© LAPRESSERoger De Vlaeminck e Tom Boonen guidano la “classifica cannonieri” della Parigi-Roubaix con quattro successi a testa, Francesco Moser li segue a ruota con tre vittorie consecutive e un particolare record. Vinse nel 1978 in maglia iridata, l’anno dopo con quella della Sanson e l’anno dopo ancora con il tricolore di campione d’Italia. «Non ho vinto la quarta perché ormai non c’erano più tipologie di maglie da mostrare...», spiega oggi ironicamente “Checco”. Nel ’78 e ’79 arrivò secondo Roger De Vlaeminck, nell’’80 Duclos-Lassalle. Francesco e De Vlaeminck nel ’78 erano entrambi griffati Sanson. «Lui voleva anticiparmi, attaccando al Carrefour de l’Arbre, ma l’ho anticipato io fuggendo nel tratto più infido», la rivelazione di Moser. I suoi sono stati successi-fotocopia: «Ho sempre attaccato a circa 29 km dall’arrivo. Alla Roubaix conta saper guidare e azionare rapporti lunghi sul pavè: l’agilità non esiste verso Roubaix».
Pogacar e la Roubaix: l’unico monumento ancora da conquistare
Si tratta, ad oggi, dell’unica monumento che manca al palmares di Tadej Pogacar, che l’anno scorso - al debutto - arrivò secondo, preceduto soltanto da Mathieu van der Poel. «Anch’io nel 1974, alla mia prima Roubaix, arrivai secondo malgrado foratura e caduta - incalza Francesco -. Pogacar ha un vantaggio: nel ciclismo moderno gli consentono di arrivare ad aprile inoltrato con tre giorni di gara nelle gambe, io nel 1978 totalizzai 110 giornate agonistiche».
Favoriti Parigi-Roubaix: van der Poel davanti a tutti
Per Moser il favorito numero uno in vista di domenica è sempre van der Poel. «Benchè leggermente inferiore dal punto di vista atletico rispetto agli anni scorsi, l’olandese ha tecnica sopraffina e forza per dominare il pavè. E in caso di pioggia andrebbe a nozze, essendo abituato nel ciclocross, sui fondi sdrucciolevoli, ai numerosi giochi di equilibrismo. Continuo a vederlo un gradino sopra a Pogacar per Roubaix». VDP al Fiandre è stato sconfitto da Pogacar. «Mathieu l’ha corso male: quando è rimasto davanti con Pogacar non doveva tirare. Doveva stare a ruota, favorire il rientro di Evenepoel. Fossero stati davanti in tre si sarebbe visto un altro finale, magari con sprint e un esito differente, visto che van der Poel è più veloce di Tadej». Tra i favoriti di domenica c’è anche Wout Van Aert. «Sta crescendo, arriva sempre davanti e sa pedalare sul pavè.Tuttavia ho l’impressione che il meglio l’abbia dato negli anni scorsi».
Ganna, Pedersen e Milan: le carte degli outsider
Filippo Ganna dopo il trionfo a Waregem nella Dwaars Door Vlaanderen non ha più gareggiato: punta tutto sulla Roubaix. «Non entro nel merito dei programmi d’allenamento stilati dai preparatori moderni. Post vittoria a Waregem, per esempio, io avrei corso il Fiandre per crescere in vista della Roubaix. Ganna alla Dwaars è stato spettacolare: ha rotto il manubrio e altri incidenti l’hanno costretto a inseguire, eppure ha trionfato. Nella Roubaix, che è ben diversa, per arrivare davanti dovrà sperare che non accada nulla». La Lidl-Trek avrà Mads Pedersen e Jonathan Milan. Quest’ultimo nelle tre precedenti partecipazioni alla Roubaix ha corso in modo anonimo e sfortunato. «Pedersen è ottimo per tutte le classiche. Invece Milan alla Roubaix ho l’impressione che sia in difficoltà quando c’è da rilanciare la bici: è una gara in cui dopo certe curve si riparte da fermo. A rilanciare lui fatica più degli altri». Ma alla Roubaix, a volte, trionfano le “varianti pazze”, come Dylan Van Baarle nel 2022. E se vincesse un outsider? «Effettivamente capita, ma domenica non si verificherà: la Uae di Pogacar è fortissima. i vari Veermersh, Politt, Oliveira e Bjerg imporranno un ritmo infernale fino ad Arenberg. Sarà impossibile per gli outsider avvantaggiarsi. Vincerà uno dei soliti noti».
