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Us Open, Federer e Nadal al terzo turno: ma quanta fatica!
© Dubreuil Corinne/ABACA

Us Open, Federer e Nadal al terzo turno: ma quanta fatica!

Battuti rispettivamente il russo Youzhny in 5 set e il giapponese Taro Daniel in 4

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venerdì 1 settembre 2017

TORINO - Ci sono volute quasi tre ore di gioco per avere ragione di Taro Daniel, poco conosciuto tennista giapponese, numero 121 del mondo. Ma alla fine Rafa Nadal, il numero 1 del ranking, è riuscito a chiudere la partita e passare il secondo turno agli Us Open. La sfida aveva un pronostico scontato, ma forse il campione spagnolo aveva sottovalutato l'avversario o il giapponese si è esaltato di fronte al re della racchetta. Come che sia, il match fin dall'inizio non si è messo bene per Nadal, partito lentamente, tallonato dal rivale, che gli strappa il servizio e vince subito il primo set. Il campione ribatte a modo suo, colpi da fenomeno, e via via prende il sopravvento e per il tennista asiatico resta poco da fare. Finisce 4-6 6-3 6-2 6-2. Nelle altre partite giocate nella notte italiana, eliminato a sorpresa il bulgaro Gregor Dimitrov battuto dal giovanissimo russo Andrey Rublev con il punteggio di 7-5 7-6(3) 6-3. Fuori anche il ceco Thomas Berdych sconfitto in 4 set dall'ucraino Alexandr Dolgopolov.

ROGER IN RIMONTA - Soffre ancora, ma vince. Roger Federer ha dovuto sudare la vittoria con Mikhail Youzhny e guadagnarsi il passaggio al terzo turno agli Us Open. Come nel match d'esordio contro il giovanissimo Tiafoe, al campione svizzero sono stati necessari ben cinque set e una rimonta prodigiosa per avere ragione del russo, che non è nella top 100 mondiale. Alla fine il campione svizzero ha prevalso con il punteggio di 6-1 6-7 (3) 4-6 6-4 6-2, e può ancora coltivare il sogno di di vincere anche gli Us Open dopo aver trionfato quest'anno anche in Australia e a Wimbledon. Per il 36enne re della racchetta la vittoria significherebbe l'apoteosi e la riconquista dello scettro di numero uno del ranking, strappandolo al rivale di sempre Nadal. «È stato un incontro particolare, fatto di alti e bassi. La verità è che non ho avuto una buona preparazione per questo torneo - ha detto Federer - non che mi sentissi male fisicamente, semplicemente non trovavo come al solito alcuni punti di riferimento e faticavo a mettere in pratica le cose che faccio solitamente. Sono un po’ deluso di come ho giocato, certo, ma alla fine è andata».

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