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Marchionne presenta la nuova offensiva di prodotto FCA
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Marchionne presenta la nuova offensiva di prodotto FCA

Presentate le nuove strategie di prodotto del Gruppo Fiat Chrysler. Ma non il successore di Marchionne

venerdì 1 giugno 2018

ROMA - Dopo aver sfoggiato una cravatta in mattinata, segno che è riuscito ad azzerare il debito di FCA, Sergio Marchionne ha presentato il piano industriale per il quadriennio 2018-2022.

Il Capital Market Day del Gruppo si è quindi aperto nel migliore dei modi, "segnando l’uscita dall’ombra del debito – ha spiegato Marchionne – che significa un nuovo paradigma nel modo in cui la nostra azienda viene percepita. Una debolezza strutturale che per troppi anni ha gravato su di noi". Il debito diventerà credito entro fine mese "Il nuovo piano industriale annunciato è solido e coraggioso – sostiene il numero uno di FCA –. I target finanziari che abbiano fissato sono ambiziosi come tutti i precedenti piani. E pongono le basi per una nuova fase di crescita e redditività".

Sui tre principali temi affrontati dal piano industriale una decisione fondamentale è rappresentata dall’abbandono dei motori Diesel sui marchi di lusso. Dopo il 2022, Alfa Romeo, Jeep e Maserati punteranno sull’elettrificazione. Marchionne ha infatti annunciato 9 miliardi di euro di investimenti per l’elettrificazione delle gamme dei marchi del Gruppo FCA che conterà ben 64 modelli più o meno elettrificati entro il 2022.

Il Diesel sparirà dagli autoveicoli entro il 2021, ma resterà ancora sui veicoli commerciali. Per le utilitarie, ha confermato Marchionne, il marchio Fiat punterà su 500 e Panda sui mercati EMEA. FCA si prepara inoltre ad operare una società finanziaria captive negli Stati Uniti che nascerà da zero oppure da un’acquisizione per meglio controllare la catena del valore di un mercato che si sta sempre più trasformando in servizi di mobilità. Dal punto di vista finanziario, la principale operazione dell’anno sarà lo spin off di Magneti Marelli (MM) che sarà quotata separatamente al più tardi nei primi giorni del 2019. Senza MM, FCA prevede un fatturato netto di 120 miliardi di euro, in crescita del 13,2% rispetto al 2017 (sempre escludendo MM). L’EBIT dovrebbe crescere all’8,2% (6,6%) grazie agli utili netti stimati a quota 4,7 miliardi di euro in crescita 34,3% (3,5 miliardi nel 2017).

FCA conta di risparmiare 10 miliardi di euro da qui al 2022 ottimizzando le efficienze produttive e negli approvvigionamenti. Le piattaforme saranno ridotte da 16 a 12 e le cinque principali saranno alla base dell’80% di tutti i modelli prodotti rispetto al 60% circa odierno. Le vendite di auto a livello mondiale sono previste stabili in America Latina a 5,2 milioni di unità nel 2022 (3 milioni delle quali in Brasile), in crescita nell’area Apac a 40,3 milioni e nell’area Emea a quota 25,6 milioni di unità, mentre saranno in lieve contrazione nel mercato Nafta a quota 20,2 milioni rispetto ai 20,7 milioni di unità previsti per il 2018. A crescere al 37% del mercato saranno i Suv a discapito delle vetture tradizionali ed MPV che scenderanno al 48% a livello mondiale entro il 2022 e dei pick-up (15%).

Quello dei Suv sarà il primo segmento in America con il 45% delle vendite in Nafta nel 2022. Alle attuali stime di crescita dei rispettivi mercati, FCA intende portare i suoi margini al 10-12% in Nafta e America Latina, all’8-10% in Apac e al 5-7% in Europa (Emea) con Maserati che vedrà crescere la propria redditività dall’attuale 2% al 15%. Gli utili netti di FCA cresceranno attorno al 7% tra il 2018 ed il 2022 grazie soprattutto al contributo dei nuovi modelli Jeep, Alfa Romeo, Maserati e Ram.

