Pagina 2 | Alex Zanardi è morto: l’atleta simbolo del paralimpismo aveva 59 anni

E' morto Alex Zanardi, lo annuncia la famiglia. Ex pilota di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo, Zanardi, nato a Bologna, aveva 60 anni. Dopo l'incidente automobilistico del 2001 a causa del quale aveva subito l'amputazione delle gambe, si era dedicato al paraciclismo vicendo quattro ori e due argenti ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016. Nel 2020 un altro tragico incidente, uno scontro con un camion mentre in handbike partecipava, sulle strade del senese, a una  gara di beneficenza da lui organizzata. "E' con profondo dolore che la famiglia comunica la scomparsa di Alessandro Zanardi, avvenuta improvvisamente nella serata di ieri, 1 maggio". Così la nota della famiglia nell'annunciare la morte del grande campione che avrebbe compiuto 60 anni il prossimo ottobre. "Alex si è spento serenamente, circondato dall'affetto dei suoi cari - si legge - la famiglia ringrazia di cuore tutti coloro che in queste ore stanno manifestando vicinanza e chiede il rispetto del proprio dolore e della privacy in questo momento di lutto". Le informazioni sulle esequie saranno comunicate successivamente.

La straordinaria storia di Zanardi

La sua storia straordinaria è stata un lungo e continuo inno alla vita, perchè Alex Zanardi a scrivere la parola fine non si era mai rassegnato: lo ha fatto ieri sera - come annuncia stamattina la famiglia - morendo dopo sei anni di lotta estrema contro l'ennesimo torto che la vita gli aveva fatto. L'ex pilota bolognese di Formula 1 e campione-simbolo del paralimpismo se ne è andato il 1° maggio, nello stesso giorno che 32 anni fa si portò via un altro gigante delle corse come Ayrton Senna, e lascia un'eredità fatta di sfide, coraggio e grandezza umana e morale. La sua esistenza, sempre al limite, con la morte aveva fatto i conti più volte, ma lui non si era lasciato spaventare, gli era sfuggito per ripartire con la solita grinta, sorretto da una forza di volontà fuori dal comune, con quell'immancabile e contagioso sorriso. Bolognese, classe '66, papà idraulico, mamma sarta, Zanardi è stato l'uomo che visse due volte, o anche più: amante dello sport, la velocità, la corsa, le macchine sono la grande passione del giovane emiliano. Nemmeno la morte della sorella maggiore in un incidente stradale, nel 1979, lo aveva fatto desistere. E infatti diventa pilota automobilistico.

Gli esordi e il terribile schianto

A 14 anni il papà gli aveva regalato il primo kart. Così aveva cominciato Zanardi, per poi fare la trafila nelle formula minori ed approdare in Formula 1, nel 1991, con la Jordan. Nel Circus sarebbe rimasto fino al 1994, guidando anche per la Lotus. I risultati però non sono quelli attesi e Zanardi si trasferisce negli Stati Uniti, dove si dedica alla Formula Cart. Tra il '96 ed il '98 le sue stagioni migliori. Nel 1999 Frank Williams lo vuole sulla sua macchina. Ma non è un ritorno fortunato ed il pilota bolognese chiude la carriera con 44 gran premi, e un punto raccolto. E' proprio alla guida che la vita lo mette subito di fronte a una prova durissima: il 15 settembre 2001, durante una gara del campionato Champ Car al Lausitzring, in Germania, uno schianto terribile, Zanardi perde improvvisamente il controllo della vettura, che viene centrata dal pilota Alex Tagliani. Nell'incidente perde entrambi gli arti inferiori, che gli vengono amputati. Rischia di morire dissanguato, ma non perde mai conoscenza. In qualche modo riescono a portarlo vivo in ospedale, a Berlino. Seguiranno mesi di sofferenza scandita dalle operazioni, il lento recupero, il riscatto, il ritorno. Subisce 16 interventi chirurgici e 7 arresti cardiaci, ma riesce a sopravvivere. Alex non si accontenta di andare avanti, lui vuole tornare a gareggiare, a sentire di nuovo l'adrenalina della competizione.

