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Sparatoria in un college Usa: 9 morti 

Sparatoria in un college Usa: 9 morti 

Colpita la cittadina di Roseburg in Oregon. Il killer aveva annunciato il piano su Internettwitta

giovedì 1 ottobre 2015

ROSEBURG - L'ennesima strage in un campus universitario americano. Stavolta è il turno dell'Umpqua Community College a Rosenburg, in Oregon, dove al termine di una sparatoria si contano a terra 9 morti, oltre a una ventina di feriti, di cui alcuni in gravi condizioni. Quasi tutte le vitime sono studenti, colti di sorpresa mentre stavano facendo lezione in classe. Non c'è al momento alcuna conferma ufficiale, ma il killer - secondo le prime indiscrezioni - sarebbe un giovane sui 20 anni, forse un ragazzo che frequentava lo stesso campus. Sarebbe stato fermato dopo essere stato neutralizzato dagli agenti intervenuti tempestivamente sul posto.

TRAGEDIA ANNUNCIATA - Il sospetto è che si tratti di una nuova tragedia annunciata, visto che chi ha sparato avrebbe annunciato ieri su internet il suo piano. Un copione già visto in molti altri casi. Il killer sarebbe quindi entrato in più di una classe sparando all'impazzata. Immediatamente il terrore è andato in scena sui social media, con alcuni degli studenti che durante la sparatoria hanno cominciato a twittare. «Oh mio Dio, stanno sparando», è il tweet di Kayla Marie. «Gli studenti stanno fuggendo ovunque, mio Dio», scrive ancora la giovane nei primi minuti della tragedia. Poi un altro tweet: «Ciao. Sto bene. Fisicamente. Ci stanno portando via dal campus con il bus».

INCUBO USA - Così l'America fa ancora una volta i conti con l'impressionante scia di sangue provocata nel corso degli anni di tanti assassinii di massa: dal massacro della Columbine School a quello del campus di Virginia Tech, dalla strage di bambini della Sandy Hook Elementary School alla carneficina nel cinema di Aurora. Il presidente Barack Obama, la cui stretta sulla vendita delle armi da fuoco è stata boicottata dal Congresso grazie al pressing della potente lobby della Nra (National Rifle Association) è stato immediatamente informato: «Affrontare il nodo della violenza delle armi da fuoco resta la sua priorità», ha spiegato il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest, poco dopo la duffusione della notizia sulla nuova sanguinosa sparatoria.

OBAMA SCOSSO - Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama è intervenuto con un messaggio alla Nazione nella notte. Parole pesanti, accorate: «Chiedo agli americani di pensare a come cambiare la legge sulla vendita delle armi. Siamo l’unico Paese moderno al mondo che vede questo tipo di sparatorie quasi ogni mese. Ormai sono diventate una routine e di fronte questi episodi che si ripetono le preghiere non bastano. Che Dio benedica i ricordi di coloro che sono stati uccisi oggi. Solo Lui può portare conforto alle loro famiglie. Quando gli americani rimangono uccisi in alluvioni e uragani, noi lavoriamo per rendere le nostre comunità più sicure. Quando gli americani rimangono uccisi nelle miniere, lavoriamo per rendere le miniere più sicure. Noi abbiamo un Congresso che addirittura blocca la raccolta di dati su come potremmo potenzialmente ridurre le morti derivanti da armi da fuoco. In America c'è più o meno un'arma ogni uomo, donna e bambino. Possiamo fare qualcosa per cambiare le cose, ma non posso farlo da solo. Spero di non dover tornare di nuovo qui nel mio mandato da presidente a fare le condoglianze. Ma, basandomi sulle mie esperienze, non posso garantirlo. Le attuali leggi sulla vendita delle armi non sono sufficientemente sicure. Siamo il solo Paese avanzato nel mondo che vede queste stragi ogni pochi mesi».

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