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Sei Nazioni: impresa dell'Italia! Battuta la Scozia 16-12

Sei Nazioni: impresa dell'Italia! Battuta la Scozia 16-12
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© LaPresse
 
Nella terza giornata del torneo gli azzurri evitano il cucchiaio di legno
ROMA, 27 febbraio -  Finalmente Italia, la Scozia è battuta e il cucchiaio di legno del Sei Nazioni 2010 non entra in casa degli azzurri. In realtà la notizia sarebbe stata il contrario, cioè se la squadra di Mallett avesse perso: benchè reduce da sette sconfitte consecutive (2009 compreso) nel torneo più antico del mondo, era la favorita di questo match, e non ha fatto altro che tener fede al pronostico. L'emozionante 16-12 finale è frutto di una matta voglia di vincere stavolta tradottasi in risultati concreti. La meta di Canavosio innescata dalla penetrazione di Canale e la precisione del piede di Mirco Bergamasco hanno fatto la storia della partita, e tanto basta. Il rugby italiano, al settimo successo su 53 match giocati nel Sei Nazioni, ha ora il compito di staccarsi certe etichette di dosso e di credere di più in se stesso; altrimenti come farà tra un anno ad approdare finalmente alla seconda fase di un Mondiale? Per riuscirci dovrà battere l'Irlanda, è bene tenerlo a mente e regolarsi di conseguenza, altrimenti si rimane dei perdenti di successo, buoni esclusivamente per gli sponsor. A mescolare con il cucchiaio le amarezze di una stagione storta saranno gli Highlanders, usciti a pezzi dalla sfida con il Galles (Paterson, Evans e Lamont sono tuttora in mano ai medici) e quindi condizionati anche al Flaminio. In prima linea c'era però quel Murray che scende in campo soltanto quando, come oggi, non è domenica.

Il settimo giorno lui lo santifica, perchè poco più di un anno fa, dopo essere entrato in coma per una ginocchiata sulla tempia presa durante un incontro di Celtic League, al risveglio raccontò di aver visto Dio e che da quel momento certi suoi comportamenti sarebbero cambiati per sempre. Così di domenica riposa, ma negli altri giorni non porge l'altra guancia: qui lo ha dimostrato prendendo per la gola Mauro Bergamasco in una fase concitata di gioco, con accenno di rissa, al 31' del primo tempo. Botte a parte, gli scozzesi non hanno mostrato la capacità di giocare in campo aperto, e quindi alla mano, esibita contro il Galles e nonostante la velocità di Evans e i calci di spostamento dell'ottimo Parks abbiano creato qualche problema agli azzurri, gli ospiti hanno subito la difesa di capitan Ghiraldini e compagni. L'Italia ha frenato l'onda avversaria con 110 placcaggi (roba da Guiness dei primati) e anche questo dato spiega il successo degli uomini di Nick Mallett, eroici a resistere al pressing finale degli scozzesi, che hanno fatto soffrire la mischia chiusa della squadra di casa fino al fischio conclusivo dell'arbitro Pearson, arrivato dopo tre minuti di recupero da batticuore. In precedenza a salvare il risultato era stato Gower, che ha messo la mano sotto l'ovale depositato oltre la difesa italiana da Jacobsen.

Questa è stata una delle due situazioni del match in cui l'arbitro ha chiesto l'aiuto del 'Television Match Officer' nel pullmino dotato di moviola, e dopo un minuto e mezzo di esame dei filmati è stato deciso che la meta non c'era, fra la totale assenza di proteste da parte degli scozzesi (pubblico compreso), al quale il TMO aveva già negato un'altra azione da cinque punti. «Onestamente da dov'ero io non ho potuto valutare se le due mete ci fossero. C'erano troppi giocatori ammucchiati di mezzo, e non pensavo che ce le avrebbero concesse. L'arbitro ed il television match officer avranno senz'altro visto meglio di me», è stato il commento a fine gara del ct ospite, Andy Robinson. Fair play che qui è la regola e la diversità del rugby rispetto ad altri sport più popolari ed isterici, e meno inclini a farsi aiutare dalla tecnologia. Per il resto oggi la differenza l'hanno fatta il cuore e la grinta degli azzurri.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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