Ecco la telefonata di Palazzi al pm di Cremona. La Snai: «Centro antitruffe»
ROMA, 2 giugno - la collaborazione tra la procura di Cremona, competente sul nuovo filone di calcioscommesse che ha portato ieri agli arresti di alcuni calciatori ed ex, e quella della Figc è già ufficialmente cominciata. Il procuratore federale Stefano Palazzi ha infatti telefonato al pm Roberto Di Martino per chiedere l'invio al più presto a Roma degli atti dell'inchiesta che scuote il mondo del calcio italiano. Intanto continuano le reazioni allo scandalo.
IL QUADRO DEGLI EVENTI IN BREVE
VIDEO: IL PUNTO SULLO SCANDALO
20.01 - VIVIANO: «MI SENTO PULITO»
«Io mi sento pulito». Lo dice il portiere del Bologna e della nazionale, Emiliano Viviano, commentando le intercettazioni dello scandalo scommesse nelle quali si parla del risultato di Brescia-Bologna. «
Avete sottolineato tutti che per mesi non prendevamo lo stipendio, eravamo un esempio. E allora ci andavamo a sputtanare cosi?...».
19.11 - MEZZAROMA: «IL SIENA NON C'ENTRA NULLA»
«
Sono certo che verrà confermata la nostra totale estraneità ai fatti e ribadisco che riponiamo la massima fiducia nell'azione della magistratura, come comunicato ieri con una nota ufficiale della Società». Lo sottolinea in una nota il presidente del Siena Calcio, Massimo Mezzaroma, in merito all'inchiesta della magistratura di Cremona. «
Osservo però quanto sta accadendo con grande amarezza - aggiunge -
anche perchè provengo da altri sport e sono nel calcio da poco: vedere il nome del Siena associato a vicende come queste, nella consapevolezza dell'estraneità della Società e dei suoi tesserati, è deprimente, tanto da chiedersi se il gioco valga davvero la candela».
19.03 - ATZORI: «SCOMMESSE? NON NE VOGLIO PENSARE»
«
Voglio pensare solo alla partita e non parlare di altro. Potremo parlare solo dopo questo doppio confronto». Così il tecnico della Reggina Gianluca Atzori in merito al nuovo scandalo del Calcioscommesse scoppiato ieri proprio alla vigilia delle semifinali di andate dei playoff che gli amaranto giocano oggi con il Novara. «
Quello che dobbiamo ottenere - ha aggiunto -
dobbiamo ottenerlo sul campo».
18.50 - VIAREGGIO: «CI COSTITUIAMO PARTE CIVILE»
La società Fc Esperia Viareggio, rispetto alla recente inchiesta sul Calcioscommesse coordinata dalla procura di Cremona, si costituirà parte civile nel corso del procedimento. Lo hanno annunciato i dirigenti in una conferenza stampa. L'Esperia Viareggio compare nell'inchiesta in merito alla partita di Lega Pro Benevento- Viareggio del 13 febbraio scorso, terminata 2-2. Inoltre, il direttore generale del Viareggio, Andrea Gazzoli, ha affermato: «
Il nostro tesserato, il centrocampista Simone Malacarne, tirato in ballo nel corso delle varie intercettazioni telefoniche raccolte nell'inchiesta della procura di Cremona, ci ha confermato che non ha avuto nessuno contatto e si ritiene completamente estraneo alla vicenda». «
La nostra società - ha precisato Gazzoli -
sta valutando, dopo che abbiamo letto gli stralci delle intercettazioni telefoniche, se costituirci parte civile per salvaguardare e difendere l'immagine della nostra società». Stefano Dinelli, presidente dimissionario da un mese per vicende diverse da queste (divergenze con gli enti locali per presunti ritardi nella realizzazione di nuovi impianti sportivi, ndr), nonchè uno dei proprietari della società, è dispiaciuto per questa vicenda che arriva alla vigilia di una gara molto importante per il Viareggio come quella di domenica prossima per i playout con il Cosenza. «
Volevamo tranquillità in questa settimana - ha detto Dinelli -
ed invece ci siamo trovati coinvolti in questo ciclone. Abbiamo fatto della forza della nostra società l'onestà e la trasparenza, quindi vederci coinvolti in una vicenda del genere ci dà fastidio». «
Quest'anno - ha aggiunto il presidente -
pur di terminare il campionato in regola senza penalizzazioni, per garantire la regolarità dei bilanci, abbiamo ceduto due giocatori a gennaio. Speriamo di salvarci domenica a Cosenza perchè meritiamo di rimanere in Prima Divisione».
