Krushelnitckii, la Federazione russa crede nel sabotaggio

Domani l'udienza della divisione antidoping per il bronzo del curling positivo al meldoniumtwitta

mercoledì 21 febbraio 2018

PYEONGCHANG - Porta fermamente avanti la tesi della sua innocenza Aleksandr Krushelnitckii, trovato positivo ai test antidoping alle Olimpiadi dopo aver conquistato assieme alla moglie il bronzo nel curling: “Bevevo solo acqua quando mi allenavo e non conteneva nulla di illegale, a meno che qualcuno non abbia voluto contaminarla di proposito in hotel”.

LO STOP ALLE PILLOLE -  “Ne parleremo solo agli inquirenti - spiega l’atleta russo positivo al meldonium all’emittente Channel One - ma abbiamo una nostra teoria. Tutti i test fatti in passato hanno dato esito negativo, avevo assunto delle pillole sotto consiglio del medico, come tutti, ma dopo il divieto hanno smesso di fornircele”.

LE ACCUSE - La Federazione russa di curling ha già inviato un primo rapporto alla commissione investigativa: la pista seguita è quella del sabotaggio portando, per avvalorare la propria tesi, i precedenti undici test antidoping di Krushelnitckii risultati tutti negativi. 

OGGI L’UDIENZA - “La concentrazione - spiega Krushelnitckii - dimostra che il meldonium è stato assunto una sola volta e potrebbe essere successo in qualsiasi giorno dal 22 gennaio”. Per domani, ore 6 italiane, è stata fissata la prima udienza dalla divisione antidoping per discutere il caso. Krushelnitckii, dopo l’esito dei primi esami, è risultato positivo anche alle controanalisi. 

Tags: OlimpiadiRussiaDoping

Tutte le notizie di Olimpiadi Invernali

Approfondimenti

Commenti