ROMA, 26 febbraio - Ripetere la partita fatta con l'Inghilterra, naturalmente migliorandosi sia nel gioco sia nel risultato. È l'obiettivo dell'Italia per il match di domani con la Scozia, terzo appuntamento del torneo Sei Nazioni. L'appuntamento allo stadio Flaminio di Roma è per le 14,30. «Inutile nascondere - ha detto il ct azzurro Nick Mallett nella conferenza stampa della vigilia - che a noi piaccia giocare contro squadre come l'Inghilterra, molto ordinate e non velocissime. Ma sono sicuro che domani ci faremo trovare pronti».
LA SFIDA - Il tecnico ha chiaro in testa lo schema di gioco: «Dovremo sfruttare i nostri punti forti, ricreare le situazioni di gioco viste contro l'Inghilterra, utilizzare mischie e rimesse laterali nei loro ventidue come piattaforme d'attacco, variare il gioco coi trequarti e mettere da subito punti. Contro l'Inghilterra - ha spiegato - si sono visti più ricircoli del pallone da parte nostra, soprattutto nella parte finale di gara: è un'abilità che abbiamo dimostrato di possedere, ma dobbiamo sfruttarla solo quando siamo in avanzamento per dare velocità e continuità alla nostra azione. L'organizzazione di gioco della Scozia - continua Mallett - è molto migliorata negli ultimi mesi, le loro squadre sono competitive in Celtic League e come Nazionale hanno battuto l'Australia a novembre, hanno giocato bene con la Francia nella prima giornata del Sei Nazioni e credo che la sconfitta patita contro il Galles due settimane fa ha dell'incredibile».
SCOZIA - La Scozia non riserverà grosse sorprese. «Non credo che la Scozia cambierà il proprio piano di gioco per la partita di domani. È una squadra che ama abbastanza giocare nelle situazioni rotte, ha giocatori veloci che possono risultare temibili nell'uno contro uno e questo per noi può essere un ostacolo in più da fronteggiare». Il ct ha analizzato poi la situazione della mischia italiana che, nell'ultimo periodo, si è vista di frequente sanzionare irregolarità: «Credo che le dichiarazioni di Paddy O'Brien dopo la partita con la Nuova Zelanda abbiano attirato l'attenzione degli arbitri sulla nostra mischia, soprattutto su Martin Castrogiovanni, che per quanto mi riguarda è il miglior pilone destro al mondo oggi in circolazione; e O'Brien si è scusato da tempo con noi per quelle dichiarazioni. Per noi - ha detto il capitano azzurro Leonardo Ghiraldini - ogni gara importante, e lo abbiamo dimostrato contro l'Inghilterra. Siamo concentrati sulla partita, abbiamo una grande carica collettiva e ognuno di noi è estremamente motivato. Il pubblico del Flaminio sarà come sempre importantissimo, ci aiuterà ad affrontare la gara col giusto spirito».
INVICTUS - In conferenza stampa c'è stato spazio per parlare anche di cinema e del nuovo film di Clint Eastwood ('Invictus') sul mondo del rugby, ambientato nel 1995 in Sudafrica durante la terza edizione della World Cup, vinto proprio dagli Springboks in un Paese appena uscito dall'era dell'apartheid. Per Mallett, allora commentatore per la radio sudafricana, è stata l'occasione per ricordare quel giorno: «Fu una giornata toccante, soprattutto quando Mandela, prima del fischio d'inizio del match con gli All Blacks, scese in campo con la maglia di Pienaar, capitano di uno dei simboli del Sudafrica afrikaneer, lo stesso Sudafrica che aveva incarcerato Mandela per trent'anni e che quel giorno lo acclamava urlando "Nel-son, Nel-son". Il Sudafrica non aveva molte chance di vincere la finale contro la Nuova Zelanda, ma la difesa degli Springboks e la spinta di tutto il pubblico quel giorno fece la differenza. Non ho ancora visto il film, ma lo farò nei prossimi giorni, dopo il match con la Scozia».
Nessun commento.
Aberdeen Shikoyi si era fratturata la colonna vertebrale
Benetton battuta 26-20 nella finale tricolore, e' il 5/o titolo
A zero punti rimangono gli 'Highlanders' perché l'ultimo match del torneo di quest'anno, che richiama all'Olimpico 72.357 entusiasti spettatori (ed...