17.54 - SAMP, CLUB RIPESCATO? TIFOSI SI DIVIDONO - L'esercizio della speranza, già sperimentato nelle ultime, estenuanti partite della Sampdoria che doveva salvarsi al 90' e che non s'è salvata, ha ripreso con maggior vigore all'alba dello scandalo che ha coinvolto 16 persone, tra cui alcuni ex giocatori di serie A, calciatori e dirigenti di società di serie minori. Potrà essere ripescata la Sampdoria? si, no, forse? L'italico costume impone lo schierarsi nella fazione del "no", in quella del "si" e in un terzo partitino, roba da minoranza borbottante, che dice 'forsè. Ovviamente nella fazione del 'sì si schierano i tifosi, quelli che hanno il cuore infranto e la testa confusa. Sono loro che si aggrappano al presunto coinvolgimento del Bologna nel maxi scandalo. La gara tra il Brescia e gli emiliani giocata al Rigamonti il 2 aprile e terminata sul risultato di 3-1 compare tra le carte dell'inchiesta di Cremona. A questo si aggiunga Inter-Lecce, sotto la lente degli inquirenti di Cremona. Tanto basta, ai fideisti della Samp che tra fede e ragione ubbidiscono sempre e soltanto alla prima. Non solo: se venisse riconosciuta la responsabilità oggettiva di Atalanta e Siena (prima e seconda della serie B e quindi neopromosse) è possibile che eventuali penalizzazioni possano favorire le squadre retrocesse quest'anno. E per prima c'è proprio la Samp, pronta a quel famoso colpo di reni, già richiesto nelle ultime di campionato, per un eventuale ripescaggio per posizione di classifica. Le regole di un eventuale ripescaggio, infatti, sono state comunicate da una disposizione della Federazione lo scorso 20 maggio. Il partito del 'nò, più pragmatico, ricorda che la responsabilità oggettiva si ha, per norma, quando le mani se l'è sporcate un dirigente della società e per ora tra i mascalzoni individuati dalla procura, presunti o meno che siano, di dirigenti non ce ne sono. Quindi, rien à faire. A questa fazione appartengono gli iper realisti:
«Abbiamo meritato la B sul campo, i ripescaggi lasciamoli ai genoani» ricordando la mai dimenticata retrocessione in C1 dei rossoblù per illecito sportivo. Lo sparuto drappello del "forse" è appollaiato sulla Lanterna, "gufa" e attende: vedi mai che dal cilindro possa uscire qualche intercettazione telefonica utile alla risalita.
17.31 - PRANDELLI: «NEL CALCIO TROPPE TENTAZIONI» -
«Nel nostro mondo ci sono troppe tentazioni. Questo è quel che succede, quando ci sono tanti soldi». È il commento di Cesare Prandelli al nuovo scandalo del Calcioscommesse.
«Credo che dobbiamo tutti tornare a imparare che i soldi vanno sudati, non ci sono guadagni facili», ha detto il ct azzurro.
«Caro Beppe, la vita non è una scommessa. È un dono, e bisogna viverla bene»: è questo il messaggio che Cesare Prandelli , ct dell'Italia, manda a Signori, all'indomani del nuovo scandalo scommesse.
«Se lo incontrassi al bar del paese, forse lo abbraccerei. Senza dimenticare però che abbiamo delle responsabilità». «Dobbiamo essere duri, non c'è alcuna giustificazione: è ora di abbattere il muro dell'omertà». È l'appello lanciato da Cesare Prandelli, ct dell'Italia, all'indomani del nuovo scandalo del calcioscommesse.
«Sin dal calcio dei bambini, ci sono troppe persone losche che si avvicinano solo per guadagnare: lo sappiamo tutti, bisogna cambiare».
