Italia, la bestia nera Venezuela spegne il sogno Baseball: fuori in semifinale e quarto posto  

Gli Azzurri hanno visto svanire nel 7° inning il pass per la finalissima al World Baseball Classic
Italia, la bestia nera Venezuela spegne il sogno Baseball: fuori in semifinale e quarto posto
 © APS

Niente da fare. La favola dell’Italia al World Baseball Classic si conclusa a sette eliminazioni dalla gloria, ovvero quando il Venezuela, in svantaggio per 2-1 al settimo inning, ha realizzato tre punti contro Michael Lorenzen, salito sul monte al quinto dopo le prime quattro ottime riprese di Aaron Nola. I sudamericani, con due out, hanno battuto quattro singoli consecutivi portandosi sul 4-2, punteggio che gli azzurri non sono più riusciti a recuperare negli ultimi tre attacchi anche perché il Venezuela ha alternato tre rilievi - Bazardo, Machado e Palencia - che non hanno più concesso valide, lanciando dritte a 99/100 miglia orarie. La nazionale "Vinotinta", che ha schierato un lineup pieno di stella della Major League, si è confermata dunque una bestia nera per gli azzurri, sempre sconfitti in sei confronti nel Wbc. Il percorso dell’Italia si è fermato alle semifinali e il quarto posto in classifica - terza l’altra semifinalista, la Repubblica Dominicana, per un maggiore coefficiente punti -, miglior piazzamento di sempre in questo torneo, dal 2011 diventato a tutti gli effetti il Mondiale (gli azzurri erano arrivati quarti anche nel 1998, quando si giocò in Italia, e nel 1974).

"Questo Classic ci lascia un segnale importante"

La semifinale è stata un risultato di per sé pazzesco, non pronosticabile alla vigilia, con l’Italia che ha vinto le prime cinque gare comprese le sfide con Stati Uniti - il successo che ha accesso l’attenzione del nostro Paese sulla squadra di Francisco Cervelli -, Messico e Porto Rico: «Perdere non piace mai a nessuno, però questi ragazzi si porteranno dietro le emozioni e i sentimenti che hanno provato in questi quindici giorni - ha commentato Marco Mazzieri, presidente della Federazione italiana baseball e softball -. Questo Classic ci lascia un segnale importante per i ragazzi italiani perché, come hanno dimostrato Quattrini e Scotti (lanciatori nati e cresciuti in Italia, attualmente impegnati nel nostro campionato, ndr), sono stati qui per poter dire anche la loro: è la dimostrazione che lavorando duro si possono raggiungere grandi risultati. Ora starà a noi come Federazione riuscire a incanalare tutto questo entusiasmo per poter cercare di far avvicinare quanta più gente possibile ai nostri sport».
Al di là delle polemiche per la doppia nazionalità di tanti nostri giocatori e degli stereotipi italoamericani che hanno caratterizzato la squadra - come il caffè bevuto nel dugout che ha portato Lavazza a fare uno spot con gli azzurri sui propri canali social americani -, è innegabile che questa Italia abbia fatto innamorare non solo gli appassionati del “vecchio gioco”, lo dimostrano anche gli ascolti delle ultime partite trasmesse in diretta da Sky e Rai (la sfida col Venezuela ha sfiorato il 4% di share, un risultato tutt'altro che banale per uno sport come il baseball). 

La mano di Cervelli

Merito in primis di Cervelli, manager figlio di un immigrato pugliese, capace di plasmare una squadra in grado di giocarsela con le super potenze del baseball mondiale: «I miei ragazzi per me sono i campioni del torneo - ha dichiarato -. Nessuno si aspettava che riuscissero a fare ciò che hanno fatto, hanno rivoluzionato il nostro sport in Italia. E non finisce qui. Non siamo più la Cenerentola della situazione, fra tre anni ci prenderanno sul serio». Il capitano Vinnie Pasquantino si è fatto sentire sui social: «Milioni di persone ci hanno seguito dall'Italia, questo è sempre stato e sempre sarà l'obiettivo, continuare a far crescere il gioco: grazie a tutti per il supporto».   Nella notte appena trascorsa si è giocata la finale fra gli Stati Uniti, vincitori nel 2017, e il Venezuela, alla prima apparizione all’ultimo atto del Wbc dopo il terzo posto del 2009.

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