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Due Ruote

Come eravamo: Fiat 127, la berlina degli italiani 

Nata per sostituire la 850, la Fiat 127 è stata uno dei più grandi successi di casa Fiattwitta

mercoledì 27 settembre 2017

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Gli anni '70

Come eravamo: Fiat 127, la berlina degli italiani 

Verso la fine degli anni ’60, le vendite della FIAT 850, che avevano raggiunto i 2 milioni e 200 mila esemplari, iniziavano a segnare il passo, anche a fronte di una agguerritissima concorrenza straniera. L’auto che aveva accompagnato l’Italia nel boom economico aveva ormai una linea poco moderna e anche l’abilità interna e lo spazio nel bagagliaio avevano bisogno di essere rivisti in funzione delle nuove abitudini ed esigenze degli italiani.

Italiani che intanto vivono gli inizi degli anni di piombo, degli attentati e delle stragi, del mancato golpe Borghese, dei moti di Reggio. Nel bacino del Mediterraneo il Muammar Gheddafi, proclamato premier della Libia, espropria gli stranieri dei propri beni e ventimila italiani residenti in Libia scapperanno tornando in Italia, con quello che riescono a portare via. Più lontano, in Cile, Salvador Allende viene nominato Presidente della Repubblica Cilena. Il Compañero Presidente Morirà “suicida” nel 1973 durante il golpe che porterà al potere il suo “amico” generale Augusto Pinochet, precipitando il Cile nel periodo più nero della sua storia. Mentre l’Apollo 13 comunica alla base “Houston: abbiamo un problema”, il mondo guarda il cielo solcato dai continui lanci dei satelliti russi, giapponesi e americani. Inizia la sua carriera commerciale l’aereo supersonico Concorde.

Anni bui per gli amanti della musica: tra il 70 e il 71 si sciolgono i Beatles e vengono trovati senza vita i corpi di Janis Joplin e poi di Jim Morrison, entrambi ventisettenni. Ma nel 1971 viene registrato il live di Pompei dei Pink Floyd, rigorosamente senza pubblico. Nei cinema italiani, tra nuvole di fumo degli amanti del tabacco, si proiettano tra gli altri: “Roma” di Fellini, il caso di coscienza de “In nome del popolo Italiano” con Gassman e Tognazzi, l’irriverente “Il dittatore dello stato libero di Bananas” di Woody Allen, “Continuavano a chiamarlo Trinità” di Enzo Barboni (record di incassi) Morte a Venezia” di Visconti e il “Decameron” di Pasolini, vessato e censurato in Italia e vincitore dell’Orso d’oro a Berlino. 

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