17.25 - PRIMI INTERROGATORI - Cominceranno domani dalle 12 al Palazzo di Giustizia di Cremona i primi interrogatori degli arrestati nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse. Secondo quanto anticipato dai legali delle sette persone detenute nel carcere di Cremona, i loro assistiti si avvarranno della facoltà di non rispondere. Gli interrogatori si svolgeranno nell'ufficio del giudice titolare dell'indagine, Guido Salvini. A quanto si apprende le persone che si trovano invece agli arresti domiciliari saranno sentiti dai tribunali delle rispettive città, secondo calendari non ancora noti.
16.40 - PARLA LA SNAI: «PARTITE SEGNALATE» - Le 18 partite oggetto dell'inchiesta della Procura di Cremona sul Calcioscommesse
«erano state segnalate da Snai»: lo ha detto ai microfoni di Sky Sport 24 Giorgio Cambini, quotista del maggior operatore italiano di scommesse sportive.
«Quando su una partita c'è un flusso di scommesse molto diverso dalle nostre aspettative - ha spiegato Cambini -
Snai segnala la cosa all'Aams, l'ente ministeriale che regola il comparto del gioco pubblico in Italia, che poi a sua volta segnala la cosa alla Federcalcio, che dovrebbe far partire i controlli. Cosa fa la Figc non lo sappiamo. Nel caso delle partite oggetto dell'inchiesta , c'erano tutte nostre segnalazioni e ce ne sono altre».
«Quando il flusso di scommesse è diverso dalle aspettative non significa che una partita è truccata, ma che potrebbe esserci qualcosa di strano», ha sottolineato Gambini. Il quotista Snai ha spiegato che l'Uefa
«è molto sensibile a questo problema. C'è una commissione che si occupa del controllo dei flussi delle scommesse. In Italia invece una commissione simile non esiste. Ci sono state riunioni ma non è stato fatto niente e in questo caso la Federcalcio in questo senso è assente». Secondo Cambini, comunque,
«la maggior parte del calcio è pulito».
«Però - ha concluso -
questa è l'occasione per ripulire la parte oscura e restituire fiducia».
16.33 - PELLISSIER: «CHI È BELLAVISTA?» - Tranquillo, certamente sorpreso, ma pacato e sereno il capitano del Chievo Sergio Pellissier. Soprattutto fermo nel replicare all'ipotetico coinvolgimento suo e del club veronese nel nuovo scandalo che da ieri ha investito il calcio italiano. La vicenda in tinta gialloblù partirebbe da una delle telefonate intercettate ad Antonio Bellavista, di Bitonto (Bari) ex centrocampista di Bari e Verona. Bellavista chiederebbe a Gianfranco Parlato, suo interlocutore (altro nome al centro dell'inchiesta) di metterlo in contatto con il "Pelli", appunto il bomber valdostano Pellissier, giocatore del Chievo, in merito ad una non meglio precisata partita sulla quale - stando alle intercettazioni -
«gli zingari pagavano anche 400mila euro».
«Posso solo ripetere ciò che ho già detto in questi giorni - commenta perentorio il capitano del Chievo -.
Io Bellavista non lo conosco, e non lo ho mai sentito. Tra l'altro posso dire di non avere mai ricevuto proposte per aggiustare partite. Sono chiaramente dispiaciuto che il mio nome sia stato tirato in ballo, ma sono anche assolutamente tranquillo. Mi dispiace anche che il Chievo finisca coinvolto in discorsi che ci arrecano grande fastidio».
«Quando infatti succede che una qualsiasi società di scommesse blocca una delle nostre partite per eccesso di puntata su un segno - osserva l'attaccante dei veronesi -
, tutti vanno a vedere quello che succede realmente. Ma nessuno parla di quando l'evento non si verifica. E invece si sprecano parole se il risultato viene confermato dal campo». Se Pellissier mostra stupore, chi va giù diretto è il diesse gialloblù Giovanni Sartori:
«La situazione è triste e preoccupante - afferma Sartori -
e questa bufera viene a verificarsi in un momento in cui sembrava che il sistema calcio potesse recuperare credibilità. Come società siamo tranquilli, ma mi sembra chiaro che questo nuovo scandalo scommesse alzi il coperchio su un altro grosso bubbone».
