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Doping, 16 mesi di squalifica per Abbagnale jr
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Doping, 16 mesi di squalifica per Abbagnale jr

Il Tribunale Nazionale Antidoping del Coni ha accolto la richiesta della Procura: stop per mancata reperibilità per il figlio di Giuseppe, olimpionico e ora presidente della Federazionetwitta

lunedì 20 giugno 2016

ROMA - Il tribunale nazionale antidoping del Coni ha squalificato per sedici mesi Vincenzo Abbagnale, accogliendo in pieno la richiesta della Procura Nado-Italia. Il canottiere azzurro, figlio dell'olimpionico e ora presidente della federazione Giuseppe, è stato così sanzionato per tre mancate reperibilità ai controlli.

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NIENTE RIO - Nel procedimento disciplinare a carico dell'atleta tesserato la Fic, visti gli artt. 2.4 e 4.3.3 delle Norme sportive antidoping, i 16 mesi di squalifica, comminati dalla Prima Sezione del Tribunale Nazionale Antidoping, sono a decorrere dal 20 giugno 2016 e con scadenza al 19 ottobre 2017. L'atleta è stato inoltre condannato al pagamento delle spese del procedimento quantificate forfetariamente in 378 euro. Da capire cosa invece intenderanno fare i suoi avvocati in merito al possibile ricorso in sede sportiva, anche se l'avvocato sportivo dell'atleta, Giovanni Fontana, ha dichiarato all'Ansa: "Attendiamo di conoscere l'iter logico della I Sezione, ma è comunque molto probabile un ricorso alla II Sezione in appello". La stessa sezione che si era già espressa su un primo ricorso legato alla contestazione della terza mancata reperibilità che aveva fatto scattare il deferimento. Contro quella decisione, lo stesso Abbagnale si era appellato al Tar rischiando la violazione della clausola compromissoria. Rischio soltanto congelato a seguito della richiesta di rinvio dell'udienza avanzata dal legale amministrativista di Abbagnale, Enrico Lubrano, che ora potrebbe decidere di andare fino in fondo. Sull'argomento, si era espresso anche il presidente del Coni, Giovanni Malagò, parlando di "forte imbarazzo" e precisando di essere "felice che la cosa al momento sia rientrata, mi auguro che sia chiusa - le parole di Malagò la scorsa settimana - all'interno del nostro mondo uscire fuori di un certo tipo di regole non può che creare imbarazzo, tanto più se sei figlio di un presidente federale". 

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