Doping: ancora un'atleta russa coinvolta
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Doping: ancora un'atleta russa coinvolta

Nadezhda Sergeeva, 12esima nel bob a due con Nadezhda Paleeva, sarebbe risultata positiva alla trimetazidina, un modulatore metabolico. Sabato alle 13 saranno effettuate le controanalisitwitta

venerdì 23 febbraio 2018

PYEONGCHANG - Tornano ad addensarsi nubi nerissime nei rapporti tra la Russia ed il Comitato Olimpico Internazionale: dopo la lunga "querelle" che ha preceduto l'inizio delle Olimpiadi, infatti, e dopo il caso del "curler" Krushelnitchkii, è arrivato un altro rumoroso caso di doping all'interno della rappresentativa OAR a scuotere gli ultimi giorni delle Olimpiadi di PyeongChang. E tutto ciò proprio nel giorno in cui la rappresentativa OAR conquista il primo oro della sua spedizione coreana. Il presidente della federazione di bob (ed ex campione della stessa disciplina) Alexander Zubkov ha infatti confermato al quotidiano "Sport Express" che Nadezhda Sergeeva, 12esima nel bob a due con Nadezhda Paleeva in questa edizione dei Giochi, è risultata positiva a un controllo. Secondo quanto affermato da Zubkov, la Sergeeva era risultata negativa a un test lo scorso 13 febbraio, salvo poi fornire un esito diverso cinque giorni dopo. Secondo fonti Cio, la Sergeeva, per la quale sabato alle ore 13 saranno effettuate le controanalisi, sarebbe risultata positiva alla trimetazidina, un modulatore metabolico. .
QUARTO CASO A PYEONGCHANG - Se confermata, quella della Sergeeva sarebbe la quarta positività di questi Giochi: in precedenza si erano registrati i casi dello short tracker giapponese Kei Saito (diuretico), del già citato Krushelnitckii e di Ziga Jeglic, giocatore della nazionale slovena di hockey ghiaccio (fenoterolo).
SFILATA A RISCHIO - Il caso della Sergeeva rischia però anche di mettere fine alla speranza degli atleti Oar di sfilare domenica sotto la bandiera della Russia: domani è attesa la valutazione della commissione ad hoc del Cio presieduta da Nicole Hoevertsz. Nelle ultime ore si era diffuso un cauto ottimismo, specie dopo l'incontro fra Thomas Bach e Igor Levitin, numero 2 del Comitato olimpico russo (Roc). Non a caso la delegazione Oar aveva rinunciato al ricorso per il curler nonostante la tesi del sabotaggio, perdendo il bronzo a vantaggio della Norvegia, mentre da Mosca era finalmente arrivato il pagamento della multa da 13 milioni di euro da destinare alla lotta antidoping, altra conditio sine qua non fissata per cancellare la punizione decisa a dicembre dal Cio dopo lo scandalo di Sochi. Ma questa nuova positività potrebbe far saltare tutto. Insomma, le Olimpiadi di PyeongChang si chiudono esattamente come si sono aperte: con la Russia a doversi difendere dalle accuse di doping, che da individuali rischiano di allargarsi fino a diventare di sistema.

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