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Olimpiadi, caos doping. Putin: «Esclusione Russia? Anche colpa nostra» 
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Olimpiadi, caos doping. Putin: «Esclusione Russia? Anche colpa nostra» 

Il presidente interviene sulla vicenda: «È importante che il Cio non abbia raggiunto conclusioni sul presunto programma di Stato sul doping»twitta

mercoledì 6 dicembre 2017

ROMA - Il "caos doping" scatenato attorno alle prossime Olimpiadi invernali, e che ha coinvolto la Nazionale russa, non tende ad arrestarsi. A questo proposito interviene sulla vicenda direttamente il presidente Vladimir Putin: «In primo luogo devo dire subito che in parte è colpa nostra perché abbiamo creato un pretesto per la squalifica. Ma credo anche che quel pretesto non è stato usato nel modo più leale possibile. È importante che il Cio nel suo rapporto sulla Russia non abbia raggiunto conclusioni sul presunto programma di Stato sul doping». Così Putin agli operai della fabbrica GAZ di Nizhny Novogorod dove il presidente russo ha annunciato la sua intenzione di correre per un quarto mandato.

LE RAGIONI - Putin ha poi spiegato che le ragioni di tale slealtà stanno nel principio della "responsabilità collettiva" a quanto pare adottato dal Cio: «Nessun sistema legale in nessun luogo del mondo stabilisce la responsabilità collettiva. Il Cio ha basato le sue decisioni sugli atleti russi sulla testimonianza di una persona il cui stato mentale e i principi morali suscitano domande». Putin si riferisce alla 'gola profonda' dello scandalo del doping, il direttore del laboratorio anti-doping russo Grigory Rodchenkov che oggi vive sotto protezione degli Usa. Inoltre il numero uno russo aggiunge: «Le autorità russe non ostacoleranno la partenza degli sportivi russi alle Olimpiadi invernali 2018 come atleti neutrali».

 

 

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