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Tutti i segreti di Razzoli: «Il mio oro era già scritto»

Tutti i segreti di Razzoli: «Il mio oro era già scritto»
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© Foto Liverani
 
Ora i festeggiamenti: si ipotizza una visita alla Juve a Vinovo
MALPENSA, 4 marzo - La banda suona l’inno, i ragazzi del fan club cantano il “po po po” delle notti mondiali, un paio di colonnelli degli Alpini fanno a gara per farsi vedere e il sindaco mostra fiero il gonfalone del paese. Il rientro in Italia di Giuliano Razzoli, l’uomo che col suo oro ha salvato una nazione intera dal nau­fragio olimpico, sembra una grande festa di pae­se. Merito dei trecento che si sono svegliati quando era ancora notte pur di essere presenti, ma anche merito di un ragaz­zo che, nonostante non abbia chiuso occhio e af­frontato un viaggio da moderna Odissea (par­tenza da Vancouver, scali a Toronto e Francoforte dove ha pure perso la coincidenza per Milano), si è presentato al bagno di folla con la tranquillità con cui ha infilato i palet­ti e infilzato gli avversari nello slalom che gli ha re­galato l’oro olimpico. «Non ho mai fatto tante foto in vita mia, ma ne ba­sta una: io vengo bene» , sorride Razzoli mostran­do una pazienza da fare invidia mentre viene tira­to da una parte all’altra. Con la medaglia, è arriva­to anche un biglietto di prima classe e nemmeno il volo perso per cinque minuti («Ci hanno chiuso la porta dell’aereo in fac­cia») è riuscito a guastar­gli l’umore. Anche perché, prima in tasca, poi al col­lo, c’era quella medaglia che ti cambia la vita. Ma lui, aveva previsto tutto.
 
QUEL FOGLIETTO - «Sì, lo dicevo da un mese - ­racconta divertito Giulia­no- e l’ho pure scritto su un foglio. È successo alla festa del fan club ai primi di febbraio, prima di par­tire per il Canada. Un giornalista mi ha chiesto di scrivere su un biglietto un pronostico per l’Olim­piade dicendomi che ave­va proposto la stessa cosa a Tomba ed era andata bene. Io naturalmente l’ho fatto e ho scritto “ me­daglia d’oro”» . Ed è anda­ta bene: «Ma era anche un modo per convincersi, perché se uno va a un’O­limpiade per arrivare se­condo, non vincerà mai... » . Logica stringente di chi sull’oro aveva scom­messo anche con gli amici («Questa vittoria mi co­sterà un Rolex, qualche cena e una vacanza da pa­gare a un amico... ») e che ama vivere a cento all’o­ra: «Non pensavo a un’ac­coglienza così, vuol dire che ho fatto emozionare tanta gente. In questi giorni mi hanno chiesto in tanti una foto o un au­tografo, per strada a Van­couver ma anche i vari equipaggi sull’aereo».

Leggi il resto dell'articolo sull'edizione di Tuttosport oggi in edicola Stefano Pasquino
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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Commenti

  • Zumblo04/03/2010 11:30:07
    Grande!!!!!
     
     
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