ig Metall), il Rand dell'Assia e il governo tedesco. Anche i presidenti dei Laender in cui ci sono stabilimenti Opel si sono detti preoccupati. Malu Drayer, alla guida della Renania-Palatinato, ha espresso la speranza che "un'eventuale acquisizione da parte di Psa non metta a rischio i posti di lavoro a Kaiserslautern", mentre il presidente dell'Assia Volker Bouffier si è detto indifferente rispetto al fatto che il proprietario sia americano o francese, "importante è quel che accade qui a Russelsheim", sede centrale della Opel in Germania. Intanto, le indiscrezioni della Reuters hanno trovato conferma parziale nella nota stampa di PSA: «esaminiamo con Gm numerose iniziative strategiche per migliorare la sua redditività e la sua efficacia operativa, incluso un'acquisizione potenziale di Opel, ma in questo momento non esiste alcune certezza sulla conclusione di un accordo in tal senso».

GM-FCA - La conseguenza immediata dell’uscita di G.M. dal mercato europeo (anche se la Reuters scrive che GM manterrebbe una quota nella nuova azienda) sarebbe il riavvicinamento automatico tra il colosso americano e FCA, questo per una serie di motivi logici, come scrivono da più parti in America. Da una parte GM, liberata dal “rosso” di bilancio di Opel (G.M. nel 2016 ha avuto perdite di soli 257 milioni, ma in Europa ne ha sommati 15 miliardi dal 2000 ad oggi…), sarebbe più pronta ad assorbire FCA che le porterebbe, certo, i suoi debiti, ma anche marchi come Jeep, Alfa Romeo e Maserati buoni sia sul mercato europeo che su quello globale per tentare l’assalto alla leadership mondiale quest’anno conquistata da Volkswagen davanti a Toyota.
Hai visto mai che Marchionne, proprio in extremis, centra un altro (l’ultimo?) colpo nella sua salvezza-costruzione della Fiat (FCA) del futuro?

Tags: psaGMOpelFCA

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