Ravanelli: «Scelgo Amauri per la legge dei grandi numerii»
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«I difensori che segnano sono preziosi: per questo metto Chiellini»
TORINO, 2 ottobre - Indelebile. E’ il ricordo che i tifosi juventini hanno di Fabrizio Ravanelli e di quella chioma bianca in anticipo sui tempi che nella finale Champions del ’ 96 infila la porta dell’Ajax: i bianconeri vinceranno ai rigori, Penna Bianca entrerà nella storia del club e definitivamente nei cuori della tifoseria. Oggi Ravanelli è in attesa della chiamata giusta per intraprendere la carriera di allenatore e intanto mette la sua competenza al servizio delle reti Mediaset in qualità di commentatore.
La scelta di Julio Cesar in porta?
« La Juventus gioca a Palermo mentre l’Inter in casa. Vero che la squadra di Mourinho affronta l’Udinese di Di Natale, ma penso che i nerazzurri sappiano bene di non poter più sbagliare dopo la sconfitta di genova contro la Sampdoria e il pareggio in Champions contro il Rubin Kazan » .
C’è spazio anche per Panucci.
« Mi piacciono i giocatori di esperienza, in più Christian è uno che spesso la butta dentro. Poi apprezzo la sua scelta: andando a Parma si è assunto le sue responsabilità. Il senso del gol è anche il motivo per cui opto per Grosso, Lucio e Chiellini » .
Julio Cesar, Lucio ed Eto’o. In pratica la spina dorsale dell’Inter.
« Li metto in campo perché ripeto che l’Inter non può sbagliare. Sul fatto che possano segnare Lucio oppure Eto’o mi affido alle sensazioni » .
Per il resto c’è molta Juve?
« Cuore e testa sono rimasti a Torino. Perché Amauri? Per la legge dei grandi numeri tocca lui fare gol » .
Va beh, la scelta di Messi è condivisa da molti.
« E’ il giocatore più forte al mondo e sarà il prossimo Pallone d’Oro » .
Un giudizio sulla prova della Juve a Monaco di Baviera?
« Nel primo tempo ho visto un grande Bayern Monaco, nella ripresa, complice anche l’uscita di Robben, la Juventus è salita di tono. A questo punto i tedeschi, il Bordeaux e noi abbiamo il 33% a testa di possibilità di passare il turno » .
Più differenze o somiglianze tra questa Juve e quella che ha vinto la Champions nel ’96?
« Sono due squadre che sotto il profilo caratteriale si assomigliano molto. La Juve di Ferrara è all’altezza della situazione e a Monac non dimentichiamo che era senza Del Piero ( starà fuori ancora un mese, ndr), Sissoko e Cannavaro » .
Una panoramica sulle altre italiane impegnate in Champions?
« Il Milan è da rifare, l’Inter sta facendo male ma passerà il turno e la Fiorentina, al di là della vittoria di martedì, farà molta fatica a passare il turno » .
L’uomo del momento è Jovetic.
« Farà strada, e a differenza di tanti altri giocatori di ceppo slavo è anche posato davanti ai giornalisti. Ha tutto per diventare un autentico big » .
In campionato c’è la Samp davanti a tutte. Un pronostico sul prosieguo di stagione dei blucerchiati?
« Rimane lassù e può ambire al quarto posto. Per il titolo è lotta a due tra Inter e Juve e la terza in classifica avrà almeno dieci punti di distacco » .