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Schwazer convinto: «C'è un complotto contro di me»
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Schwazer convinto: «C'è un complotto contro di me»

«Ora vedremo se c'è stata una manomissione degli esami»twitta

mercoledì 26 ottobre 2016

ROMA - «Penso a due possibilità. O la Iaaf, che anche dalle registrazioni telefoniche risulta preoccupata per quello che sta uscendo. Oppure i russi, che a parte il mio oro di Pechino vincevano sempre tutto per anni ed erano pieni di 'roba'. Io li ho accusati dopo il 2012, loro sono stati squalificati nel 2014. Trenta dopati in dieci anni, tutti beccati. Il loro allenatore, i loro dirigenti, tutti puniti a vita». Alex Schwazer parla a 'Sette' del complotto che, secondo lui, lo ha escluso dagli ultimi Giochi di Rio: «Sono sempre più convinto che sia stato un complotto. La Procura di Bolzano ha sequestrato le urine. Si fara' un'analisi del Dna e non solo, per vedere se ci sono i segni di una manomissione».

L'atleta altoatesino racconta un episodio legato al medico della Iaaf: «In un'intercettazione dice 'questo crucco ha da mori'...' quando io l'ho accusato, lui e' stato addirittura messo a capo dei controlli sulla mia gara di rientro. Un altro dottore non e' mai stato sospeso e un atleta che aveva valori ematici molto alti, e rischiava di saltare Rio, l'ha pubblicamente ringraziato... Capito come funziona? In più qui si voleva colpire il mio nuovo allenatore Sandro Donati, uno che trent'anni fa aveva gia' denunciato tutto. Per fermare me, bastava squalificarmi in gara ai Mondiali di Roma. Invece dovevano colpire la storia di Donati, punirlo per le sue parole contro il sistema».

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