15.42 - DONI: «HO SEMPRE RISPETTATO LE REGOLE» - Cristiano Doni interviene sull'inchiesta della procura di Cremona che lo vede tra gli indagati per presunte "combine" legate ad alcune partite giocate dall'Atalanta. In un breve comunicato affidato all'ANSA, il capitano nerazzurro si dice estraneo ai fatti che gli sono contestati:
«Alla luce delle notizie di stampa relative ad un suo coinvolgimento nelle indagini di Cremona - si legge nella nota -
Cristiano Doni, nella certezza di aver sempre agito nel rispetto delle regole, ripone la massima fiducia negli organi di giustizia ordinaria e sportiva che è certo appureranno la sua assoluta estraneità a ogni fatto in contestazione».
15.35 - LEGALE PEDERZOLI: «DIMOSTRERÀ SUA ESTRANIETÀ» - Alex Pederzoli
«pur essendo molto amareggiato, è comunque molto sereno perché fermamente convinto di poter dimostrare davanti sia all'Autorità giudiziaria sia a quella sportiva la sua completa estraneità». Lo dichiara Savino Lupo, legale del centrocampista dell'Ascoli indagato nell'inchiesta sul calcioscommesse. Secondo l'avvocato Lupo, Pederzoli è coinvolto nella vicenda
«solo a causa di alcune telefonate a cui non ha partecipato e nelle quali terze persone hanno millantato falsamente la sua disponibilità nel partecipare a un ipotetico patto». Probabilmente, prosegue la nota del legale,
«perché è il giocatore più rappresantivo dell'Ascoli Calcio». Quanto alla partita sotto esame (Ascoli-Livorno), l'avvocato Lupo ricorda che Pederzoli non la giocò
«in quanto da diversi giorni prima indisponibile per problemi di salute». Oltre alla volontà di dimostrare la propria estraneità ai fatti contestati, Pederzoli, conclude il legale,
«si riserverà di intraprendere autonome iniziative nelle sedi più opportune nei confronti di chi illegittimamente ha utilizzato il suo nome per personali scopi illeciti, ledendo la sua dignità e la sua professionalità».
13.40 - SNAI,CI VUOLE CENTRO ANTITRUFFE COME IN UEFA - Ci avrebbero scommesso, che prima o poi sarebbe capitato. La battuta viene facile, ma fotografa lo stato d'animo degli amministratori di Snai, il maggior operatore italiano di scommesse sportive. L'amministratore delegato Maurizio Ughi, infatti, da anni denuncia il rischio corruzione e reclama attenzione al fenomeno dei "risultati anomali".
"Perchè sento sempre parlare di scommesse anomale - spiega Ughi all'ANSA -
ma è uno sbaglio linguistico e concettuale. Anomali sono certi risultati e non le scommesse. Noi queste cose le denunciamo da anni, abbiamo parlato prima con Carraro e poi con Abete, senza effetti concreti. A loro abbiamo spiegato che noi abbiamo un risultato virtuale prima ancora di quello reale. Le giocate rappresentano di fatto degli exit-polls".
"Abbiamo il materiale per dare l'allarme - prosegue l'ad di Snai -,
anche perchè se il risultato non è corretto noi ci rimettiamo soldi veri. Il flusso delle giocate è un elemento di valutazione importante, ma la Federcalcio al di là di qualche riunione non è andata: non si è riusciti ad istituzionalizzare una procedura per esaminare il fenomeno". Un'idea per evitare il ripetersi di episodi come quelli perseguiti dalla procura di Cremona, Ughi ce l'ha e non è neanche originale:
"Basterebbe copiare quello che ha fatto l'Uefa. A Nyon Platini e le persone che gli sono vicine hanno creato un centro antitruffe. E sapete chi hanno messo a capo dell'organismo? Karl Dont, un mago delle scommesse, che tra l'altro ha insegnato a fine anni '90 il business a noi. È un vero mastino, incrocia i dati e pesca tutto quello che è irregolare. Con lui non si scappa, potete scommetterci"
QUADRINI, SONO DEL TUTTO ESTRANEO - Daniele Quadrini, giocatore del Sassuolo, si dice
"del tutto estraneo" agli addebiti che gli vengono mossi nell'ambito dell'inchiesta sul calcio scommesse.
"Ho appreso dagli organi di comunicazione - afferma Quadrini in un comunicato -
un mio coinvolgimento nell'indagine sul calcioscommesse, con attribuzione peraltro di specifiche responsabilità nella partita Siena-Sassuolo. Posso affermare non solo di essere del tutto estraneo a tale addebito, ma di aver anche tempestivamente e personalmente portato a conoscenza delle competenti autorità penali e federali la notizia, che mi era indirettamente giunta, della presunta esistenza di questioni relative a scommesse".
