WHISTLER, 25 febbraio - Alessandro Pittin meglio di così non poteva dare. Alle Olimpiadi di Vancouver ha lasciato più del meglio che aveva con sè, e questo orgoglio lo ha portato a conquistare nella combinata nordica dal trampolino lungo (più 10km di fondo) un settimo posto che per lui vale l'oro. Lo giudica di valore pari al bronzo conquistato nella combinata con salto dal trampolino corto. Partito con 1'13" di svantaggio dopo aver conquistato solo l'11/o posto nella prova di salto (108,7 metri per lui), Pittin nella prova di fondo si è lanciato all'inseguimento dell'austriaco Bernhardt Gruber, e degli americani Johnny Spillane e Bill Demong con tutta l'energia che aveva in corpo. Chilometro dopo chilometro ha macinato neve e avversari, riuscendo a risalire fino a soli 40",7 dal vincitore. Troppo lontani per lui i primi tre, che hanno fatto corsa a sè. Alla fine ha vinto l'americano Demong davanti al connazionale Spillane, già argento nella combinata nordica dal trampolino corto. Ma gli altri avversari Pittin li ha presi quasi tutti, a cominciare dal compagno di squadra Lukas Runggaldier, partito con una ventina di secondi di vantaggio rispetto a lui dopo aver conquistato il 7/o posto nella prova di salto, con 126,5 metri. Alla fine è giunto 11/mo.
«Il trampolino lungo non è la mia specialità - aveva detto Pittin alla vigilia - spero di contenere i danni, per poi dare tutto nella dieci chilometri». Così è stato: il giovane finanziere di Tolmezzo (Udine), che ha compito 20 anni proprio alle Olimpiadi canadesi l'11 febbraio scorso, ha dato prova di una tenacia e di una determinazione che varrebbero di per sè una medaglia olimpica. Rispetto alla medaglia d'oro ha recuperato nel fondo quasi 30", e per un ragazzo di 20 anni sono comunque un risultato di cui andare fiero. La gara era cominciata tra le polemiche. I primi salti, infatti, erano stati condizionati dalla pioggia e dal vento, al punto che dopo 31 atleti i commissari avevano sospeso la prova per mezz'ora, per poi farla riprendere. Ma alcuni dei favoriti non avevano gradito, in particolare il francese Jason Lamy Chapuis, oro nella prova dal trampolino corto e solo 46/mo dopo il salto, e il norvegese Magnus Moan, finito nelle ultime posizioni. «Tutto ciò è una scherzo» aveva detto il norvegese, con l'assenso di Lamy Chapuis. Nessuna polemica invece da parte dell'americano Spillane, che dopo l'argento nel trampolino corto si è confermato nella prova dal trampolino lungo. E, in pista, ha raggiunto un altro argento. Meritatissimo.