Segnali di Jacobs, ma si può fare di più. Delusione Tortu

Il campione fa 10’’07 nei 100 nel Roma Sprint Festival: “La partenza è stata pessima. Mi manca ancora il dinamismo"
Segnali di Jacobs, ma si può fare di più. Delusione Tortu© Getty Images

Segnali di fumo incoraggianti per Marcell Jacobs. Il campione olimpico dei 100 e della 4x100 di Tokyo s’impone nei 100 nel “Roma Sprint Festival” in 10”07 (+1,1). «Non sono stato perfetto in partenza - ammette l’azzurro - riguarderò la gara con il allenatore per scoprire se qualcosa non è andato». Dopo qualche minuto, ripresosi dallo sforzo, Marcell ha spiegato meglio, lapidario con sé stesso: «La mia partenza? Veramente pessima» - detto con il solito sorriso sulle labbra e ha aggiunto: «La parte lanciata è andata molto bene, ma su questo ero convinto di non avere problemi. Mi manca il dinamismo che non ho ancora metabolizzato. L’avvio è completamente diverso da come lavoravo prima. Ci sono differenze, nel modo di lavorare. Rana Reider? È severo nel lavoro, ma allo stesso tempo è umano, il tipico americano che urla, ti sprona. Oggi mi sono divertito a correre su questa pista, in allenamento in questi giorni allo Stadio dei Marmi, mi sono sentito abbastanza bene. Ora Ostrava e Oslo prima degli Europei di Roma».

Jacobs, c'è ancora da lavorare

A conferma di quanto ha dichiarato Jacobs il suo tempo di reazione allo sparo: 0,176, molto lento, hanno fatto meglio di lui tutti ad eccezione di Abeykoon. Pertanto, c’è da lavorare ancora parecchio. Per scendere sotto il muro dei 10” occorre attendere. La prova sui 100 metri uomini chiudeva la rassegna capitolina dedicata allo sprint. Marcell aveva di fianco Chituru Ali, un gigante di quasi due metri, che aveva già fatto fermare i cronometri a 10”06, che rimane la miglior prestazione italiana stagionale. All’avvio entrambi, non sono stati brillanti, pure lo stesso comasco allenato da Claudio Licciardello, ha confermato di essere incappato in errori tecnici. Chi, invece, se ne torna a casa con un nuovo primato personale è Matteo Melluzzo che chiude terzo in 10”13 preceduto da Ali in 10”11. Torna a Milano con il morale sotto i tacchi Filippo Tortu nei 200. Tagliato il traguardo, lo sprinter azzurro, dopo aver visto il suo crono sul display si strappa il numero dal petto. Segnale che il 20”72 nei 200 non è di suo gradimento. Corsa molto complicata la sua, una sbandata in curva, in rettilineo non fluido come in altre occasioni. Contrariato ha ammesso ci avere sbagliato moltissimo. «Non sono affatto soddisfatto della mia gara, devo fare molto meglio». Qualcosa non gira per il verso giusto, in staffetta a Nassau, si era rivisto Filippo, non di certo quello di Budapest della scorsa estate, ma la sua corsa con il testimone in mano c’era stata. Adesso lo attende ad Asti giovedì un 100 con Filippo Ceccarelli. Il sogno di Tortu è di arrivare in finale a Parigi nei 200. Con questi crono siamo lontanissimi. C’è comunque ancora tempo per rimettersi in carreggiata.  

Dosso, Valensin e De Masi

Sui 200 ha corso Zaynab Dosso, la neo primatista italiana dei 100, realizzato con 11”02 a Savona mercoledì scorso. Compito difficile, ma chiuso con grande dignità in 23”10 e con una certa fatica negli ultimi 60 metri. Dietro di lei un’altra grande speranza della velocità azzurra Elisa Valensin (17 anni) che chiude in 23”15 migliorando in primato italiano under 20 (apparteneva a Dalia Kaddari (23”30). Nei 100 l’altra novità è della milanese Arianna De Masi, 24 anni, chiude in 11”26 primato personale, dimostrazione di essersi meritata l’ultimo posto nella 4x100 azzurra.

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