Sport e fisco: le imposte non dovute ma pagate da migliaia di Partite Iva

Oltre ventimila liberi professionisti del settore sportivo, personal trainer, allenatori, preparatori atletici e specialisti tecnici, hanno versato allo Stato decine di milioni
Sport e fisco: le imposte non dovute ma pagate da migliaia di Partite Iva© Antonio Balasco/ag. Aldo Liverani

TORINO - Oltre ventimila liberi professionisti del settore sportivo, come personal trainer, allenatori, preparatori atletici e specialisti tecnici di vario tipo, hanno versato allo Stato, per il 2023 e il 2024, imposte non dovute per decine di milioni di euro. Il caso, sollevato dalla tech company Fiscozen, riguarda le Partite Iva in regime forfettario che non hanno goduto delle esenzioni previste dalla Riforma dello Sport per via di un’omissione dell’Agenzia delle Entrate nelle dichiarazioni dei redditi e che ora si trovano costrette a fare dichiarazioni integrative per recuperare quanto versato. La Riforma, introdotta l’1 luglio 2023, prevede esenzioni fino a 15.000 euro ai fini fiscali e fino a 5.000 ai fini previdenziali. Si applica a tutte le Partite Iva non iscritte ad albi professionali che svolgono attività sportiva nei confronti di associazioni e società sportive dilettantistiche, federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva del Coni, del Cup e di Sport e Salute. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate si è espressa chiaramente sui beneficiari solo nel 2025, rispondendo a una consulenza giuridica del Coni, dato che nei due anni precedenti non aveva previsto uno specifico campo in dichiarazione dei redditi per applicare l’esenzione ai forfettari, che si sono quindi trovati nell’incertezza a versare imposte non dovute. In altre parole, un forfettario (aliquota al 15%) che poteva accedere alla riforma, con un incassato da lavoro sportivo di 15mila euro annui, non avrebbe dovuto pagare imposte ma si è ritrovato a versare un saldo complessivo di 3.510 euro per il 2023 e il 2024. 

Il commento di Elena Battistini 

«Considerando che in Italia ci sono circa 20mila forfettari che avrebbero dovuto godere dell’esenzione e ipotizzando che tutti abbiano incassato annualmente 15.000 euro - piega Elena Battistini, commercialista partner di Fiscozen - nelle casse dello Stato sarebbero entrati almeno 40 milioni di euro di imposte non dovute. Ora occorre aspettare che l'Agenzia delle Entrate effettui i chiarimenti ufficiali e le modifiche sulla dichiarazione dei redditi e solo successivamente tutte le Partite Iva coinvolte potranno richiedere al proprio commercialista di fare delle integrazioni sulle dichiarazioni del 2023 e 2024 per poter riavere quanto versato in eccedenza».

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Altri Sport