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L'accusa di Der Spiegel: le Case auto tedesche sono un cartello

L'accusa di Der Spiegel: le Case auto tedesche sono un cartello

Il popolare magazine tedescho ha pubblicato un dossier riguardante Volkswagen, Daimler e BMW. La commissione UE: "In questa fase è prematuro speculare oltre" 

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lunedì 24 luglio 2017

TORINO - "La Commissione europea e il Bundeskartellamt (l'Ufficio tedesco competente) hanno ricevuto informazioni" su un presunto cartello tra i grandi costruttori d'auto tedeschi Volkswagen, Audi, Porsche, BMW e Daimler "e la Commissione Ue sta le valutando". Lo spiega un portavoce dell'esecutivo europeo. "In questa fase è prematuro speculare oltre - aggiunge -. La Commissione e le autorità nazionali che si occupano di concorrenza collaborano in stretto contatto, nel quadro del Network sulla concorrenza europea".

DAS KARTEL - Il quotidiano tedesco Der Spiegel ha infatti pubblicato un dossier dal titolo “Das Kartel”, il cartello: negli ultimi 20 anni le più importanti Case automobilistiche tedesche si sarebbero accordate su numerosi fronti, tra cui quello delle emissioni, con un’intesa sulle dimensioni del serbatoio dell'AdBlue, l'additivo utilizzato per ridurre i NOx prodotti dai diesel, contenendo le dimensioni entro gli 8 litri a vettura per contenere i costi. I manager delle aziende si sarebbero riuniti numerose volte per coordinare congiuntamente lo sviluppo di modelli, determinare i costi e scegliere i fornitori: "Hanno cooperato in segretezza, come se fossero divisioni della stessa azienda, la German Auto Inc.: un vero e proprio cartello" si legge su Der Spiegel.

SMENTITA BMW - Immediata la smentita di BMW. In una nota ufficiale si legge: “i veicoli BMW non vengono manipolati in linea di principio e sono conformi alle leggi. Compresi i veicoli con motore diesel”. Il Gruppo BMW rigetta categoricamente le accuse riguardanti le emissioni dei diesel Euro 6, che sarebbe insufficiente per via delle ridotte dimensioni dei serbatoi di AdBlue. L’inchiesta è stata pubblicata pochi giorni dopo l’annuncio di Mercedes, cui è seguito quello di Audi, di richiamare volontariamente rispettivamente 3 milioni e 850 mila vetture diesel per aggiornamenti ai software.    

Tags: emissioni

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