L'ultimo asso dell’Italia: sul tavolo caliamo il Mondiale d’atletica

Già in agenda i Mondiali di sci e di ciclismo del 2031, oltre agli Europei di calcio del 2032 con la Turchia. Città Eterna in ballo anche per i Giochi 2036 o 2040
L'ultimo asso dell’Italia: sul tavolo caliamo il Mondiale d’atletica© EPA

Al centro del mondo. Forte dei recenti successi organizzativi, Olimpiade e Paralimpiade di Milano Cortina in ultimis, e sul campo, Mondiali indoor di atletica leggera l’esempio dell’altroieri, l’Italia rivendica la propria centralità sportiva nel globo terracqueo. In sostanziale controtendenza, in realtà, con le logiche della geo-politica attuale, che per lo più strizza l’occhio ai nuovi mercati da scoprire e alle nuove eldorado del petroldollaro. E invece...

Italia, orgoglio azzurro in giro per il mondo

E, invece, il movimento azzurro, sospinto da una mole di risultati senza precedenti per qualità e per quantità, dal tennis al rugby, dal nuoto al volley, ha deciso di alzare la mano: sì, ci siamo anche noi. Con medaglieri mai così ricchi. Con ambizioni mai così alte. Anche in termini organizzativi, appunto. L’ultimo sussulto, ovvero il Mondiale al coperto di Torun, in cui la spedizione dell’atletica ha aggiornato tutti i record possibili, dagli ori ai podi, fino al piazzamento nel medagliere, ha fatto gonfiare il petto al presidente federale Stefano Mei. Con orgoglio. E con ambizione, appunto. Nel mirino la costruzione di nuovi impianti indoor per rinvigorire ulteriormente il settore. E il rilancio della già ventilata candidatura di Roma per i Mondiali all’aperto del 2029 o del 2031. I tempi tecnici ammiccano al faldone italiano, sui venti politici le valutazioni sono invece in corso.

Atletica, la proposta per Roma

Quel che è certo, al momento, è che la pratica andrà appoggiata sulla scrivania di World Athletics entro il 3 aprile, mentre un verdetto sulla sede ospitante è atteso nel prossimo mese di settembre. Intanto andranno sedotte tutte le componenti governative chiamate a sostenere la corsa iridata, al fine di riportare il massimo evento dell’atletica in Italia a oltre quarant’anni da Roma 1987. Per quanto la concorrenza, tradizionale come esotica, non manchi: dalla Germania all’India, passando per quel Kenya che pareva in pole position prima che l’escalation di casi doping interni facesse raffreddare i rapporti con le istituzioni internazionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Atletica

Olimpiadi: dall'ipotesi Roma alla concorrenza in Europa

Ma non è, questo, un discorso che nasce e che si esaurisce intorno all’atletica, naturalmente. Perché il successo di Milano Cortina 2026 ha rilanciato le quotazioni di Torino per ospitare, nel 2030, le gare olimpiche di speed skating, in occasione dei Giochi francesi di Haute Alpes. Un pre-accordo tra le parti, in tal senso, era già stato ratificato nell’estate del 2024, ma andrà comunque superata la solida concorrenza di Heerenveen, in Olanda, ombelico mondiale del pattinaggio velocità. E che dire delle Olimpiadi estive, poi. Con la recente febbre a cinque cerchi che è tornata a infiammare l’idea di vedere la Città Eterna al centro del mondo, sportivo e non solo, nel 2036 o nel 2040. Anche in questo caso, bene specificarlo, la concorrenza si annuncia davvero vasta: le prossime edizioni si terranno a Los Angeles, nel 2028, e a Brisbane, nel 2032, ma questo non garantisce un successivo ritorno nel Vecchio Continente, proprio per la mutata e sfumata centralità dell’Europa nel mondo. Doha spinge forte per il 2036, così come l’indiana Ahmedabad, mentre più d’una voce di corridoio assicura come l’obiettivo della zimbabwese Kirsty Coventry, numero uno del Cio, sia quello di far approdare i Giochi in Africa entro il suo mandato. Suggestione vidimata dall’imminente organizzazione dei Giochi Olimpici dei Giovani a Dakar, in Senegal.

Italia, dal tennis agli Europei di calcio

E poi? Beh, gli Europei di calcio tra Italia e Turchia, nel 2032, sono già realtà. Come le Atp Finals di tennis nel Belpaese fino al 2030 e le finali di Coppa Davis fino al 2027, nei giorni in cui il presidente della federtennis Angelo Binaghi ha alzato l’asticella mettendo nel mirino anche Billie Jean King Cup e Nex Gen Finals. Di certo, poi, la Val Gardena ospiterà i Mondiali di sci alpino nel 2031, stesso anno in cui il Super Mondiale di ciclismo andrà in scena in Trentino. Ma la lista si annuncia in continuo aggiornamento... 

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Al centro del mondo. Forte dei recenti successi organizzativi, Olimpiade e Paralimpiade di Milano Cortina in ultimis, e sul campo, Mondiali indoor di atletica leggera l’esempio dell’altroieri, l’Italia rivendica la propria centralità sportiva nel globo terracqueo. In sostanziale controtendenza, in realtà, con le logiche della geo-politica attuale, che per lo più strizza l’occhio ai nuovi mercati da scoprire e alle nuove eldorado del petroldollaro. E invece...

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E, invece, il movimento azzurro, sospinto da una mole di risultati senza precedenti per qualità e per quantità, dal tennis al rugby, dal nuoto al volley, ha deciso di alzare la mano: sì, ci siamo anche noi. Con medaglieri mai così ricchi. Con ambizioni mai così alte. Anche in termini organizzativi, appunto. L’ultimo sussulto, ovvero il Mondiale al coperto di Torun, in cui la spedizione dell’atletica ha aggiornato tutti i record possibili, dagli ori ai podi, fino al piazzamento nel medagliere, ha fatto gonfiare il petto al presidente federale Stefano Mei. Con orgoglio. E con ambizione, appunto. Nel mirino la costruzione di nuovi impianti indoor per rinvigorire ulteriormente il settore. E il rilancio della già ventilata candidatura di Roma per i Mondiali all’aperto del 2029 o del 2031. I tempi tecnici ammiccano al faldone italiano, sui venti politici le valutazioni sono invece in corso.

Atletica, la proposta per Roma

Quel che è certo, al momento, è che la pratica andrà appoggiata sulla scrivania di World Athletics entro il 3 aprile, mentre un verdetto sulla sede ospitante è atteso nel prossimo mese di settembre. Intanto andranno sedotte tutte le componenti governative chiamate a sostenere la corsa iridata, al fine di riportare il massimo evento dell’atletica in Italia a oltre quarant’anni da Roma 1987. Per quanto la concorrenza, tradizionale come esotica, non manchi: dalla Germania all’India, passando per quel Kenya che pareva in pole position prima che l’escalation di casi doping interni facesse raffreddare i rapporti con le istituzioni internazionali.

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