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Opel Karl Rocks, il Suv mini e smart: prova

Opel Karl Rocks, il Suv mini e smart: prova

Faccia da dura, dimensioni ultra-compatte e dotazione di bordo da grande: al volante della Karl Rocks

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venerdì 4 agosto 2017

 Francesco Colla

ROMA - E’ iniziata l’invasione dei mini-suv. Un passo spontaneo in un mercato mai sazio di crossover, qualsiasi sia la dimensione. In prima fila nell’avanguardia c’è Opel Karl Rocks, citycar con ambizioni da sport utility presentata al Salone di Parigi 2016 e disponibile nelle concessionarie da pochi mesi con prezzi a partire da 13.050 euro. Lunga solo 3,68 metri coniuga le qualità di un’utilitaria alle caratteristiche estetiche di un suv: la distanza dal suolo, rispetto alla Karl standard, è maggiorata di 18 mm, sul tetto spiccano due barre portatutto, i paraurti sono rinforzati con protezioni sottoscocca.

Sotto al cofano il motore 1.0 tre cilindri da 75 cv, disponibile anche in doppia alimentazione benzina\gpl, abbinato al cambio manuale e alla sola trazione anteriore. Le prestazioni sono identiche a quelle della sorella più “pacata”: scatto 0-100 km/h in 13”9 e velocità massima di 170 orari, a fronte di consumi nel ciclo combinato di 24,4 km con un litro. Seppur compatta offre un abitacolo studiato per ospitare 5 persone o, abbattendo i sedili posteriori, ricavare uno spazio di carico dal volume di 1.000 litri.

Plancia e pannelli in plastica sono assemblati con cura, ma il vero punto di forza della Rocks è la dotazione di serie, comprendente anche l’assistente personale OnStar con chiamata automatica di emergenza in caso d’incidente, sistema di localizzazione della vettura e molto altro. Dal touchscreen 7 pollici si accede al sistema di infotainment R4.0 Intellilink, con connettività Bluetooth e compatibilità con Apple CarPlay e Android Auto e navigatore opzionale. In città la guida è piacevole: la prima bella sorpresa riguarda il motore, che per essere un tre cilindri è veramente poco rumoroso. Facile inoltre trovare una posizione di guida comoda, mantenendo una visibilità ottimale grazie alla seduta rialzata.

La Rocks, come accennato, è leggermente più alta rispetto alla normale Karl e l’assetto è comprensibilmente più rigido, onde evitare un rollio eccessivo, tuttavia il minisuv assorbe bene anche l’asfalto sconnesso e i dossi. Altro punto di forza riguarda lo sterzo, perfetto per la guida in città: una vera piuma per parcheggiare con un dito, facilitati dalla presenza dei sensori posteriori.

Nella guida extraurbana e autostradale il pregio più apprezzabile riguarda l’insoapprezzabile riguarda l’insonorizzazione dell’abitacolo, veramente da categoria superiore, l’assenza di vibrazioni così come la presenza del cruise control per regolare la velocità. Il motore tre cilindri, inoltre, si comporta bene anche fuori città: l’erogazione è fluida e l’abbinamento con il cambio, preciso negli innesti, azzeccato.

Qualità premiate dalle vendite, fin da subito soddisfacenti. «La scelta coraggiosa di fare un segmento A - spiega l’a.d. di Opel Italia, Roberto Matteucci - riportato alle dimensioni di un tempo, cioè a 3,68 metri quando tutte le vetture di quel segmento sono ormai quasi sempre sopra i 4 metri, poteva rappresentare qualche rischio. Ma l’intuizione di farla rialzata, rinforzata in un segmento che in realtà non ha grandi competitor è stata davvero vincente».

OPEL KARL ROCKS: LA SCHEDA TECNICA

Tags: OpelOpel Karl Rocks

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