FOTI, PRESIDENTE REGGINA: VINCIAMO SUL CAMPO -
"Il nostro pensiero è dedicato esclusivamente ai 20 mila tifosi che ci seguiranno ed a noi stessi per ottenere sul campo quel risultato che ci possa far continuare lo splendido percorso di quest'anno". Lillo Foti, presidente della Reggina, a poche ore dalla semifinale di andata dei play off per la serie A contro il Novara, non vuole pensare al nuovo scandalo del calcioscommesse ed alla possibilità di beneficiare di eventuali penalizzazioni di squadre che hanno preceduto gli amaranto in classifica. La sua attenzione è tutta per la partita in programma allo stadio Granillo alle 18.30.
"Noi - ha detto all'ANSA -
scendiamo in campo per dare emozioni e passione ai 20 mila tifosi che saranno sugli spalti del Granillo. Il nostro pensiero è dedicato esclusivamente a questa gente ed a noi. Il fatto di avere riportato 20 mila persona allo stadio è il nostro unico pensiero". Ma che idea si è fatto Foti di questo nuovo scandalo?
"L'unico pensiero è che questa passione viva".
PERINETTI: SIENA ESTRANEO A QUALSIASI ATTIVITÀ ILLECITA - A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete” di Raffaele Auriemma è intervenuto il Direttore Sportivo del Siena, Giorgio Perinetti:
“Ci vuole molta cautela, e purtroppo come al solito non c’è perché vediamo già sui giornali uscire parecchi nomi, addirittura classifiche, invece credo che bisogna lasciare che gli inquirenti facciano il loro lavoro. Tirare le conclusioni, come si sta già facendo, mi sembra affrettato. Bisogna usare cautela ed evitare di dare giudizi sommari. Per quanto riguarda la situazione del Siena fa male perché nella società non c’è nessuna persona indagata. È ovvio che ci possano essere delle indagini, ma la società è tranquilla perché mai abbiamo partecipato ad attività illecite quindi aspettiamo lo sviluppo delle vicende anche se basterebbe leggere le carte per capire che il Siena non è minimamente coinvolto in attività illecite. Siamo agli inizi dell’inchiesta e comunque per il Siena allo stato attuale non si intravede nessun coinvolgimento doloso. Che il Siena possa patire delle sanzioni mi sembra improbabile, comunque ripeto, uso cautela perché siamo all’inizio ed è giusto che la giustizia ordinaria e sportiva facciano il loro corso".
"Chi commette delle leggerezze o degli atti illeciti - continua Perinetti
- è giusto che sia colpito, allontanato ed estromesso dal sistema che deve reggere sulla credibilità. Dispiace essere avvicinati ad un tipo di attività illecita però è chiaro che l’inchiesta è giusto che sia rigorosa da parte degli inquirenti e della giustizia sportiva, è giusto che si tiri fuori tutto il marcio che ci può essere. Il calcio ha bisogno di ricordare a qualcuno che ci vuole pulizia, attaccamento alla professione, al proprio dovere, quindi non bisogna partecipare ad attività di squadra e poi dimenticarsi che si è chiamati non solo ai propri diritti ma anche al dovere professionale. Il calcio è uno sport e lo sport richiama valori morali. Dobbiamo avere la cautela di attendere la chiarezza, le spiegazioni da parte degli organi inquirenti che hanno il dovere e il diritto di lavorare con la massima serenità e l’attenzione di aspettare che si siano questi chiarimenti e non ipotizzare con facilità coinvolgendo tutto e tutti senza prove. È doloroso per noi perché è giusto pagare per delle cose fatte ma non è giusto essere condannati per cose che non esistono. La liberalizzazione delle scommesse sportive credo sia un giro di affari enorme e non so quanto vantaggio possa portare alle società. C’è sempre chi decide di campare in modo illecito ma c’è anche da dire che le scommesse ci sono in tutto il mondo per cui ognuno decide come vuole vivere. Mi auguro che venga fuori tutta la verità che deve essere sempre ben accetta anche perché serve alla credibilità al sistema”.