Spalla dolorosa, le strategie

SALUTE & SPORT Cause: traumi, sovraccarichi, sedentarietà. Terapia conservativa? Spesso può essere sufficiente, ecco quando. Il dottor Gastaldo ci aiuta a fare chiarezza

Spalla dolorosa, le strategie

Prosegue il nostro viaggio settimanale nel mondo dello sport osservato da un punto di vista medico con il duplice obiettivo di  capire le dinamiche dell’attività professionistica e ricavarne al contempo consigli pratici per tutti gli sportivi. Ci avvaliamo in questa occasione della competenza del dottor Marco Gastaldo, Medico Chirurgo specialista in Medicina Fisica e Riabilitativa (Fisiatria). Presso la clinica Isokinetic Torino si occupa di diagnosi e terapia per patologie muscolo – scheletriche negli sportivi di ogni livello, con interesse particolare per la medicina degli Esports.

«La spalla è un’articolazione complessa, molto mobile, sospesa nello spazio. Una “cuffia” di tendini, muscoli e legamenti la contiene e ha il compito di permetterne il movimento garantendone al contempo la stabilità statica e dinamica. L’equilibrio della spalla è molto delicato e, anche in assenza di traumi importanti, può essere alterato da attività intense e ripetitive (sportive o lavorative) che portano a un sovraccarico strutturale e a dolore. Talvolta la ragione del dolore è da imputare invece alla ridotta attività e alla sedentarietà: una riduzione dei carichi di lavoro (ad esempio, per l’interruzione delle competizioni sportive) o prolungate posture anomale (ad esempio, da “smart working” su computer portatile) possono portare a una riduzione del tono muscolare, a uno squilibrio funzionale e a una maggiore vulnerabilità delle strutture muscolo-tendinee e articolari della spalla.

Gli infortuni e il dolore alla spalla sono un problema comune per chi pratica sport overhead (con utilizzo ripetitivo della spalla e movimenti della mano sopra la testa), come pallavolo, tennis, pallamano, baseball. Uno studio scientifico del 2018 riporta che fino al 36% dei giocatori coinvolti in questi sport può presentare nel corso della stagione una limitazione della capacità di allenarsi o competere a causa di questo tipo di problema (Asker et al, Br J Sports Med 2018). La visita medica è fondamentale al presentarsi del sintomo per un corretto inquadramento diagnostico – terapeutico e anche in ottica preventiva: nello stesso studio si descrive che una limitazione di articolarità della spalla (limitata rotazione esterna) registrata a inizio stagione, potrebbe essere un fattore di rischio per lo sviluppo di infortuni.

Per completare la valutazione medica spesso si ricorre all’ecografia, un esame non invasivo, privo di radiazioni, che permette di studiare nel dettaglio muscoli, tendini, legamenti e alcune caratteristiche delle articolazioni del corpo. L’ecografia della spalla non deve essere effettuata come indagine isolata ma come esame di supporto alla visita medica, richiesto dal medico per confermare la diagnosi, definire l’entità del quadro patologico e per monitorarne l’evoluzione durante le cure. Uno dei vantaggi dell’ecografia è quello di poter effettuare l’esame in fase dinamica, durante l’esecuzione di movimenti mirati. Ciò permette di definire con maggiore precisione le alterazioni funzionali eventualmente riscontrate.

RIABILITAZIONE

L’approccio terapeutico alle patologie della spalla è nella maggior parte dei casi conservativo: attraverso la corretta progressione riabilitativa si recupera completamente la funzionalità dell’articolazione e si prevengono problemi ulteriori. Tuttavia, in casi selezionati, il medico specialista può valutare l’ipotesi chirurgica per ottenere il miglior risultato funzionale possibile. L’approccio riabilitativo per una delle patologie più frequenti della spalla, la tendinopatia della cuffia dei rotatori, consiste in una fase iniziale mirata alla riduzione del dolore e dell’infiammazione e all’iniziale recupero dell’articolarità mediante l’utilizzo di terapie strumentali e manuali. Per completare il recupero non ci si può limitare alla riduzione del dolore, è necessario ricostruire la corretta struttura dei tendini attraverso uno stimolo attivo. Gli studi scientifici parlano chiaro: solo l’esercizio fisico mirato può fornire lo stimolo rigenerativo necessario e può guidare il cervello verso la ripresa del corretto controllo neuromotorio della spalla, alterato da un trauma acuto o da movimenti scorretti ripetuti nel tempo, e verso il ripristino del gesto sportivo.

INTERVENTI GUIDATI

In ambito di riabilitazione ortopedica e sportiva, l’ecografia è sempre più utilizzata anche per guidare procedure interventistiche come aspirazioni e iniezioni diagnostiche o terapeutiche (ad esempio, con farmaci antinfiammatori o con acido ialuronico), che possono riguardare anche altre articolazioni (ad esempio gomito, polso, mano, sacro – iliaca, anca, ginocchio, caviglia e piede). La guida ecografica permette infatti di visualizzare con grande precisione le strutture bersaglio e di seguire il percorso dell’ago dall’inizio al termine della procedura, riducendo il rischio di complicanze e aumentando la tolleranza del paziente alla procedura.

Con il supporto ecografico si possono raggiungere con precisione anche strutture di dimensione molto ridotta, come le borse dei tendini, che possono andare incontro a processi infiammatori (borsiti) per i quali può essere utile un trattamento infiltrativo mirato. Le procedure interventistiche muscoloscheletriche ecoguidate permettono una maggiore accuratezza e sono più efficaci rispetto alle procedure tradizionali non ecoguidate per quanto riguarda infiltrazioni articolari alla spalla, all’anca e ad altre articolazioni maggiori, oltre che ai tessuti molli (Finnoff et al, Br J Sports Med 2014)».

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