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Volvo XC90 T8 Excellence, la prova doppia del Suv limousine

Volvo XC90 T8 Excellence, la prova doppia del Suv limousine

Grande, potente, ibrido. Ma soprattutto lussuoso: la nostra prova su strada del meglio che la Svezia possa offrire in fatto di auto

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lunedì 23 gennaio 2017

 F.Colla - A. Vai

ROMA - Capitali cinesi e tecnologia svedese. E' questa la nuova Volvo, rinata nel 2014 sulle ceneri di una fallimentare gestione Ford e avviata a diventare un marchio premium di primissimo livello, senza timori reverenziali nei confronti delle ben note tedesche. La XC90 è la summa del meglio che Volvo può offrire attualmente. Non ha nulla in comune con la vecchia generazione e ha un design originale, subito riconoscibile. Alle classiche versioni diesel si affiancano anche quelle benzina e poi c'è la ibrida plug-in che ha 400 CV ma può fare 40 km con l'energia elettrica. L'abbiamo provata in allestimento Excellence, quello che la trasforma in una vera limousine a forma di SUV.

Scheda
Dimensioni: lung. 495 cm - alt. 178 cm – larg. 193 cm
Motore: 1.968 cc – 402 CV – 400 Nm
Prestazioni: V.max 210 km/h – 0/100 km/h in 5,6 s
Consumi ed emissioni: 47,6 km/L (ciclo misto) – 49 g/km CO2
Prezzo: 125.000 euro

Francesco Colla

Volvo XC90 T8 Excellence è il meglio che la Scandinavia possa offrire in fatto di automobili. Ossia Volvo, che con la fine di Saab è rimasto l’unico marchio al di là del Kattegat. Un mastodonte grande e lussuoso quanto il galeone Vasa e più adatto alle esigenze di Sua Maestà Carlo XVI di Svezia che alle strade romane. L’XC90 ce la mette tutta per essere maneggevole in città ma anche se indossa il tutù un rugbista, seppur atletico, non diventa una ballerina. Ma facezie a parte i transatlantici 4,95 metri si manovrano bene, soprattutto grazie all’aiuto dei numerosi sistemi di assistenza alla guida. 

Tuttavia per apprezzare pienamente “tutto il meglio che c’è”, bisogna andare fuori città. E possibilmente stare seduti dietro, dove si gode un’atmosfera da business class, coi due sedili singoli in pelle dotati di funzione massaggio, da controllare tramite l’apposita console e il frigobar. Mentre chi guida può decidere se sfruttare al massimo i 400 cavalli del propulsore ibrido o decidere di navigare in tutta tranquillità. Consapevole che i 2367 kg di peso della vettura, abbinati a un frontale imponente, non sono garanzia di consumi ridotti quando si schiaccia l’acceleratore. Ma chi è disposto a spendere 125 mila euro per un Suv difficilmente si lascia spaventare da certi dettagli. E il vero lusso è, una volta arrivati a destinazione, passare in modalità elettrica scivolando con classe fin nel cuore della città.  

Alessandro Vai

Quando si spendono 125.000 per un'auto è difficile passare sopra a dei difetti da utilitaria. Così gli scricchiolii del pannello in plastica e vetro che divide l'abitacolo dal bagagliaio risultano proprio stonati su questa XC90 che invece fa di tutto per stupire in positivo. Tralasciando l'equipaggiamento in stile Regina Elisabetta, che comprende addirittura i portabicchieri in cristallo di boemia, il frigo-bar con l'alloggiamento per i calici di champagne e i sedili posteriori singoli riscaldati, ventilati e con funzione massaggio, questa Volvo è un'auto che sa fari amare. Fare l'abitudine alle dimensioni è questione di poco e la batteria di telecamere viene in aiuto in fase di manovra ricostruendo una vera immagine 3D dell'auto sul dispay centrale a forma di tablet e di quello che la circonda. Toccare in retromarcia è praticamente impossibile e se poi si decide di usare il parcheggio automatico rimane solo da dosare acceleratore e freno. 

L'infotainment è spettacolare. Volvo ha scelto la strada del touchscreen orientato in verticale (come Tesla e Renault), riprendendo una soluzione cara al mondo smartphone come il tasto centrale che riporta alla home. Una volta fatta l'abitudine alle logiche di funzionamento è lampante che si tratti di uno dei migliori sistemi in circolazione, tanto per numero di opzioni, quanto per facilità e fluidità di funzionamento. Anche alla guida bisogna fare l'abitudine e soprattutto bisogna capire i limiti di una ibrida plug-in che pesa 2,5 tonnellate, è spinta da un 2.0 turbo benzina e ha oltre 400 CV. Finché la batteria è carica va tutto bene. Si può guidare in elettrico o in modalità ibrida e i consumi saranno nulli o comunque bassi. Una volta esaurità l'elettricità, però, i 10 chilometri con un litro diventano un obiettivo non sempre raggiungibile, soprattutto nel traffico urbano. In autostrada, invece, va molto meglio e il Drive Pilot fa di tutto per farvi rilassare, ma non troppo. Dopo 10 secondi senza mani sul volante vi avverte e poi si disattiva.

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Tags: VolvoVolvo XC90

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