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Ciclismo, Nibali punta la Liegi-Bastogne-Liegi e sfida Valverde
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Ciclismo, Nibali punta la Liegi-Bastogne-Liegi e sfida Valverde

Il campione siciliano punta con decisione alla classica, grande rimpianto datato 2012. Si candida ad un posto da protagonista anche Bettiol, fresco vincitore nelle Fiandre

venerdì 26 aprile 2019

TORINO - L'Italia sogna a Liegi. Domenica infatti si disputa l'edizione numero 105 della Liegi-Bastogne-Liegi, classica che chiude il trittico delle Ardenne. L'Italia ha vinto la 'Doyenne', come viene chiamata, dodici volte, l'ultima nel 2007, quando Danilo Di Luca si impose davanti ad Alejandro Valverde. Il digiuno dura quindi da dodici anni e potrebbe essere arrivato il momento d'interromperlo visto che c'è un tris di corridori che fanno sognare i tifosi italiani. Vincenzo Nibali arriva in Belgio con il viatico di un ottimo 'Tour of the Alps', durante il quale si è messo più volte in evidenza, con raffiche di attacchi in salita, chiudendo al terzo posto nella classifica finale. Si sente quindi in grado di far sua quella corsa che gli è sfuggita nel 2012, quando venne beffato da Maxim Iglinskiy. Dovrà però inventare, visti i cambiamenti del percorso, attacchi anche da lontano cercando di sorprendere rivali del calibro di Alaphilippe, in forma smagliante, Valverde e Fuglsang, che in queste settimane hanno fatto di vedere di quale pasta siano fatti. Il punto ideale per un attacco sembra quello tra Col du Maquisard (3 chilometri al 5%) e Côte de la Redoute (2 km all'8,9%), a circa 40 chilometri dall'arrivo.

«La Liegi è una corsa che non dà tregua - spiega lo Squalo -, e a me manca il confronto con gli altri, quelli che hanno fatto le classiche. Però il morale è alto perché la gamba gira bene». La pattuglia italiana (in tutto 16 ciclisti) può contare anche su Alberto Bettiol, vincitore del Fiandre, e Davide Formolo. Il primo cercherà di lasciare il segno anche nelle Ardenne e proverà anche lui ad attaccare da lontano, mentre Formolo, due anni fa settimo e sempre protagonista nelle precedenti partecipazioni a questa gara, questa volta potrà correre per se stesso e non al servizio del compagno tedesco Maximilian Schachmann come ha fatto alla Freccia Vallone. Lo conforta anche il ritorno alla vittoria, avvenuto in una tappa del giro di Catalogna: il 26enne veronese mancava all'appuntamento con il gradino più alto del podio da quattro anni e ora vorrebbe concedersi un bis quasi immediato, nonostante una concorrenza molto qualificata. Detto che cercheranno di farsi largo tra i migliori anche Diego Ulissi, Enrico Gasparotto e Alessandro De Marchi, non rimane che attendere domenica e una classica in cui lo spettacolo è sempre assicurato. Non potrebbe essere altrimenti, vista anche la presenza di outsider di lusso come Wellens, Lambrecht, l'ex iridato Kwiatowski e il rientrante Van Avermaet, oro olimpico a Rio.

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