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«Serve più spettacolo, la F1 copi la MotoGP»
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«Serve più spettacolo, la F1 copi la MotoGP»

Lapo interviene da Parigi: «Mancano energia e vitalità»twitta

venerdì 30 settembre 2016

dal nostro inviato Ottavio Daviddi

Lapo Elkann e la sua Garage Italia Customs sono protagonisti anche a Parigi. Non direttamente al Salone, ma nell’elegante “show room” della Bmw vicino ai Campi Elisi. Il motivo è presto detto: la collezione di auto “personalizzate” da Lapo e dal suo team di lavoro si arricchisce di due esemplari che nascono dalla i3 e dalla i8.

Ma Lapo è Lapo, ovviamente, ossia personaggio a tutto tondo e non può esimersi dal dire la sua anche sulla Formula 1. E siccome ama parlare chiaro, il concetto che esprime non si presta a fraintendimenti: «In Formula 1 ci vorrebbero più energia, più vitalità. Bisognerebbe dare più inventiva a chi guida. Sarebbe di stimolo a tutti, al pubblico e anche alle squadre. Oggi la spettacolarità della MotoGP è nettamente superiore. Ricette? Ce ne possono essere tante, non spetta a me indicare quali strade seguire. Bisogna stilare dei piani a 360 gradi». Detto questo, Lapo ha anche voluto chiarire che non è sua intenzione proporsi per essere lui quello che si occupa del nuovo che avanza: «Non sono un tuttologo, semplicemente mi appassiona e mi affascina tutto quel che riguarda il mondo delle auto». La Formula 1 è pervasa da un vento di cambiamento: con quali tempi e in quali modi i novi proprietari cambieranno questo sport non è ancora chia! ro (per la verità non ci sono nemmeno ancora dei “nuovi proprietari”, visto che la transazione con Ecclestone è ancora in divenire), ma è evidente che con un management americano (anziché europeo) e molto più giovane la musica sarà diversa.

Formula 1 a parte, Lapo ha presentato queste due nuove creazioni. Il lavoro della sua azienda, basata a Milano, è molto complesso. Nel mondo, la personalizzazione va di moda. A ogni livello, dalla quella economica di oggetti di uso quotidiano a quella costosissima di oggetti esclusivi. La Garage Italia Customs agisce in questo settore e non opera solo sulle auto: sono stati “customizzati” aerei (executive, rigorosamente privati), yacht, auto. «Magari in futuro faremo anche uno space shuttle», scherza Lapo.

Customizzare, secondo lui, significa reinterpretare secondo un concetti chiari. Una Bmw i8 era già stata realizzata con una colorazione ispirata dal quadro “lampada ad arco” di Giacomo Balla (dipinto tra il 1900 e il 1901, oggi esposto al MoMa di New York). Balla, torinese, fu uno dei nomi di spicco del futurismo.

Le due Bmw proposte ieri sono invece a “puntini”. Anche queste si rifanno a un’ispirazione artistica, ossia a un movimento pittorico (in francese “pointillisme”, in italiano “puntinillismo”) della seconda metà dell’Ottocento. La Bmw i3 è realizzata con un sistema a pellicole, già usato da Lapo per precedenti lavori. La Bmw i8 è invece colorata con sistemi e colori nuovi, ad acqua, che prevedono l’impiego di nuove tecnologie.

«La collaborazione con la Bmw è nata in occasione dei festeggiamenti per i 100 anni della Casa. Le altre due auto sono state lo sviluppo naturale di quel rapporto. E’ stato molto facile integrare i designer italiani con quelli tedeschi, dando vita a un team di lavoro molto creativo, nel quale ci si è subito intesi al volo». Parole approvate da Adrian van Hooydonk, seduto fianco di Lapo, che è il responsabile del design Bmw.

«Noi lavoriamo con tutti e in tutti i settori. Siamo aperti a ogni tipo di esperienza. Non per niente siamo intervenuti su marchi diversi e su mezzi di trasporto differenti. In futuro ci saranno altre collaborazioni, a cominciare dalla Lamborghini. Certo, è stato necessario sostenere degli investimenti non indifferenti, ma io credo che nel tempo verranno ripagati, specie quando andrà in porto il progetto americano, di cui non voglio parlare troppo».

Poi però è difficile tenere a freno l’esuberanza: si apprende così che c’è un progetto per un canale televisivo tematico dedicato a questi temi, aperto al mondo dell’arte e che dovrebbe essere ospitato da Netflix. Ma è tutto in divenire. Per adesso vince l’artigianalità di un prodotto che è italiano al cento per cento (anche quando nasce su auto di Case straniere), svolto manualmente, pezzo per pezzo, con una cura estrema dei dettagli, dei materiali, delle lavorazioni. «Nel mondo - dice Lapo - il mercato per le personalizzazioni è enorme. E noi pensiamo di poterci stare». Applaude anche Giorgio Giugiaro, seduto in platea, molto attento a gudicare (e promuovere) i prodotti di Lapo, non prima però di averli “toccati” con mano.

Tags: Salone di ParigiLapo Elkann

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