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Roma 2024, Malagò: «Per la candidatura alle Olimpiadi spesi 13 milioni di euro»
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Roma 2024, Malagò: «Per la candidatura alle Olimpiadi spesi 13 milioni di euro»

Il presidente del Coni: «Potrà cambiare qualcosa fino a febbraio? No, è la fine»twitta

martedì 18 ottobre 2016

ROMA - "Il processo di candidatura si è interrotto da questa settimana, sono stati spesi circa 13 milioni di euro. Spese non recuperabili". Lo ha rivelato il presidente del Coni Giovanni Malagò, intervistato a Radio 24. "Se fino al 3 febbraio (data di consegna dell'ultima parte del dossier, ndr) può ancora cambiare tutto? No, è la fine", ha aggiunto il capo dello sport italiano, spiegando che "con la candidatura siamo arrivati a fine corsa. Un piano B? C'è o ci poteva essere: portare avanti la candidatura a prescindere dal Comune. Ma l'abbiamo scartato". Infine, ad una domanda sul suo stato emotivo la settimana scorsa, al momento di annunciare l'interruzione della candidatura: "No, non ho pianto ma mi sono commosso. Non erano lacrime, forse era qualcosa di peggio. Io ci ho sperato fino all'ultimo".

LE CANDIDATURE - "La rinuncia di Roma pregiudica altre candidature italiane, ormai il Cio è diventato diffidente nei confronti della politica italiana e di chi ha cambiato idea". Lo dice il presidente del Coni Giovanni Malagò, all'indomani della lettera del Cio con cui il presidente Thomas Bach rasserena sul fatto che "i rapporti con l'Italia non saranno intaccati". Dopo il no del Comune alla candidatura della Capitale, potrebbe ora riaprirsi uno spiraglio per Milano ai Giochi del 2028. "Difficile dirlo - sospira Malagò - Bisogna capire cosa accadrà per il 2024: se vinceranno Parigi o Budapest, che sono europee, oppure Los Angeles, che è americana. Oggi - conclude - bisogna recuperare credibilità a livello internazionale".

LO STADIO DELLA ROMA - "Viste le motivazioni date in tema di Olimpiadi, credo onestamente che sullo stadio della Roma qualche contraddizione ci potrà essere". È il pensiero del presidente del Coni. "Io - aggiunge - sono un fautore di ogni realizzazione di infrastrutture sportive. Di discorsi legati a cubature non mi voglio occupare. Ogni società deve avere un suo stadio". Nel colloquio con Malagò, tifoso romanista, spazio poi anche per l'argomento "tormentone" Totti. "Non sarei così sicuro che questo sarà il suo ultimo anno - azzarda il capo dello sport italiano - Ho letto che sta pensando di fare l'allenatore e anche per me è stata una novità. Come sarà la Roma senza di lui? Uno ad un certo momento ci si deve abituare".

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