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Schwazer, Donati, l'avvocato all'unisono:
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Schwazer, Donati, l'avvocato all'unisono: "Andremo fino in fondo"

L'ex atleta azzurro, insieme al suo allenatore e al suo legale, poco prima dell'incidente probatorio al tribunale di Bolzano, dichiara: "Sono tre anni che aspetto, non molleremo adesso"

giovedì 12 settembre 2019

BOLZANO - "La mia sensazione è che siamo ad un buon punto però sicuramente non ci basta. A livello scientifico noi vogliamo avere la certezza totale. Ci arriveremo. Non so se arriverà oggi o ci vorranno altri mesi. Sono tre anni che aspetto, posso aspettare ancora sei o sette mesi. L'udienza di oggi è un passo decisivo perché viene presentata una perizia molto importante che mette nero su bianco che alcuni punti non sono spiegabili con la scienza. Poi deve decidere il giudice se basta o no, noi vogliamo la certezza totale, questo è il punto, e non molleremo". Lo ha dichiarato l'ex marciatore e campione azzurro Alex Schwazer, poco prima dell'incidente probatorio al tribunale di Bolzano davanti al gip Walter Pelino.

Caso Schwazer, le parole di Sandro Donati

"A mio modo di vedere la vicenda di Alex sarà un punto di riferimento dal quale inizierà una nuova discussione ed il sistema antidoping dovrà cambiare profondamente. Basti pensare al fatto che attualmente l'urina viene divisa in due flaconi e questi se li prendono tutti e due le istituzioni che fanno il controllo. E all'atleta che cosa rimane di garanzia? Sappiamo benissimo che ci sono atleti dall'alto valore economico che potrebbero essere oggetto di invidie o di interessi speculativi. Come si può pensare che un atleta non abbia garanzie in mano? È chiaro che questo è un sistema medievale". Lo ha dichiarato Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer, in tribunale a Bolzano. "Io mi ero avvicinato allo sport per fare l'allenatore invece mi ritrovo in un'aula di giustizia a cercare di discolparmi da una colpa mai fatta assieme al mio atleta, innocente a sua volta. La storia richiede tempo per essere chiarita e credo che anche questa udienza sarà interlocutoria, perché procurarsi le prove è stato faticosissimo e quindi...", ha aggiunto Donati.

Donati: "Vicenda legata alla condanna di due medici"

"Dobbiamo andare avanti e arrivare alla fine di questa storia. Se si arriva alla fine io chiederò il risarcimento ma mica finisce lì. Io dirò tutto, se qualcuno non mi mette una pistola in bocca prima, spiegherò tutto. Come ho sempre fatto nella mia vita - continua Donati - la vicenda di Alex è legata direttamente alla sua testimonianza contro due medici (Pierluigi Fiorella e Giuseppe Fischetto, n.d.r.), quella testimonianza pesava. Ed è stata decisiva per la condanna. Sono stati condannati a due anni e ora inizia l'appello. E quindi è chiaro che bisognava far perdere la credibilità a Schwazer agli occhi del giudice. Qui non si tratta di una persona. Qui è una catena di istituzioni che sono solidali una all'altra. Un potere di cui voi avete un'idea vaga. Per molti il doping riguarda l'atleta X, più o meno famoso. Ma è ben altro, un fenomeno che si è sviluppato e consolidato perché dall'altra parte c'era un sistema che non lo fronteggiava in maniera adeguata".

Caso Schwazer, le parole di Brandstetter

"Siamo convinti di andare avanti fino in fondo per dimostrare l'ingiustizia perpetrata nei confronti di Alex e del suo allenatore Donati. Siamo ben motivati. Abbiamo fatto un passo importante perché vengono evidenziate delle anomalie pesanti e quindi andremo avanti fino a quando non riusciremo a provare l'assoluta innocenza di Alex, che oramai tutti hanno capito. Speriamo che in questa sede e nelle prossime avremo quello che Alex e Donati meritano, cioè verità e giustizia. Perché direi che sono state perpetrate ai danni di questi signori delle ingiustizie che hanno rilevanza penale a loro volta". Lo ha dichiarato Gerard Brandstetter, avvocato difensore dell'ex marciatore azzurro Alex Schwazer, poco prima dell'incidente probatorio al tribunale di Bolzano davanti al gip Walter Pelino.

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