Tennis, le 5 regole d’oro

SALUTE&SPORT Con il dottor Tomaello. Dallo stretching quotidiano all’attenzione per il livello aerobico: ecco come ridurre la probabilità di infortunio

Tennis, le 5 regole d’oro

Praticando una qualsiasi disciplina sportiva, ancora prima di cercare di incrementare i livelli della prestazione, è di fondamentale importanza creare tutte quelle condizioni per evitare probabili infortuni. Nel tennis i principali infortuni sono rappresentati dalle lesioni muscolari, dai traumi distorsivi di caviglia e ginocchi, dalle infiammazioni della catena cinetica dell’arto superiore e dai dolori alla colonna vertebrale dorsale e lombare.

Come possiamo ridurre la probabilità di farci male ed essere costretti a fermarci talvolta anche a lungo?

1) La pratica quotidiana dello stretching e della mobilità articolare consente al tennista di svolgere qualsiasi attività sportiva in condizioni di scioltezza muscolare. Queste pratiche oramai diffuse costituiscono un cardine a livello preventivo in quanto incidono favorevolmente sull’estensibilità muscolare e sui gradi di escursione di tutte le articolazioni del corpo umano. Assumono particolare importanza nelle fasi più intense del gioco, scongiurando così probabili infortuni.

2) Lo sviluppo di tutte le capacità motorie, in primis quelle coordinative e poi quelle organico-muscolari certamente scongiurano fortemente la possibilità di farsi male. Uno degli errori più comuni nell’apprendimento del tennis, ma anche degli sport in generale, è quello di cercare di utilizzare la forza ancora prima di avere acquisito la tecnica, invertendo così la naturale successione delle capacità organico-muscolari rispetto a quelle coordinative. Questa condizione determina una gestualità particolarmente disarmonica e caratterizzata da un’eccessiva tensione muscolare che aumenta in modo esponenziale la possibilità di imbattersi in infortuni.

3) Dedicare il tempo giusto, almeno 15 minuti, al riscaldamento e al defaticamento che consentono all’atleta inizialmente di essere pronto a qualsiasi tipo di richiesta fisica e successivamente creano le basi per rigenerare tutti gli aspetti di carattere psico-fisico che consentiranno in seguito di affrontare nuovi stress fisici nella pienezza dei propri mezzi.

4) Lo sviluppo armonico dei muscoli stabilizzatori della colonna e del bacino ha un’azione preventiva in quanto mette in condizione l’atleta di non assumere posizioni inadeguate (paramorfismi) particolarmente rischiose ed inoltre migliora la performance.

5) Quanto più è alto il livello di resistenza e tanto meno si va incontro a infortuni. Certamente un discreto livello aerobico aiuta a prevenire gli infortuni in quanto il muscolo viene sufficientemente “ossigenato” sia nelle fasi di stress che in quelle di recupero.

Il tennis è uno sport che può essere praticato a qualsiasi età ma quando non si è più giovani bisogna avere la consapevolezza che la ricerca spasmodica e sistematica della prestazione aumenta in modo esponenziale la possibilità di frequentare più il fisiatra che il compagno di gioco. L’analisi del tennis a livello agonistico ha evidenziato che un tennista utilizza tre modalità metaboliche: quelle che gli permettono di scattare (metabolismo anaerobico alattacido), di mantenere elevata l’intensità della partita (metabolismo lattacido) e di contrastare la fatica durante tutta la partita (metabolismo aerobico).

La valutazione funzionale del tennista dovrà tenere conto anche delle caratteristiche fisiche dell’atleta, del suo assetto posturale e di eventuali dismorfismi che predispongono a sovraccarichi. E’ evidente che nei casi di non sufficiente sviluppo delle masse muscolari si dovrà privilegiare il lavoro anche in palestra, mentre in caso di eccesso di tessuto adiposo si dovrà curare la dieta ed inserire qualche esercitazione aerobica che favorisca lo smaltimento dei depositi di grasso.

A questo proposito molto utile è il test di soglia metabolica un test che eseguo negli atleti e che consiglio a maggior ragione nei non atleti per individuare l’accumulo di acido lattico indotto dalla corsa a varie velocità; questo test permette di identificare le velocità di soglia che serviranno per calcolare le intensità degli allenamenti che saranno proposti dal maestro sul campo con pallina e racchetta.

Quando la pratica del tennis viene intesa come un mezzo per potenziare la salute, per concepire la vita in modo dinamico e per imparare a rispettare i propri limiti, i rischi si riducono molto.

Buona partita!

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