Marco Bucci: "La Liguria è terra di sport"  

Il presidente della Regione traccia il bilancio di un anno speciale, illustra quanto ha realizzato per promuovere l’attività sportiva, racconta la sua passione per il mare e la montagna e svela un sogno  per il futuro
Marco Bucci: "La Liguria è terra di sport"
 
Governatore Marco Bucci, con l’evento di questa sera, che è un regalo ai suoi concittadini andato sold out in poche ore, chiudete un anno speciale per la Regione: qual è il messaggio che vuole lasciare dal palco del teatro Carlo Felice? 
«Regione Liguria ha raccolto il testimonial di Genova 2024 Capitale Europea dello Sport. Sono stati due anni molto intensi e importanti durante i quali il nostro territorio ha ribadito l’importanza che attribuiamo ai valori dello sport e allo sviluppo delle strutture sportive. L’ultimo è stato un anno ricco di eventi, che si è aperto con i Campionati Europei di Scherma e si chiude oggi con questa serata di festa. La nostra è una terra di grandi campioni e soprattutto di sportivi, che crescono grazie allo straordinario lavoro di tecnici appassionati e di dirigenti che portano avanti società sportive ricche di storia e competenza». 
 
Sotto quale aspetto più di tutti la sua Regione è più “ricca” dopo questo 2025? 
«Credo sotto l’aspetto della consapevolezza. La consapevolezza di essere una regione che punta sullo sport non come un passatempo o un hobby, ma come una parte fondamentale del benessere, del livello della qualità di vita. Il nostro obiettivo è quello di rendere la Liguria una regione a sempre più alta qualità di vita. Ricordo con piacere quando ero ancora sindaco di Genova i molti apprezzamenti dei vertici dello sport nazionale per come la città si era evoluta sportivamente, anche come strutture. In passato molti atleti erano stati costretti a lasciare la nostra terra per crescere e arrivare a certi livelli. Oggi questo non è più necessario». 
 
Una Regione in cui l’accesso allo sport è più semplice per tutti è anche una Regione che investe sulla salute dei suoi concittadini: quali sono i vostri obiettivi in questo senso? 
«Questo è uno dei capisaldi della riforma della Sanità che abbiamo avviato proprio quest’anno. La Sanità non deve essere rivolta solo ai malati, ma anche e soprattutto ai cittadini sani. La prevenzione è fondamentale: sia per la salute delle persone, sia per una questione di costi al sistema sanitario. Non è un mistero che l’attività fisica e la pratica dello sport siano strumenti molto importanti. L’obiettivo è quello di fare in modo che tutti i liguri abbiano la possibilità di praticare uno sport. A qualsiasi età». 
 
Quali sono state le linee di intervento su cui vi siete maggiormente concentrati? 
«Abbiamo puntato sul sostegno alle necessità delle società sportive, anche dal punto di vista dell’adeguamento strutturale, e molto anche sul supporto delle famiglie, soprattutto le meno abbienti, tramite il bando Dote Sport, affinché tutti, grazie a bonus regionali, avessero la possibilità di iscrivere i propri figli per la pratica di un’attività sportiva. Un progetto in cui abbiamo creduto molto è “Swim and go”, dedicato all’acquaticità per i giovani, perché tutti i liguri devono saper nuotare. Molto importante è stata anche la valorizzazione di eventi che richiamassero pubblico e attenzione mediatica sulla Liguria e sulle discipline». 
 
E gli investimenti in termini strutturali? Ce n’è uno a cui teneva particolarmente? 
«Non uno in particolare. Abbiamo finanziato la ristrutturazione e l’adeguamento di molte strutture in tutta la Liguria. Certamente il progetto che ha ottenuto maggiore visibilità è quello che ha visto la rinascita del Palasport di Genova dopo lustri di abbandono». 
 
