
Oggi l’approccio alla luce in ambito sportivo non è più standardizzato, ma richiede una Progettazione funzionale e altamente specifica che si integra strettamente con i requisiti e le raccomandazioni aggiuntive stabilite da organismi sportivi come Coni e Federazioni. Questa complessità culmina nel processo di collaudo e omologazione, con la normativa italiana in pieno sviluppo che prevede il coinvolgimento anche degli organismi sportivi per definire una rigorosa norma di variazione e omologazione dei campi sportivi.
«L’illuminazione sportiva sta vivendo una trasformazione senza precedenti, nella quale la luce non è più un semplice elemento funzionale, ma un fattore determinante per la performance atletica, la sicurezza e l'esperienza del pubblico - spiega Carlo Comandini, presidente di Assil -. Con We Light The Sport vogliamo offrire una bussola tecnica e normativa per orientarsi tra i nuovi requisiti di omologazione e le opportunità dell'integrazione smart. Il nostro obiettivo è fare rete con le istituzioni e i progettisti per garantire che la qualità tecnologica delle nostre aziende sia il motore del rinnovamento e della transizione energetica degli impianti italiani, pronti per le sfide future».
We Light The Sport, le tappe
Il progetto prevede tre tappe principali: il 19 febbraio a Milano (Assolombarda, Palazzo Gio Ponti), il 9 aprile a Verona (Confindustria) e il 4 giugno a Roma. Al centro del dibattito ci saranno temi cruciali come l’integrazione smart per l’ottimizzazione dei consumi, la riduzione dell’inquinamento luminoso, il comfort visivo per atleti e riprese televisive 4K, e l’analisi delle nuove Norme nazionali di validazione e omologazione dei campi sportivi in collaborazione con Coni, Uni e Sport e Salute. Il progetto vede il coinvolgimento di attori chiave della filiera: dalle amministrazioni pubbliche (Regioni, Anci) agli istituti finanziari come l’Istituto del Credito Sportivo e il Gse, fino agli esperti tecnici di Imq e Cei.