In foto, Mark Sanchez, numero 6 e QB dei New York Jets, vittoriosi sul campo dei Pats.
FOXBOROUGH (Massachusetts), 17 gennaio – «Sì vendetta, tremenda vendetta». Non siamo alla fine del secondo atto del «Rigoletto» di Giuseppe Verdi, ma al «Gillette Stadium» nel Foxborough. E qui che si è consumata, nel modo più cocente la rivincita dei New York Jets. Gli uomini dell’head coach Rex Ryan riscattano il pesante 45-3 dello scorso 6 dicembre (13ª giornata di regular season): vincono 28-21 e accedono così per il secondo anno consecutivo alla finale della AFC (ad attenderli i Pittsburgh Steelers). Per i New England Patriots, che si erano presentati alla seconda fase dei Playoff con il miglior record della lega alla fine della stagione regolare (14 vittorie – 2 sconfitte), è uno stop inatteso. Il loro quarterback, Tom Brady, autore di una prestazione non certo esaltante (per lui 29/45, 299 yard, 2 TD), subisce il primo intercetto (nel primo drive dei padroni di casa) dopo 91 giorni e 340 lanci utili. A decidere l’incontro il secondo periodo, chiuso con un parziale di 14-0 per gli ospiti a segno con i touchdown di LaDainian Tomlinson e Braylon Edwards, abili a raccogliere i lanci, rispettivamente, di 7 e 15 yard di Mark Sanchez (per il QB di New York a fine partita 16/25 per 194 yard, 3 TD e INT).
Tutto secondo copione invece nell’altra sfida del Divisonal Playoff, disputata al «Soldier Field» di Chicago. I Bears si impongono 35-24 in una partita di fatto chiusa alla fine del terzo periodo sul punteggio di 28-3 (i padroni di casa avanti 21-0 già all’intervallo lungo). Chicago stacca così il biglietto per la finale della NFC dove incontrerà i Green Bay Packers, corsari sabato ad Atlanta.
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