Per realizzare questi ambiziosi obiettivi, FCA intende investire il 7% del fatturato e rinnovare costantemente le gamme di prodotto. Arriveranno le Jeep Grand Wagoneer, la Wagoneer, un pick-up, un Suv grande ed uno medio-grande entrambi con 3 file di sedili, ed un Suv compatto. Sono previsti due lanci all’anno per Jeep per un totale al 2022 di 10 ibride benzina e 4 elettriche e l’opzione di elettrificazione disponibile su tutta la gamma già dal 2021, anno in cui sarà anche disponibile la guida autonoma di livello 3. Con l’ingresso in tre nuovi segmenti, l’offerta del marchio premium FCA coprirà il 100% del mercato (oggi 80%).

Anche Alfa avrà due nuovi Utility Vehicle uno più piccolo ed uno più grande rispetto a Stelvio, ma avrà anche una Giulia ed una Stelvio a passo lungo, una GTV coupé (anche in versione Quadrifoglio da 600 Cv e trazione integrale) e perfino una super sportiva 8C con telaio in carbonio e motore ibrido V6 biturbo montato posteriormente al centro da oltre 700 Cv capace di far scattare questa coupé da 0 a 100 km/h in meno di 3". L’obiettivo per il Biscione è di raggiungere le 400.000 unità vendute rispetto alle 150mila attuali e arrivare a un margine di profitto netto del 10%.

Per Maserati dobbiamo aspettarci un Suv medio del segmento D e le sportivissime Alfieri coupé e cabrio che saranno anche proposte con propulsione esclusivamente elettrica, così come ci saranno versioni elettriche a batteria di Levante e Quattroporte. La Alfieri sarà la prima coupé di lusso elettrica, vanterà la trazione integrale elettrica E-AWD con toque vectoring e raggiungerà i 300 km/h anche grazie all’aerodinamica attiva, con uno scatto da 0 a 100 km/h in circa 2". Per il Tridente l’obiettivo 2022 è di raggiungere le 100.000 unità vendute che, se confrontate alle 6.000 unità del 2012, rappresenterebbe una crescita del 1.566%, ovvero un raddoppio rispetto al 2017. Anche Fiat potrà contare su due modelli full electric: la 500 e la nuova 500 Giardiniera. Esclusivamente per i mercati sudamericani, arriveranno tre modelli marchiati Fiat: un Suv medio-grande con tre file di sedili e due utilitarie nei segmenti A e B. Con il marchio Ram è atteso un nuovo pick-up. 

La riscossa FCA passerà anche dal marchio Ram che punta ad un milione di unità vendute l’anno entro il 2022 dalle 770 mila stimate per il 2018. Saranno per questo lanciati il nuovo pick-up TRX, un nuovo pick-up "heavy duty" e del nuovo veicolo commerciale compatto che si affiancherà al furgone Promaster. Tutti i modelli FCA saranno inoltre connessi entro il 2022 (oggi sono circa il 30%) e questo permetterà di attivare tutta una serie di servizi per i clienti che permetteranno di fidelizzare ed offrire un’esperienza sempre migliore.

In tema di guida autonoma FCA sta collaborando con Waimo, Aptiv e Bmw per portare altre 62.000 Pacifica ibride a guida autonoma di livello 4 entro il 2021 rispetto alle 600  attualmente in circolazione. 45 miliardi di euro di investimenti sono previsti nel periodo 2018-2022, il 30% dei quali andranno nel rinnovamento dei modelli, un 20% nell’elettrificazione, un’altro 20% nello sviluppo di nuovi prodotti e segmenti, il 15% nei powertrain ed il restante 15% nelle infrastrutture. Per supportare il business lungo tutto il quadriennio, FCA conta di mantenere un flusso di cassa attivo con una liquidità mai inferiore a 20 miliardi di euro con un indebitamento lordo di circa 10 miliardi. I costi finanziari che hanno gravato per 1,2 miliardi di euro nel solo 2018 saranno ridotti a meno di 1 miliardi di euro per il resto del periodo a tutto il 2022. Per essere appetibile sui mercati internazionali FCA si aspetta ancora qualche upgrade nei ratings da parte di Standard&Poors, Moody’s e Fitch. L’EBIT atteso nel 2022 è si 13-16 miliardi di euro (9-11%) che si tradurrebbe in un guadagno per azione compreso tra 5,9 e 7,3 euro.

FCA Marchionne

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