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L'ironman azzurro, il destino

Scopre la passione per il paraciclismo: disciplina che lo porta a vincere quattro ori alle Paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto mondiali su strada. In mezzo diversi libri autobiografici e divulgativi, e la fortunata conduzione televisiva di 'Sfide'. Ma il destino doveva riservargli ancora un altro brutto scherzo: il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, la morte bussa di nuovo alla spalla dell'ironman azzurro. Zanardi rimane coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana, perde il controllo della handbike e si scontra con un camion che arriva dalla corsia opposta. L'impatto è devastante; ma Alex sopravvive, nonostante le condizioni siano disperate. Sottoposto a numerosi interventi resta in coma oltre un mese, subisce altre operazioni e viene trasferito dapprima in un centro specializzato di Lecco e, a seguito di alcune complicazioni, in terapia intensiva all'Ospedale San Raffaele di Milano. Un'altra rinascita, viene trasferito a Padova, a gennaio 2021 riacquista la coscienza. La famiglia, l'inseparabile moglie Daniela e il figlio Niccolò, lo tengono al riparo dal mondo esterno: farà Natale a casa Alex, l'uomo dalle mille sfide e dalle altrettante vite. A tutti è sempre apparso immortale, per quei miracolosi, ogni volta, ritorni alla vita. 

 

 

Il ricordo di Pancalli e De Sanctis

"Voglio ricordare tutti i momenti straordinari vissuti insieme, io da presidente e lui da atleta, le tante chiacchierate private che abbiamo fatto parlando dei nostri figli e dei progetti, oltre che del futuro del nostro movimento. Sarebbe stato una ottima una meravigliosa guida per il comitato paralimpico". Così al telefono con LaPresse l'ex presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, commentando la scomparsa all'età di 59 anni di Alex Zanardi. "Conserverò di lui l'abbraccio dopo la sua medaglia a Rio 2016. Un esempio per tutti e uno straordinario motore e acceleratore della nostra famiglia paralimpica. Ha sempre dato un grandissimo contributo fuori e dentro il campo", aggiunge. “Sono vicino alla famiglia, lo sono da sempre. Alex è stato un personaggio mediatico oltre che sportivo importantissimo per il movimento paralimpico, quello che ha dato il primo grande slancio al nostro mondo. Me lo ricordo a Londra, dopo l'incidente, ero capomissione quando lui ha alzato la sua handbike e poi ha bissato l'oro, a Londra e poi a Rio. Poi tutto quello che ha vissuto, una vita incredibile, incidenti, morti e rinascite”. Lo dice a LaPresse il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, commentando la morte di Alex Zanardi all'età di 59 anni. “Rimarrà sempre nei cuori di tutti, un emblema mondiale del movimento, avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo nel nostro movimento e in tutti i settori. Al di la delle doti agonistiche, le doti umane, un grande comunicatore. Ha fatto tanto e rimarrà nell'animo di chi l'ha conosciuto”, aggiunge De Sanctis.

I messaggi di cordoglio

"Alex ha saputo trasformare la cultura del nostro Paese, ha regalato gioia e felicità alle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e speranza a tante persone in Italia e nel mondo. Credo che questi siano i successi più importanti, ancora più dei suoi numerosi e incredibili successi sportivi. Senza di lui siamo tutti un po' più soli. Resta il suo sorriso, eredità imperitura e sprone a non mollare mai, a guardare alla vita con gli occhi e la gioia di un bambino". Queste le parole del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni in merito alla morte di Alex Zanardi. Il n.1 federale "ha espresso alla moglie Daniela e al figlio Niccolò i sensi del più profondo cordoglio, anche a nome del Consiglio federale, del Segretario generale Marcello Tolu e di tutta la grande famiglia del ciclismo". Su invito del presidente Cordiano Dagnoni, in occasione di tutte le gare in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria di Zanardi. "Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, leggenda dell'automobilismo e dello sport italiano. Esempio di resilienza che, attraverso immenso coraggio e determinazione, ha saputo dimostrare tutto il suo amore per la vita". Lo si legge sull'account X della Società Sportiva Calcio Napoli. "La S.S.Lazio partecipa commossa al lutto per la scomparsa di Alex Zanardi, campione e simbolo di resilienza, e si stringe alla famiglia in questo momento di dolore profondo", così il club biancoceleste in una nota. 