A questo proposito: lei era sul palco, nell’estate 2024, a inaugurarlo, progetto donato da Renzo Piano alla città di Genova che a quel tempo amministrava in qualità di sindaco. In che modo ha dato continuità a quel titolo di Città Europea dello Sport? 
«Il Palasport quest’anno ha ospitato i Campionati Europei di Scherma. Giorgio Scarso, già presidente della Fis, vice presidente della Federazione Internazionale e del Coni, ha avuto parole di fortissimo apprezzamento, ha detto espressamente che dal 1980, anno dal quale segue i Campionati Europei, così come i Campionati del Mondo, non ha visto mai un’organizzazione di gara così precisa e puntuale e un luogo così ben predisposto come quello di Genova. La stessa struttura ha ospitato gare di livello internazionale di altri sport, raccogliendo sempre apprezzamento da parte di tutte le federazioni. Per me questo è il miglior premio per chi ha lavorato alla rinascita del Palasport e alla sua restituzione al mondo dello sport. Verrà, inoltre, trasformato in un’autentica casa dello sport, con strutture dedicate in particolare a tutti gli sport del mare». 
 
Qual è stato l’evento sportivo che più l’ha emozionata? 
«Da appassionato velista, certamente la conferma di The Ocean Race a Genova è stato un successo che mi ha fatto molto piacere. Ma sono tanti gli eventi che hanno dato lustro a quest’anno così intenso. Oltre alla scherma penso al ritorno del grande rugby internazionale allo stadio Ferraris, con Italia-Cile, il Cerro Abajo che ha entusiasmato un folto pubblico cittadino. Voglio ricordare lo Sport Ability Day, che a ottobre ha mandato forse il messaggio più importante che volevamo lanciare e cioè che lo sport abbatte ogni barriera ed è davvero per tutti. Ma sarebbe riduttivo fare una classifica, tutti gli eventi hanno contribuito a un grande anno dedicato allo sport». 
 
E quale invece quello che vorrebbe portare a stretto giro? 
«Resto legato al mio sport preferito: la vela. Con The Ocean Race abbiamo contribuito in maniera determinante a portare l’America’s Cup in Italia, a Napoli. Chissà che non possa un domani trovare spazio anche nelle nostre acque». 
 
Lo sport è parte integrante non solo del suo credo politico, ma anche della sua vita personale: come è nata questa passione per la vela? E cosa più di tutto la affascina della disciplina? 
«Continuo a non considerarmi un politico, ma diciamo che in tutto quello che ho fatto nella mia vita lo sport è stato certamente un modello. Perché lo sport insegna che non esistono sfide che non si possono accettare, che occorre sempre dare il massimo, che bisogna saper creare una squadra e quando si è a bordo lavorare tutti nella stessa direzione. Ho iniziato ad andare in vela a 12 anni, con mio padre. Andavo per mare non solo per divertimento sportivo, mi piaceva anche pescare e prendere il vento». 
 
L’alpinismo, l’altra sua grande passione sportiva, è emblematico quando si parla di grandi sforzi e fatica per raggiungere grandi vette. È stato d’ispirazione nel suo percorso politico? 
«È vero. L’alpinismo è stata la mia prima passione. Insegna il rispetto della natura, non solo nel dovuto senso ecologico, ma anche della grandezza di cosa si ha davanti, proprio come il mare. Occorre essere umili di fronte alla montagna e al mare, saper temere questi elementi. Ed è vero che si deve faticare a raggiungere una vetta, ma si è consapevoli della soddisfazione che si conquista e che da lì in poi inizia la discesa». 
 
Tornando all’evento di questa sera, sul palco saliranno grandi nomi dello sport nazionale. Lei ha un idolo sportivo? Qualcuno che l’ha ispirata o semplicemente a cui è molto affezionato? 
«Walter Bonatti, il grande scalatore. Ho apprezzato le sue imprese, ma a lui mi lega anche la doppia passione comune per la montagna e il mare.  Era molto legato alla Liguria, ha chiesto di essere sepolto nel cimitero di Porto Venere, rivolto verso il mare».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Altre Notizie