L'Italia batte la Scozia 13-6. Niente cucchiaio di legno!
A zero punti rimangono gli 'Highlanders' perché l'ultimo match del torneo di quest'anno, che richiama all'Olimpico 72.357 entusiasti spettatori (ed è anche questa è una vittoria), finisce secondo pronostico e regala il successo all'Italrugby
© LaPresseUNICA VITTORIA - L'Italia interrompe la serie delle sconfitte onorevoli e riallaccia il filo spezzatosi dopo l'impresa dell'anno scorso sulla Francia. Vittime della furia degli uomini di Brunel sono gli scozzesi, alla settima sconfitta contro gli italiani di cui sono il bersaglio preferito, oggi più del solito perché dalla Nazionale col cardo sulla maglia si è ritirato il cecchino Paterson, l'uomo dal piede infallibile e che all'Italia in passato aveva segnato ben 118 punti in totale, risultando spesso il killer di Parisse e soci. Italia-Scozia è stato un match caotico, non raffinato dal punto di vista tecnico ed anzi brutto nel primo tempo, ma stavolta contava solo il risultato. Questa Nazionale di rugby non poteva permettersi di continuare ad essere una perdente di successo, una nuova sconfitta avrebbe reso fallimentare l'inizio dell'era Brunel, così invece si può programmare con più calma un futuro che il ct prevede ricco di soddisfazioni. Certo bisognerà che Mirco Bergamasco non sia quello di oggi (1/3 come piazzatore ed una prestazione davvero incolore) e che fasi di superiorità come quelle degli azzurri per gran parte del primo tempo siano concretizzate. Nei primi 40' l'Italia non era stata quella di Cardiff, votata solo al contenimento, e si era proposta più volte in avanti, però senza trarne mai profitto, impegnando gli scozzesi in tanti placcaggi che ne avevano in parte fiaccato la resistenza ma senza mai ottenere quei punti (gli unici erano arrivati dal calcio realizzato da Bergamasco all'11', poi pareggiato da quello di Laidlaw) che ci si sarebbe aspettati dopo una prova generosa ed anche di sostanza.
NERVOSISMO - Fra le note negative l'eccessivo nervosismo, da una parte e dall'altra, al punto che l'arbitro Rolland, dopo la rissa in campo del 29', aveva richiamato i due capitani affinchè i 30 uomini in campo tenessero un comportamento adeguato. Anche i tre cartellini gialli inflitti nel corso dell'incontro sono un segnale che dal punto di vista disciplinare chi era in campo avrebbe potuto far meglio. Nella ripresa l'Italia ha giocato con cuore e grinta, tirando fuori ogni energia ed andando oltre infortuni e sofferenza, con la mischia spinta dalla voglia di non arrendersi del veterano Ongaro (alla sua ultima partita in Nazionale ed in lacrime quando è stato sostituito), di un Castrogiovanni indistruttibile ed eletto 'man of match', e di un ottimo Gori. Nel secondo tempo l'Italia, fra gialli (a Zanni) ed infortuni, si è trovata a giocare ad un certo punto in 13 contro 15 ma ha resistito ed è andata avanti lo stesso.
ITALIA SHOW - A 'spaccare' la partita era stata, al 3', una meta di Venditti (alla seconda prodezza personale all'Olimpico, dopo quella contro gli inglesi), che aveva depositato l'ovale in mezzo ai pali al termine di un'azione in 4 fasi d'attacco ed in cui l'azzurro era penetrato dopo aver 'rotto' un placcaggio. La meta era poi stata trasformata da Burton, tornato a calciare dopo gli errori nei primi 40' di Mirco Bergamasco. E proprio l'italo-australiano risultava decisivo piazzando il colpo del ko, un bel drop a 3' dalla fine, sul 10-6 per l'Italia e con la Scozia che nei minuti precedenti aveva cercato con insistenza la meta della vittoria. L'allenatore degli 'Highlanders' Robinson tirava un pugno terribile sul suo tavolino nell'ultima fila della tribuna stampa (nel rugby i ct vedono sempre la partita dall'alto), poi se ne andava ad un minuto e mezzo dalla fine. È stato quello il segnale della resa, e che il cucchiaio di legno finiva nella bacheca degli scozzesi.



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