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Il Coni ricorda Zanardi

Il Presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, invita le Federazioni Sportive Nazionali, le Discipline Sportive Associate e gli Enti di Promozione Sportiva a far osservare un minuto di silenzio in occasione di tutte le manifestazioni sportive che si svolgeranno in Italia nel fine settimana per onorare la memoria di Alex Zanardi, inimitabile campione dello sport. Il Presidente del Coni Luciano Buonfiglio, interpretando i sentimenti dell’intero movimento sportivo, si unisce al cordoglio della famiglia: “Perdiamo un grande campione e un grande uomo, capace più volte di rialzarsi di fronte alle difficoltà della vita. Alla sua famiglia va il cordoglio più sincero mio e del Coni". "Siamo diventati colleghi nel 2009, avevo 12 anni ed ero molto spesata e spaventata. Mi hai dato la forza per ripartire, convincendomi che con o senza gambe avrei potuto fare tutto". Così, sul suo profilo Instagram la schermitrice e campionessa paralimpica, Bebe Vio ricorda Alex Zanardi, scomparso oggi. "A Londra 2012 mi hai fatto conoscere la bellezza delle Paralimpiadi e l'enorme potere che hanno di cambiare la percezione e la Cultura della Disabilità. A Rio 2016 sei stato il mio cicerone nel villaggio paralimpico ed poi abbiamo realizzato il sogno insieme. A Tokyo 2020 non c'eri, ma eri un faro per tutti noi. È stato un onore e un grande privilegio averti avuto come tutor sportivo e di vita". "Ciao Alex. Oggi apro il telefono per vedere l'allenamento e leggo una notizia che non avrei voluto leggere. Condoglianze a Daniela e a tutta la famiglia". Così il campione paralimpico Luca Mazzone, sulla sua pagina Facebook, esprime il suo cordoglio per la morte di Alex Zanardi. Anche la Federazione internazionale di automobilismo esprime il suo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, "ex pilota di Formula 1 e due volte campione CART, il cui percorso da un incidente che gli ha cambiato la vita fino a diventare medaglia d'oro alle Paralimpiadi lo ha reso uno dei protagonisti più ammirati dello sport e un simbolo duraturo di coraggio e determinazione".

Il messaggio della Juve

"Ci uniamo al cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, esempio di dedizione, passione e amore per lo sport e per la vita": con questo messaggio sul proprio profilo X, la Juventus ha voluto ricordare lo sportivo scomparso nella giornata di oggi all'età di 59 anni. "Si spegne una "luce" straordinaria, una persona che ha lasciato il segno, un uomo e uno sportivo meraviglioso che ci ha insegnato ad amare la vita, profondamente, intensamente e interamente, in tutte le sue forme, anche quando te ne lascia solo una parte: Alex Zanardi". Il cordoglio del ministro dello Sport, Andrea Abodi. "Alex è andato oltre l'ordinario, nella velocità, dì fronte agli ostacoli, tra la vita amata e la morte più volte ricacciata indietro. Sempre - scrive Abodi su X - Alex, un esempio di forza, dignità, tenacia, passione, generosità, sensibilità e umanità, un testimone sempre attivo del Paralimpismo quotidiano e diffuso, così prezioso ben oltre le competizioni sportive. Alex ha saputo andare al di là del limite, trasformandolo in opportunità, ha affrontato ogni difficoltà facendola sembrare normale, ha dato un volto al coraggio e alla speranza. Alex ha dato un sorriso al dolore"

Il cordoglio del presidente Elkann

John Elkann, presidente della Ferrari, ha espresso il suo cordoglio: "A nome mio personale e di tutta Ferrari, desidero esprimere il più profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi. Con Alex perdiamo un protagonista assoluto del nostro sport e una persona capace di lasciare un segno in chiunque lo abbia incontrato. Il suo talento, la sua determinazione e la sua umanità hanno saputo parlare a generazioni diverse, ben oltre i confini della pista. Nel mondo delle corse ha costruito una carriera di grande valore, distinguendosi per passione e spirito competitivo. Anche oltre l'automobilismo, con i suoi successi paralimpici tra Londra e Rio, è diventato un punto di riferimento e un esempio, portando la sua forza ben oltre i confini dello sport. Ferrari si unisce con commozione al ricordo di Alex e di tutto ciò che ha rappresentato per lo sport e per il nostro Paese. Alla sua famiglia e ai suoi affetti più cari va il nostro pensiero più sincero".

L'omaggio della stampa estera

"Un eroe del XXI secolo, ha ispirato milioni di persone". Così la Bbc, sull'home page sport del suo sito, racconta Alex Zanardi nel giorno della sua morte. "Aveva la forza di non arrendersi mai", titola il giornale tedesco Frankfurter Allgmeine, sotto la foto di Zanardi che esulta dopo una vittoria in handbike. La scomparsa dell'ex pilota di F1 e campione paralimpico ha ampia eco sui media esteri. La sua, racconta Marca, è stata "una vita in cui è stato un fulgido esempio di resilienza e dell'importanza di non arrendersi mai". Ampio spazio sui siti del britannico The Guardian o del francese L'Equipe. Di 'esempio' nel superamento delle avversità della vita parla anche lo spagnolo El Pais, per il quale la notizia della morte di Zanardi apre la pagina sportiva on line.

