Twins-Tigers, uno spareggio che resterà nella storia
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© Foto REUTERS
Minnesota e Detroit hanno concluso alla pari la regular season. Si è deciso tutto in una gara secca
PUÒ SEMBRARE INCREDIBILE, ma 2 squadre si sono ritrovate in parità dopo 162 partite di regular season nella American League Centro: Minnesota Twins e Detroit Tigers. 86 vittorie e 78 sconfitte ciascuna e quindi la necessità di disputare un emozionante (quanto crudele) spareggio in gara secca.
Forse non è giusto ridurre a una gara sola una stagione iniziata in primavera e finita in autunno, caratterizzata da un ritmo massacrante e da pochissimi giorni di riposo. Di certo però così si fa la storia. Al “Metrodome” di Minneapolis si è radunato un pubblico record: oltre 54.000 persone. Impressionante, per uno stadio al coperto.
Il “Metrodome” chiuderà a fine stagione. Minneapolis-St.Paul si doterà di un nuovo impianto moderno, dotato di tetto apribile. La leggenda del soffitto bianco del “Metrodome”, vero incubo degli esterni di Grande Lega, finirà con la stagione 2009. Ma non finisce con la gara di spareggio, che i Twins si sono aggiudicati (6-5) dopo 12 riprese e 4 ore e mezzo di baseball indimenticabile.
Come dice l’esterno dei Twins Denard Span: «Non è ancora giunto il momento di chiudere questo stadio».
Nello spareggio ci sono state anche valutazioni errate, da parte dei tecnici e dei giocatori, ma il baseball ha poco a che fare con la perfezione. E non a caso il manager dei Twins Ron Gardenhire ha fotografato così la partita: «Non ricordo di essere stato coinvolto in una partita di baseball migliore di questa. È stato incredibile, un’altalena di punteggio mai vista e 2 squadre che non volevano mollare. Questa partita vivrà per sempre».
Vivrà nei migliori ricordi dei Twins e dei suoi tifosi. Minnesota aveva 7 gare di ritardo il 6 settembre e 3 partite da recuperare con 4 gare soltanto da giocare. Ha vinto 17 delle ultime 21 partite, compiendo un’impresa che verrà ricordata.
Per i Tigers, come dice il rilievo Zach Miner: «È dura da digerire».
Il manager dei Tigers Jim Leyland diventa filosofico: «Così vicini eppure così lontani… Faccio fatica a pensare che questa partita abbia una squadra che esce sconfitta. Non potrei essere più orgoglioso dei miei giocatori».