© .C’è uno sport che in Italia nasce nel 1923 e che per oltre un secolo ha solcato l’acqua tra innovazione, competizione e grandi campioni. Oggi quello sport non cambia identità. La evolve. A raccontare cosa sta cambiando davvero nella Federazione Italiana Motonautica è il Presidente Giorgio Viscione: «Sta cambiando il modo di raccontarci e di aprirci. La Federazione Italiana Motonautica è da sempre un punto di riferimento solido, e il lavoro fatto negli anni è stato fondamentale. Oggi però abbiamo preso consapevolezza di una cosa: dovevamo comunicare meglio, far emergere tutto il valore e le emozioni che questo sport contiene. Non parliamo di una rottura, ma di un’evoluzione naturale. Vogliamo che la Motonautica non sia più percepita come uno sport per pochi, ma come un’esperienza da vivere. Per questo stiamo lavorando su più livelli: formazione, corsi, avvicinamento per giovani e famiglie, ma anche presenza concreta nei territori. Entriamo nei porti, nelle marine, nei luoghi dove questo sport può essere scoperto davvero. Perché la Motonautica è molto più di una gara: è un modo diverso di vivere e raccontare l’Italia vista dall’acqua».
Quindi non più uno sport di nicchia?
«Esatto. Per troppo tempo è stato percepito come uno sport per pochi. Oggi vogliamo che sia per tutti. Abbiamo compreso che la Motonautica non deve essere solo guardata, ma vissuta. Le emozioni che genera sono forti e vanno condivise. Per questo stiamo lavorando su una diffusione capillare nei territori, che sono la nostra risorsa più importante, insieme a percorsi di formazione e avvicinamento sempre più accessibili».
Quindi la Motonautica è anche formazione?
«Assolutamente sì. La competizione resta centrale, ma possiamo fare molto di più: prevenzione, informazione, formazione. E soprattutto cultura. Chi vive l’acqua deve sapere come comportarsi, come rispettarla, come proteggerla. Parliamo di mare, laghi e fiumi: un patrimonio enorme. Diffondere senso civico è parte del nostro ruolo».
Che ruolo hanno i territori in questa visione?
«Un ruolo fondamentale. I territori sono la base di tutto. Senza il lavoro nelle regioni, senza i nostri delegati e i comitati, non potremmo fare nulla. La Motonautica vive nei luoghi: ogni gara è un incontro tra sport, comunità e paesaggio. È così che raccontiamo un’Italia diversa».
L’Italia ha una grande tradizione in questo sport. Come si inserisce oggi il tema della performance?
«La performance resta un pilastro. Abbiamo una storia fatta di campioni e titoli mondiali, ed è un patrimonio di cui siamo orgogliosi. Ma oggi la performance è anche un percorso: parte dalla base, diventa esempio, costruisce cultura. Non è solo vincere. È come ci arrivi».
Nel vostro racconto emerge con forza anche il tema della sicurezza…
«Perché è la base di tutto. In acqua devi sentirti libero e divertirti, ma devi anche sentirti al sicuro e far sentire al sicuro gli altri. Noi siamo, come dire, dei veri professori di sicurezza: lavoriamo ogni giorno per costruire una cultura solida, con standard molto elevati e facendo sempre qualcosa in più, mai qualcosa in meno. L’equipaggiamento non è facoltativo: casco, giubbotto, muta, attenzione alle distanze. Sono parte integrante dell’esperienza, non un vincolo. E poi c’è il rispetto: delle regole, delle altre imbarcazioni, delle persone in acqua. La sicurezza non limita il divertimento. Lo rende possibile».
E sul fronte della sostenibilità?
«È una responsabilità concreta. Da due anni abbiamo una figura dedicata esclusivamente a questo tema. Abbiamo migliorato i mezzi, ridotto l’impatto, lavorato su motori più sostenibili e avviato progetti anche sull’elettrico. Collaboriamo con realtà importanti, come il Politecnico di Milano, per sviluppare soluzioni innovative. La sostenibilità non è più un’opzione. È una direzione obbligata».
La Federazione sta crescendo anche attraverso nuove partnership?
«Sì, ed è un segnale molto positivo. Quando comunichi bene e mostri ciò che fai, le aziende si avvicinano. Abbiamo siglato un accordo con Givova come sponsor tecnico, collaborazioni con Tohatsu per i motori e una media partnership con Sky Sport, con le puntate di Motonautica Onboard. Ma non solo: stiamo lavorando con università, aziende tecnologiche, realtà del settore nautico ed energetico. C’è grande attenzione nei nostri confronti e questo ci permette di crescere e offrire sempre più valore ai nostri tesserati».
Se dovesse definire oggi la Motonautica con una sola frase?
«È un’esperienza. Non solo da guardare, ma da vivere».