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L'ironman azzurro, il destino

Scopre la passione per il paraciclismo: disciplina che lo porta a vincere quattro ori alle Paralimpiadi tra Londra 2012 e Rio 2016, oltre a otto mondiali su strada. In mezzo diversi libri autobiografici e divulgativi, e la fortunata conduzione televisiva di 'Sfide'. Ma il destino doveva riservargli ancora un altro brutto scherzo: il 19 giugno 2020, durante una staffetta di beneficenza in handbike, la morte bussa di nuovo alla spalla dell'ironman azzurro. Zanardi rimane coinvolto in un incidente sulla Statale 146 a Pienza, in Toscana, perde il controllo della handbike e si scontra con un camion che arriva dalla corsia opposta. L'impatto è devastante; ma Alex sopravvive, nonostante le condizioni siano disperate. Sottoposto a numerosi interventi resta in coma oltre un mese, subisce altre operazioni e viene trasferito dapprima in un centro specializzato di Lecco e, a seguito di alcune complicazioni, in terapia intensiva all'Ospedale San Raffaele di Milano. Un'altra rinascita, viene trasferito a Padova, a gennaio 2021 riacquista la coscienza. La famiglia, l'inseparabile moglie Daniela e il figlio Niccolò, lo tengono al riparo dal mondo esterno: farà Natale a casa Alex, l'uomo dalle mille sfide e dalle altrettante vite. A tutti è sempre apparso immortale, per quei miracolosi, ogni volta, ritorni alla vita. 

 

 

Il ricordo di Pancalli e De Sanctis

"Voglio ricordare tutti i momenti straordinari vissuti insieme, io da presidente e lui da atleta, le tante chiacchierate private che abbiamo fatto parlando dei nostri figli e dei progetti, oltre che del futuro del nostro movimento. Sarebbe stato una ottima una meravigliosa guida per il comitato paralimpico". Così al telefono con LaPresse l'ex presidente del Comitato italiano paralimpico, Luca Pancalli, commentando la scomparsa all'età di 59 anni di Alex Zanardi. "Conserverò di lui l'abbraccio dopo la sua medaglia a Rio 2016. Un esempio per tutti e uno straordinario motore e acceleratore della nostra famiglia paralimpica. Ha sempre dato un grandissimo contributo fuori e dentro il campo", aggiunge. “Sono vicino alla famiglia, lo sono da sempre. Alex è stato un personaggio mediatico oltre che sportivo importantissimo per il movimento paralimpico, quello che ha dato il primo grande slancio al nostro mondo. Me lo ricordo a Londra, dopo l'incidente, ero capomissione quando lui ha alzato la sua handbike e poi ha bissato l'oro, a Londra e poi a Rio. Poi tutto quello che ha vissuto, una vita incredibile, incidenti, morti e rinascite”. Lo dice a LaPresse il presidente del Comitato italiano paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, commentando la morte di Alex Zanardi all'età di 59 anni. “Rimarrà sempre nei cuori di tutti, un emblema mondiale del movimento, avrebbe potuto ricoprire qualunque ruolo nel nostro movimento e in tutti i settori. Al di la delle doti agonistiche, le doti umane, un grande comunicatore. Ha fatto tanto e rimarrà nell'animo di chi l'ha conosciuto”, aggiunge De Sanctis.

I messaggi di cordoglio

"Alex ha saputo trasformare la cultura del nostro Paese, ha regalato gioia e felicità alle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo e speranza a tante persone in Italia e nel mondo. Credo che questi siano i successi più importanti, ancora più dei suoi numerosi e incredibili successi sportivi. Senza di lui siamo tutti un po' più soli. Resta il suo sorriso, eredità imperitura e sprone a non mollare mai, a guardare alla vita con gli occhi e la gioia di un bambino". Queste le parole del presidente della Federazione Ciclistica Italiana Cordiano Dagnoni in merito alla morte di Alex Zanardi. Il n.1 federale "ha espresso alla moglie Daniela e al figlio Niccolò i sensi del più profondo cordoglio, anche a nome del Consiglio federale, del Segretario generale Marcello Tolu e di tutta la grande famiglia del ciclismo". Su invito del presidente Cordiano Dagnoni, in occasione di tutte le gare in programma nel fine settimana, verrà osservato un minuto di raccoglimento per onorare la memoria di Zanardi. "Il Presidente Aurelio De Laurentiis e tutta la SSC Napoli esprimono profondo cordoglio per la scomparsa di Alex Zanardi, leggenda dell'automobilismo e dello sport italiano. Esempio di resilienza che, attraverso immenso coraggio e determinazione, ha saputo dimostrare tutto il suo amore per la vita". Lo si legge sull'account X della Società Sportiva Calcio Napoli. "La S.S.Lazio partecipa commossa al lutto per la scomparsa di Alex Zanardi, campione e simbolo di resilienza, e si stringe alla famiglia in questo momento di dolore profondo", così il club biancoceleste in una nota. 

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